Gestione dei Cara: “Sono parcheggi per esseri umani. Devono essere chiusi”.

La proposta dell’Arci che invita a un maggior coinvolgimento degli Enti Locali: “Deve essere realizzata un’accoglienza diffusa e limitata nei numeri”

Chiusura dei Cara e realizzazione di un’accoglienza diffusa e limitata nei numeri, gestita in stretto rapporto con gli Enti Locali e le comunità ospitanti.

È in sintesi quanto propone l’Arci sui Centri di accoglienza per richiedenti asilo, alla decisione del ministro dell’Interno Angelino Alfano, di aprire un’istruttoria dopo l’Inchiesta di Fabrizio Gatti pubblicata su ‘L’Espresso’. “Se non fosse per la drammaticità della situazione – si legge nella nota pubblicata –  verrebbe da sorridere alla notizia che il Ministro Alfano abbia oggi disposto un’ispezione al CARA”.

Un’ironia dettata dal fatto che le ispezioni sono pertinenza proprio del Ministero: “I cara presenti sul territorio nazionale sono a gestione ‘quasi diretta’ del Ministero, ed esulano dai due sistema principali di accoglienza come i centri CAS o SPRAR che vedono coinvolte, più o meno attivamente, le comunità territoriali”.

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I disagi evidenziati dall’inchiesta di Gatti non sono nuovi, anzi. Le denunce giunte da più parti nel corso degli anni sono state numerose. Un sistema di accoglienza che evidentemente non funziona: “Non è un sistema di accoglienza, ma un insieme magmatico di modalità che non comunicano tra loro, in cui il solo sistema SPRAR pare calato davvero nelle realtà territoriali e quindi gestito, prima di tutto, nel rispetto della dignità umana”. Non accade lo stesso nei Cara: “Sono dei veri e proprio parcheggi per essere umani, spesso fatiscenti e abbandonati, quasi sempre fuori da qualsivoglia contatto con la realtà che li circonda e, altrettanto spesso, ogegtto degli appetiti più torbidi.

Da qui la proposta di un ripensamento dell’idea di accoglienza, che coinvolga direttamente gli Enti Locali: “Serve virare con coraggio ed esclusivamente sull’accoglienza diffusa e dei piccoli numeri. Un’accoglienza promossa insieme agli Enti Locali, uniche istituzioni in grado di farla diventare terreno di opportunità per le comunità ospitanti, oltre che dei luoghi di vera e propria crescita e condivisione per i migranti accolti”.

Nuove strutture e chiusura contestuale dei Cara: “Non ci siano titubanze in questo senso. Non può essere questa l’Europa che si richiama a Ventotene e a quegli straordinari valori”.

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