Ghetti di Capitanata: interviene anche il Papa

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Domenica scorsa, Papa Francesco all’Angelus, un po' a sorpresa, ha pubblicamente ringraziato la Diocesi e il Comune di San Severo per la firma del protocollo d’intesa siglato lunedì 28 ottobre u.s. alla presenza dell’elemosiniere del Papa, Konrad Krajewski, che consentirà a tutti i senzatetto, in gran parte extracomunitari che vivono nel Gran Ghetto e nel ghetto di borgo Mezzanone, di poter eleggere domicilio presso parrocchie e uffici diocesani. In questo modo tali cittadini potranno ottenere la residenza nel comune di San Severo e vedere riconosciuta la loro dignità umana, oltre ad accedere ad una serie di diritti sanitari, previdenziali e sociali. Inoltre la possibilità di ottenere i documenti di identità e di residenza consentirà loro di uscire da una condizione di irregolarità e di sfruttamento. Tante grazie al Vaticano e al Comune di San Severo.

Oltre a dare un segnale concreto contro i numerosi casi di invisibilità sociale che da anni attanagliano il nostro territorio, hanno evidenziato che la questione dei ghetti di Capitanata non è solo un fenomeno legato al caporalato. E’ un fenomeno umano, sociale, sanitario, di legalità, di moderna schiavitù; perché nei “nostri” ghetti, ormai da troppi anni, migliaia di persone vivono in condizioni disumane in baracche pericolose, senza acqua e senza servizi. Nei “nostri” ghetti, da definire terra di nessuno, si annidano fenomeni di criminalità, prostituzione e traffici illeciti nascosti dalla coercitiva omertà di chi non può denunciare perché irregolare. E siamo di nuovo sotto i riflettori, come un anno fa, quando perirono sulle strade di Capitanata 16 braccianti agricoli, quando per l’occasione abbiamo avuto in città la visita del Premier Conte e del Ministro Salvini e successivamente del Ministro Di Maio. Da allora la Regione Puglia ha aperto Casa Sankara, sempre nei dintorni di San Severo, un centro di accoglienza per lavoratori extracomunitari; va detto, però, che i moduli abitativi messi a disposizione, pur rappresentando una lodevole iniziativa, non riescono a garantire le migliaia di migranti che si riversano nel nostro territorio nel periodo della raccolta del pomodoro.  

Per l’intermediazione di manodopera da registrare favorevolmente, la premialità erogata dalla più grande azienda di trasformazione del pomodoro del territorio ai produttori che, insieme ad altri requisiti, garantiscano l’iscrizione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità. Una lodevole iniziativa privata, mentre lo Stato si ostina a non istituire forme di convenienza per l’iscrizione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità e a non agevolare le aziende agricole virtuose. Iniziative lodevoli da accompagnare con un piano sperimentale dei trasporti, che stiamo sollecitando da tempo, con pullman di piccole dimensioni da “prenotare” mutuando il sistema Uber o My taxi. Ma l’attenzione del Vaticano sui ghetti di Capitanata è più radicale; garantisce dignità all’individuo e lo fa uscire dalla condizione di irregolarità e di invisibilità. Lo pone nella condizione di poter resistere al ricatto e allo sfruttamento. Non a caso il domicilio che a San Severo autorizza la residenza ai senzatetto è in “Via dell’Angelo custode”. Grazie Papa Francesco Antonio Castriotta, Segretario Generale Uila Foggia  

Torna su
FoggiaToday è in caricamento