Da candidato anti-Emiliano ai margini del centrodestra. L'accordo non basta a Fitto. La Lega ne approfitta con Altieri

La Lega Puglia è per Nuccio Altieri. I salviniani respingono così la candidatura a Fitto, fino a qualche settimana fa forte dell'accordo sulla Regione Puglia tra Salvini, Meloni e Berlusconi. E Forza Italia? Un nome ci sarebbe, è Francesco Paolo Sisto

Berlusconi, Salvini e Meloni foto Ansa

Il diritto della Lega di proporre un nome per provare a battere Emiliano che non sia necessariamente l'esponente dei Fratelli d'Italia Raffaele Fitto, non sarebbe una notizia se un bel pezzo di tempo fa non fosse stato siglato un accordo tra i principali leader dei partiti del centrodestra con il quale si dava ai meloniani la facoltà di scegliere il candidato presidente della coalizione in Puglia.

Da qui lo sconcerto di molti rispetto alla proposta della Lega di Nuccio Altieri candidato presidente.

Sarebbe stata quell'intesa raggiunta da Meloni, Berlusconi e Salvini - frutto della spartizione politica sulle candidature a presidente nelle varie regioni d'Italia secondo lo schema, per sommi capi, Jole Santelli di Forza Italia in Calabria, Lucia Bergonzoni e Donatella Tesei per la Lega in Emilia Romagna e in Umbria, e Raffaele Fitto o comunque un esponente dei Fratelli d'Italia in Puglia - ad aver garantito all'ex governatore della Puglia dal 2000 al 2005, almeno fino a qualche giorno fa, la leadership della coalizione di centrodestra nella regione a trazione centrosinistra da ben 15 anni e tre mandati. 

Leadership mai digerita dalle altre forze della coalizione.

Annunciato con orgoglio dai Fratelli d'Italia nel dicembre scorso, il quasi 50enne di Maglie ed ex ministro per gli Affari Regionali del governo Berlusconi, è stato l'ultimo presidente della Regione Puglia del centrodestra. Dopo di lui il buio e la rinascita del centrosinistra con Nichi Vendola prima (2005-2015) e Michele Emiliano appena dopo.

A distanza di alcuni mesi da quell'accordo, che a dirla tutta Meloni non ha mai rivendicato con orgoglio, da sabato scorso è ufficialmente messo in discussione dalla proposta leghista per l'assalto alla Regione Puglia. Proposta che corrisponde al nome di Nuccio Altieri, giovane imprenditore 44enne di Conversano. La garanzia di quel patto a tre sembra assottigliarsi sempre più. E così, nel giro di qualche settimana, in un batter d'occhio Fitto è finito ai margini del centrodestra.

Le parole di Giannicola De Leonardis rilasciate a caldo a FoggiaToday, un esponente di primo rilievo che mastica politica come fosse pane, dicono tanto rispetto allo scenario che da qui in avanti si andrebbe profilando. Da democristiano di lungo corso, De Leonardis si è rimesso alla volontà delle segretarie nazionali e non ha battuto granché ciglio alla proposta di Altieri: "Noi chiaramente guardiamo a Raffaele Fitto se tocca a Fratelli d'Italia, se non dovesse toccare a noi ma a un altro partito sarà quel partito a designarlo. Aspettiamo di vedere cosa succede a livello nazionale".

Quindi parola a Berlusconi-Salvini-Meloni.

Per la stragrande maggioranza dei salviniani Raffaele Fitto non sarebbe vincente. Non vi sarebbe null'altro contro di lui se non la percezione che per battere Emiliano ci sia bisogno di tutt'altro profilo. Quello del presidente dell'Invimit, la sgr del ministero dell'Economia e delle Finanze che si occupa di valorizzare e dismettere il patrimonio immobiliare dello Stato. Per Luigi D'Eramo una "proposta per cambiare, vincere e governare una nuova Puglia, con un centrodestra unito e la cui unità oggi deve essere un valore imprescindibile".

Unità che a dirla tutta sembrerebbe venir meno se è vero che almeno dalle parti di Foggia i Fratelli d'Italia hanno storto il naso. Pungente il commento del segretario provinciale Giandonato La Salandra: "La Lega continua a perorare una causa semplicemente per alzare il proprio astratto potere d'acquisto. Apprendo con piacere che adesso hanno un solo nome perché fino ad oggi ne avevano due o tre, è un primo risultato".

Per la gran parte dei salviniani la sfida contro Emiliano si vince contrapponendogli una figura frizzante, leggera e soprattutto della provincia di Bari, terra dell'ex magistrato e avversario del centrosinistra allargato.

Non un profilo divisivo e ingrombrante, menchemeno uno che abbia già governato la Regione. Dalle parti del Carroccio pugliese, Raffaele Fitto sarebbe il passato, nemmeno il presente, "figuriamoci il futuro" mormora qualcuno. Da qui la scelta di far da sè e di provare a rompere gli schemi in un centrodestra arrugginito ma ugualmente combattivo.

Chi invece non chiude la porta al confronto è la deputata pugliese della Lega Anna Rita Tateo. Oppure è semplicemente una tecnica en passant per non esasperare i toni: "La rilfessione è ancora in corso. Da leghista mi rimetto alle parole del mio segretario federale Matteo Salvini, che ha parlato di trovare una sintesi al di là dei nomi per un centrodestra che sia forte ed effettivamente rinnovato". 

Su Altieri, "la Lega pugliese ha scelto di fare il suo nome perché ritiene opportuno avanzare proposte che possano portare contenuti utili al confronto tra leader nazionali che, di fatto, non è mai stato chiuso. L’unità del centrodestra è certamente un valore imprescindibile, così come per noi è fondamentale ascoltare il territorio pugliese e dare voce alle proposte che arrivano dalla nostra terra" ha aggiunto Tateo.

Decisamente più convinto l'on. Rossano Sasso: "L'esecutivo regionale della Lega, composto da dirigenti, amministratori tra i più suffragati in Puglia, da parlamentari e dai fondatori del partito nella nostra regione, ha individuato nella figura di Nuccio Altieri la migliore candidatura possibile per la presidenza della regione Puglia".

Alla pari di Tateo, Sasso rimarca sì il valore "fondamentale" dell'unità del centrodestra, ma tuona: "Nessuno può imputarci di presentare una candidatura che i pugliesi hanno già bocciato". Quindi, aggiunge, "se davvero tutti desiderano l'unità del centrodestra, se davvero tutti desiderano battere Emiliano e liberare la Puglia, si mettano da parte nomi divisivi ed egoismi di partito, ma si lasci fare sintesi ai segretari nazionali".

Nel frattempo il senatore pugliese leghista Roberto Marti se la prende con i tifosi degli scontri, con le spaccature e le divisioni: "E' bene che guardino altrove, perché il centrodestra pugliese sarà unito e compatto nell’affrontare e battere Michele Emiliano".

Marti nel sottolineare "l'ampissima condivisione nell’esecutivo regionale per Nuccio Altieri", ha invitato anche Forza Italia ad indicare la propria proposta politica e il proprio candidato in Puglia, perché, ha detto, "questa è una forma di arricchimento e vitalità della coalizione". 

E non è detto che gli azzurri non lo facciano. A Forza Italia non dispiacerebbe il nome dell'avv. Francesco Paolo Sisto. D'altronde all'indomani dell'ufficializzazione della candidatura di Raffaele Fitto il commissario regionale Mauro D’Attis e il vice commissario Dario Damiani, con una certa tempestività avevano frenato gli entusiasmi dei meloniani: “La decisione delle candidature a presidente della Regione del centrodestra in tutta Italia, e quindi anche in Puglia, è del tavolo dei leader nazionali".  Lo stesso aveva fatto D'Eramo: "Sono certo che al momento giusto la nostra coalizione troverà il nome giusto per vincere le prossime elezioni regionali in Puglia“.

Primissime avvisaglie e rappresaglie che certificavano il malcontento di leghisti e forzisti rispetto al nome di Fitto. 

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Intanto dalle parti di Zapponeta Vincenzo Riontino, vicesindaco della cittadina foggiana e prossimo candidato alle elezioni regionali, difende il niet di Andrea Caroppo ad Altieri, unica voce leghista di spessore fuori dal coro. "Condivido la presa di posizione dell’onorevole Andrea Caroppo, che ha semplicemente dato voce ai tanti amministratori e militanti della Lega. Un partito che in Puglia annovera persone capaci, radicate ed in grado di intercettare consenso. A queste possibilità bisognava guardare per tempo, costruendo un percorso virtuoso che purtroppo non è stato intrapreso. Ma ora abbiamo un compito troppo importante: ridare dignità alla Puglia e ai pugliesi".

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