La lezione Di Donna a Forza Italia: "Impariamo dalle civiche". Regionali? "Foggia sarà determinante"

Intervista all'avvocatessa foggiana di ritorno da "Everest 2019", la tre giorni azzurra organizzata a Giovanizzo. "Forza Italia non ha più una proposta, servono parole chiare e incisive". "Emiliano? Lo battiamo ma occhio al programma"

Ha ancora senso l’esistenza di Forza Italia in uno scenario politico, economico e sociale radicalmente cambiato alla vigilia del 2020? E se sì, cos’è che non va nel partito nato oltre trent’anni fa da una intuizione brillante di Silvio Berlusconi e finito nelle secche dell’anonimato quasi, appannato, stanco e assente dal dibattito nazionale? Domandarselo e fornire delle risposte è vitale per il partito azzurro alla vigilia delle elezioni regionali. Sono queste che hanno tenuto banco alla tre giorni di 'Everest', la manifestazione dei giovani azzurri tenutasi a Giovinazzo nel weekend, giunta alla sua ottava edizione. “Meno male che Foggia c’è” ha ironizzato la pattuglia partita dal capoluogo dauno, parafrasando la fortunata canzone dedicata a Silvio Berlusconi. Perché Foggia è l’unico presidio rimasto in Puglia di colore azzurro. L’unico capoluogo di provincia ad aver confermato alle recenti elezioni comunali la guida azzurra, eleggendo nuovamente sindaco Franco Landella e mantenendo saldo il primato del simbolo. Una circostanza che dà a Landella & co. un potere contrattuale robusto da spendere sui tavoli baresi quando si tratterà di decidere. “Potere elettorale è il termine giusto” ci corregge Michaela Di Donna, cognata del sindaco ma soprattutto, e in questa tre giorni ancor di più, dirigente azzurro di lunghissimo corso. Da quando aveva i calzoni corti, si potrebbe sostenere se il modo di dire fosse applicabile anche ad una donna. E’ toccato all’avvocatessa foggiana spiegare perché, in un contesto di generale crisi dei partiti, le civiche, invece, funzionano. Analizzare per cambiare. E migliorare (anzitutto i dati di FI, pericolosamente in discesa). “A Forza Italia manca la proposta” dichiara in maniera schietta quando la contattiamo.

Cosa significa? Spieghiamo il concetto, Di Donna.

La domanda che dobbiamo porci è: perché il civismo funziona mentre i partiti vengono scelti da sempre meno elettori?

E la risposta?

A mio modo di vedere, quello che sta mancando fortemente a Forza Italia è la proposta, chiara e costruttiva. Cosa che invece le civiche hanno. Queste ultime si sviluppano sui territori a partire da temi e problematiche concrete. A Foggia le civiche, ma anche Forza Italia stessa, hanno presentato un programma di governo chiaro e raccontato in maniera altrettanto chiara quanto fatto nei cinque anni precedenti. La gente ha capito, e capendo ti segue.

Cosa che Forza Italia a livello sovracomunale e nazionale non fa più?

Noi siamo un partito liberale e moderato, ma da un po’ di tempo ci manca una proposta concreta. Per esempio, alla viglia della nuova manovra finanziaria, qual è la nostra ricetta contro le povertà? E quale quella per il Sud? Servono parole chiare ma anche parole chiave che ci caratterizzino. La Lega ha i porti chiusi, i cinquestelle il reddito di cittadinanza: noi?

Ma molte volte le parole chiave altro non sono che slogan che esemplificano la realtà, bisogna invece di dare a temi complessi risposte complesse.

Certamente, ma c’è bisogno di esserci, di caratterizzarsi, di sapere cosa vogliamo fare e come lo vogliamo fare. Parole chiare per bisogni nuovi. Il mondo cambia, la società si evolve e con essa i problemi e le soluzioni. Noi siamo rimasti indietro, ci siamo resi, come dire, meno moderni. E soprattutto non abbiamo una ricetta in grado di parlare al nostro elettorato. Vent’anni fa Berlusconi parlava di eliminazione dell’Ici ad esempio: proposte sentite dalla gente e che ti rendevano riconoscibile. Oggi non siamo incisivi, non abbiamo una proposta.

E senza proposte è difficile prendere voti.

Dobbiamo rinnovarci, come classe dirigente e come idee. Perché la classe dirigente può essere anche la migliore di sempre ma senza temi non andiamo da nessuna parte.

Intanto c’è chi se ne va con Toti.

Tanti sono entrati, tanti sono usciti. Forza Italia son trent’anni che è lì. Anche se non nego che questo sia il momento più difficile.

Dica.

Non condivido ma comprendo l’opposizione al governo giallorosso fatta dall’interno dei Palazzi. Dico ok, va bene, ma portiamola anche fuori, per le strade, tra la gente.

Forza Italia non è sembrata convinta di tornare alle urne, colpa anche di percentuali diverse che avrebbero ridotto il numero di seggi azzurri. Lei sì, invece?

Io ero e sono per il voto. Sono da sempre convinta che i politici si battono nella cabina elettorale, non è possibile che in Italia debba governare sempre chi ha perso. Questo governo è sicuramente costituzionalmente legittimo, ma non è in sintonia con il popolo che dal 4 marzo 2018, quando la coalizione di centrodestra risultò la più votata, alle elezioni europee, passando per le varie elezioni regionali, ha dato fiducia sempre e solo al centrodestra.

E veniamo alle elezioni regionali in Puglia. Il centrodestra riuscirà a vincere?

Ne sono convinta. Venerdì scorso si è tenuta una riunione dei segretari dei partiti della coalizione. Siamo tutti convinti che cinque anni fa, dividendoci, facemmo un grande regalo ad Emiliano. Questa volta saremo uniti e compatti. Le premesse sono buone.

Foggia avrà un grande potere contrattuale, immagino.

Potere elettorale. D’altronde è noto che sono Foggia e la Capitanata a decretare da sempre la sconfitta o la vittoria di un Presidente regionale. Saremo determinanti. Ma si badi.

Dica.

Bisognerà avere chiaro cosa si vuole fare della Regione Puglia. Come dicevo più su, il programma, la proposta, sarà fondamentale. Non basterà criticare la gestione Emiliano, ma dire la propria. Anche perché io sono sempre stata convinta che una campagna elettorale basata sulla denigrazione dell’altro non paga.

Ogni riferimento a Foggia è puramente casuale, immagino. Come lo sceglierete questo candidato? Primarie o sintesi politica?

Ne parleremo subito dopo le regionali che si terranno in autunno. Nelle altre regioni il centrodestra è riuscito a mettere in campo proposte unitarie azzeccatissime. Possiamo farlo anche in Puglia. L’importante è che sia un profilo che garantisca tutta la coalizione e legato a questa regione. Non è tempo di rivendicare paternità ma di trovare gli uomini o le donne giuste. Però c’è una cosa.

Cosa.

Deve tenere molto a cuore il territorio foggiano.

Lei sarà candidata?

A me piace fare politica, ma non sono la donna per tutte le stagioni come alcuni mi dipingono. Vedremo. Di certo voglio lavorare molto per il mio partito e mi auguro che Forza Italia prenda una piega diversa. Che diventi di nuovo il partito da scegliere. Il nemico non è interno. Il nemico sono il Pd e cinquestelle. Ma non nemici nostri, bensì dell’Italia e del futuro.

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