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Furto Santa Chiara, De Santis: “Non chiudiamo il Chiostro, reagiamo”

Il consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà ricorda che fino ad aprile c'era il servizio guardiana. Leonardo De Santis chiede al dirigente scolastico di non chiudere il Chiostro, ma di reagire

Leonardo De Santis

Leggo, appena sveglio, dalla Gazzetta di Capitanata , un resoconto dettagliato sul furto avvenuto a Santa Chiara, e me ne dolgo, ma tornando con il pensiero a qualche mese fa , mi rendo conto che forse ogni azione porta con sé un risultato.

Nello specifico non si deve dimenticare che nel mese di aprile di quest’anno fu revocato, a causa pensionamento, ma si sarebbero potute trovare altre strade visti i risultati, il contratto d’uso d’abitazione ad una famiglia che si occupava della guardiania del Chiostro, che non dico solo grazie a loro, ma anche per il loro presidio, ha permesso al sito di dare lustro alla città per quaranta anni.

Oggi, mi sento in dovere di fare un appello alla dirigente scolastica dell’Istituto, di evitare con tutte le sue forze di aggiungere al danno la beffa. Ritorni sui suoi passi e capisca , che la politica più sbagliata è quella della rassegnazione. Ciò che sta avvenendo è che all’assenza di “cultura della legalità” si va sostituendo una cultura dell’illegalità, soprattutto nelle fasce giovanili dove i modelli culturali si vanno sempre più impoverendo e la cultura del branco e della violenza la fa da padrone.

La percezione diffusa di insicurezza esistenziale, fisica ambientale e patrimoniale sono tutti fattori che, negli ultimi anni, hanno inciso profondamente sulla qualità della vita della nostra città, ma qualcosa, invece di migliorare, sta peggiorando. Non ci s’indigna più, non si manifesta più contro il crimine organizzato, la mia paura è che su questa strada si stia affacciando se non l’indifferenza , la rassegnazione dei cittadini che non pensano più al futuro dei nostri figli.

In strada devono tornare ad esserci le persone, non solo un tipo di persone, ma i veri abitanti delle città. Una strada, un quartiere, una borgata, non vanno lasciate a se stesse od alla buona volontà di alcuni, ma vanno vissute, protette, valorizzate.

Oggigiorno esistono pochissimi spazi che siano accessibili a tutti e che tutti possono utilizzare, cioè spazi che rispecchiano degli spazi di azione, sia nel senso di spazi per giocare che di attività libera. Gli spazi vitali e di movimento sono diventati una merce, scambiata secondo il principio economico della valorizzazione. Dove ci sono attività culturali, sportive, non c’è terreno fertile per la criminalità , soprattutto quella minorile.

Non chiudiamo Santa Chiara, reagiamo.

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