Rifiuti, con Amiu i conti non tornano: "Costi spropositati per non avere nulla in cambio"

Nuovo capitolo della saga rifiuti a Foggia. Sul banco degli imputati la società barese che da tre anni a Foggia si occupa di igiene urbana e smaltimento dei rifiuti. I 'nodi al pettine' di Sciagura, Rizzi, Gentile e Talia

Sciagura, Rizzi, Gentile e Talia

I cassonetti sono sporchi e fatiscenti. Eppure paghiamo qualcosa come 200mila euro all'anno ad Amiu Puglia per lavarli. 600mila euro in tre anni. "Dove finiscono questi soldi?". È la nuova accusa che i consiglieri di opposizione al Comune di Foggia, Marcello Sciagura e Vincenzo Rizzi, accompagnati da Francesco Gentile e Marino Talia di Alternativa Libera, lanciano all'indirizzo di Bari.

E dunque del presidente, Gianfranco Grandaliano. Nuovo capitolo della saga rifiuti nel capoluogo dauno. Sul banco degli imputati la società barese che da tre anni a Foggia si occupa di igiene urbana e smaltimento dei rifiuti.

Dopo aver "smascherato" la cessione (ad insaputa del Comune, pare) del biostabilizzatore (che vale da solo 11 milioni di euro e che, dunque, darebbe diritto al Comune di Foggia di sedere come socio di maggioranza nel cda di Amiu), nel mirino dei consiglieri finisce "l'inefficienza del servizio - sostengono - a fronte di un flusso di denaro sonante che, evidentemente, Foggia paga in maniera spropositata e per avere in cambio il nulla".

Non solo cassonetti, sporchi. Ma una raccolta differenziata diventata la costante di ogni progettualità ("millantata"), senza mai decollare. E i conti. Che non tornano. Mancherebbero centinaia di migliaia di euro all'appello. A fronte di un conferimento da parte anche di altri comuni della provincia di Foggia e della Bat nella discarica Frisoli (ora chiusa), Amiu Puglia ha stornato al Comune di Foggia somme per 6milioni 750mila euro circa per gestione impianto, smaltimento ed utili negli anni 2015-2016.

Avrebbe dovuto dare 7milioni 696mila euro secondo i calcoli dei consiglieri. Un milione di euro in più. E questo sarebbe solo uno dei conti che non tornano. "Il report l'ho personalmente consegnato al dirigente dell'ufficio finanziario" fa sapere Sciagura, che poi si sofferma sull'utilizzo "anomalo" del biostabilizzatore. L'impianto serve per lavorare l'umido in modo da conferire in discarica quantità meno pesanti di rifiuti, come legge vuole.

Ebbene, seguendo l'andamento dei flussi in entrata ed uscita del 2015, si può facilmente notare come a fronte di un quantitativo sempre maggiore di rifiuti (a causa, appunto, del conferimento di altri comuni), il peso ponderale del rifiuto lavorato nell'impianto diminuisce, sino ad arrivare a cifre che non superano il 10% (per considerarsi a norma l'impianto dovrebbe ridurre di almeno il 25% il peso dei rifiuti).

Cosa vuol dire? "Che evidentemente l'impianto è stato ingolfato ed i rifiuti sono stati prelevati prima del completamento del ciclo di biostabilizzazione, che dura di norma 14 giorni". Cioè, in discarica sarebbe andato rifiuto non perfettamente biostabilizzato. Una operazione contra legem. Se così è, dovrà spiegarlo Amiu Puglia. Le carte potrebbero finire in Procura.

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