Ecco Clemente, Cassitti e Iaccarino. "Sosteniamo Landella per il bene della città"

Conferenza stampa dei tre consiglieri ormai ex opposizione: "Non vogliamo assessorati ma diciamo no al commissario". Volano gli stracci con l'Udc. Finito il centrodestra: anche la Lega all'opposizione

“Non passiamo al centrodestra ma avvertiamo forte la responsabilità di scongiurare il commissariamento di questa città. E' per questo che, mantenendo ciascuno distinte le proprie origini e valori politici e senza aderire ad alcuna forza politica altra, da oggi siamo pronti a sostenere questa amministrazione, a che finisca il suo mandato, togliendo a Landella ogni alibi: ora ha i numeri, governi se lo sa fare”.

Lo definiscono “progetto di adesione alla città” i consiglieri Sergio Clemente (ex Pd), Saverio Cassitti (ex PSI, “ma, d'altronde – sibila- il PSI non esiste più qui a Foggia”) e Leonardo Iaccarino (UDC), che, come anticipato da Foggiatoday, questa mattina in conferenza stampa hanno ufficializzato il loro passaggio nella maggioranza Landella al Comune di Foggia con un nuovo gruppo consiliare di cui Iaccarino sarà capogruppo. Il sindaco, dimissionario dal 26 marzo scorso perchè ormai senza numeri e indisponibile a “piegarsi” alle richieste di azzeramento di giunta delle forze più malpanciste (leggi Lega), aveva bisogno di “tre responsabili” che lo aiutassero a sopravvivere. E, dopo giorni di riunioni e conciliaboli, dal cilindro dell'opposizione ecco i tre consiglieri. Che, dicono (e non poteva essere altrimenti), lo fanno “esclusivamente come atto d'amore per la città”.

VIDEO | "Togliamo a Landella ogni alibi: ora ha i numeri, governi se lo sa fare”.

“Non chiediamo poltrone o postazioni di potere. A Landella, che denuncia continue pressioni della sua maggioranza, togliamo in questo modo ogni alibi: noi non vogliamo niente, gli diamo solo i numeri per governare e fare cose per questa città”. In cima alla lista, elencano, Gino Lisa (“un commissario non porterebbe avanti la causa foggiana nei confronti della Regione”), Amiu e raccolta differenziata (“che dovrà partire nel giro di 60 giorni”), strade, aziende partecipate (“da affiancare con commissioni di vigilanza e controllo”. Cassitti, ad ogni modo (affiancato in sala giunta da Leonardo Marino, smentito il placet dell'ex deus ex machina PSI Lello Di Gioia), manterrà la delega alla Casa (con tutto ciò che comporta in termini di operazioni di appartamenti in corso e che giungono a compimento).

Il PD di Foggia prende le distanze da Clemente: "Non è nostro iscritto da due anni..."

Ma pare essere questo al momento l'unica postazione gestionale in cambio di voti che arriveranno già da questa sera sulla presa d'atto della relazione della Corte dei Conti e successivamente, sul Bilancio di previsione. Landella ne esce (per ora) alla grande: prende voti e salva gli assessori, suoi e di Di Giuseppe. Ma quanto reggerà una operazione meramente numerica? “Voteremo, certo” fa sapere Clemente, che tira dentro l'operazione anche un pezzo di mondo sindacale Cisl guidato per lungo tempo da Giulio Colecchia (presente anch'egli stamattina): “Mi ha chiesto di fare questo passo”. Iaccarino - che pure “mai con Landella” - rivendica la sua scelta odierna con un semplice “il sindaco ci ha promesso un'inversione di rotta, le cose ora le farà perchè noi non lo condizioneremo” e tira dentro l'operazione anche l'Udc (“Angelo Cera lo sa”), nonostante ad un certo punto, nel bel mezzo della conferenza si materializzi il colpo di scena: un comunicato stringato con tanto di presa di distanze da “una operazione di facciata, capace solo di assicurare il galleggiamento di una consiliatura ormai in dirittura d'arrivo” scrive Cera, stigmatizzando “i giochi di potere di qualche consigliere comunale che vuole tradire la volontà popolare e i voti ricevuti dall'Udc”.

Uno smarcamento che non piace né a Iaccarino né al padre politico dell'operazione, Eugenio Iorio, vicario provinciale. Ma se quest'ultimo prova a mantenere una posizione conciliante, che metta al riparo il partito (“E' una decisione autonoma, il partito non c'entra niente anche se prima di avviarmi, come rispetto politico vuole, ho fatto una telefonata a Cera comunicandogli la volontà di andare incontro alla richiesta di aiuto che Landella mi aveva avanzato per il bene della città”), Iaccarino si scaglia contro i Cera's: “Lo sapevano e hanno convenuto. Io resto il rappresentante dell'Udc qui in consiglio e su Foggia. Voglio proprio vedere cosa faranno. Cera pensasse a fare il segretario provinciale e lasci stare Foggia. Anzi, se proprio vuole sfidarmi, sappia che sono pronto a competere con il figlio, Napoleone Cera, alle regionali 2020”.

Finisce, dunque, a stracci che volano per l'Udc. L'espressione di Iorio tradisce un mesto “Non doveva andare così”. Lasciano la sala giunta. Da stasera sono pronti a votare. Mentre quel centrodestra uscito vincitore dalle urne si frantuma irrimediabilmente, lasciando un vago ricordo in aula: dopo Fdi, all'opposizione ci va anche la Lega (col placet di Salvini). “Dei tre leader saliti al Quirinale per rappresentare il centrodestra, due, Salvini e Meloni, sono all'opposizione dell'amministrazione comunale” rimarca Mainiero in una nota stampa. E Foggia è la città capoluogo, non l'ultimo comune. Politicamente è un dato estremamente importante.

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