Una Grande Alleanza per "salvare" Foggia: prende piede la seduzione di Tarquinio e Di Gioia

Un progetto civico allargato, che occupi quella terra di mezzo tra destra e sinistra, contro la destra landelliana, e a cui potrebbe unirsi il Pd. Ecco l'operazione a cui si sta lavorando in città

Secondo beninformati, sarebbero ore decisive per Forza Italia, chiamata a sciogliere la riserva su Foggia: Bari è fatta, saranno gazebo, ma nel capoluogo dauno il sindaco uscente, Franco Landella non vuol fare le primarie mentre la Lega intende procedere. Dovrebbe confermarlo sabato, in una conferenza stampa. Il commissario regionale di Fi, Mauro D’Attis, è chiamato a decidere. La pratica è tra Roma e la Basilicata, nelle mani di un ritornato azzurro Guido Viceconte, delegato al Sud da Antonio Tajani.  

E c’è chi, permanendo in campo il nome del sindaco uscente, starebbe lavorando ad un piano B. “Proveremo a far tornare la vera politica. Ce lo chiede la gente”. E' questa la seduzione di chi sta tentando di mettere insieme la “grande operazione” per le prossime elezioni comunali. Quale? Quella di occupare quella “terra di mezzo che si apre tra destra e sinistra: un progetto civico che possa veder insieme le forze moderate, popolari e riformiste, andando così ad intercettare quella fetta di elettorato, che è ampia, e che oggi è divisa tra tante piccole realtà partitiche o non si riconosce perfettamente in alcuna di esse”. Perchè sono loro che lo chiederebbero. Un disegno più volte accarezzato a livello nazionale (anticipato in qualche modo dal "Nazareno", ma senza Forza Italia. E con chi?

“Anzitutto ci starebbero Azzurro popolare di Lucio Tarquinio e Mimmo Verile (ex forzisti, ndr), quindi l’Udc, con il rientrato Iaccarino. Insieme si costruisce un fronte unico, una lista forte, che andrà ad unirsi alle liste diverse liste civiche che si preparano a scendere in campo”. A tutte le anime che compongono il civismo di Leonardo Di Gioia, praticamente, Pino Lonigro ed altri fedelissimi compresi. Di Gioia, per parte sua, guarderebbe con interesse all’operazione, fanno trapelare gli ispiratori, per i quali, “una volta fatti i giochi, il progetto, ampio e forte, chiamato dal basso, dai cittadini, tirerà dentro anche il PD, a meno che Piemontese & co. non vogliano, a quel punto, essere marginali nell’agone elettorale”. Ovviamente, precisano, il Pd “ci raggiungerà in un secondo momento”. L'operazione, ci tengon a precisare, sarebbe il prodotto di "ciò che ci chiedono ampie fette di popolazione di questa città".

Dagli ex di Forza Italia all’Udc, saldati attorno ai civici di Di Gioia, passando per Socialismo Dauno, giungendo fino al Pd? Secondo i beninformati, sì. Una "grande alleanza", che, "a seconda di come andranno le cose in casa centrodestra, potrebbe attirare dentro anche pezzi di quei mondi". “Il fronte popolare” con Raffaele Di Mauro non starebbe decollando, colpa anche dell’atteggiamento troppo attendista del segretario azzurro sul caso Landella. E Azzurro Popolare guarda altrove. A fare fronte unico con una Udc che sarebbe ora nelle mani del riaccolto Iaccarino, il quale avrebbe già interrotto la “luna di miele” con Landella.

Il progetto traversale, insomma, sarebbe fattibile, non circoscritto solo alle prossime comunali, ed intercetterebbe una fetta amplissima di elettori, che sono in prevalenza moderati e che potrebbero trovare in queste “larghe intese” l’approdo più naturale. La seduzione è creare un grande laboratorio, contarsi, verificare la forza, stoppare il passo ad un Landella bis e "ad un coacervo di pseudo sovranisti". “Di Gioia guarda con interesse a questo fronte largo”, sostengono. L’assessore regionale all’Agricoltura farà sapere questa mattina se resta o lascia via Capruzzi. “Ma non vuol fare il candidato sindaco né passare alla Lega” continuano le fonti, “piuttosto si lavorerà al fronte trasversale, che intercetterà mondi variegati moderati e tutte quelle realtà cattoliche e del terzo settore che non hanno nulla da dirsi con gli estremismi degli pseudo-leghisti nostrani”.

La seduzione si allarga anche all'onere della candidatura, che potrebbe essere affidata a Pippo Cavaliere, in ottimi rapporti con Di Gioia, e che ben incarnerebbe  “una figura trasversale, apprezzata negli ambienti istituzionali ed ecclesiastici di questa città, che conosce la macchina amministrativa e che potrebbe intercettare così un consenso diffuso, ponendo quale unica, concreta alternativa di rilancio di questa città. A partire dalla sua immagine istituzionale”.

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