Fiera di Foggia, Piemontese incassa la nomina di Arena. Ma Gatta non ci sta e minaccia Emiliano: "Se fai da solo, ce ne andiamo"

"Nessuna condivisione con gli enti fondatori" scrive il presidente della Provincia su Facebook, che minaccia di uscire dall'assetto societario. Duro colpo ad Ursitti e Di Gioia: "Gestione è stata totale fallimento"

Se l’assessore regionale Raffaele Piemontese sorride per aver incasellato un’altra nomina e augura a Massimiliano Arena, uomo PD e neonominato commissario della Fiera di Foggia, buon lavoro, è al fiele il presidente della Provincia, Nicola Gatta, che minaccia l’uscita. La nomina è stata fatta dalla Regione Puglia “in solitaria – scrive su Facebook-, senza nessuna condivisione con gli enti territoriali soci fondatori” (Comune, Provincia e Camera di Commercio di Foggia). “Penso che sia giunto il momento di superare questa fase commissariale che dura da oltre 4 anni, ridando una governance all’ente fiera che in questi anni ha registrato un declino imbarazzante” continua Gatta, sferrando un colpo bassissimo a coloro che lo hanno voluto presidente della Provincia, in primis a Raimondo Ursitti, segretario generale dell’Ente, quindi all’ex assessore all’Agricoltura Leonardo Di Gioia che, via Ursitti ma anche col fido Potito Belgioioso, si è occupato non poco negli ultimi anni di Corso del Mezzogiorno.

Ma Gatta non se ne duole e avverte: “Dobbiamo lavorare insieme per rilanciare e valorizzare una struttura che in passato è stata il fiore all’occhiello della città di Foggia e di tutta la Capitanata. Se invece la Regione pensa di poter governare questi processi in maniera solitaria, forse, e lo dico con sommo rammarico, è tempo che gli enti territoriali ne prendano atto con l’uscita dall’assetto societario dell’Ente Fiera”. Della serie, se fai da solo e il risultato è ciò che vediamo (“la Fiera di Foggia un totale fallimento” il titolo del post), allora meglio lasciare.

Un po’ come sta accadendo per l’Asi dove, a più riprese, qualcuno ha pensato di  uscire da un ente a guida Emiliano. Landella ed il centrodestra (Gatta compreso) hanno provato ad accelerare per giocare la partita Giulio Colecchia, ma – secondo rumors- dal presidente della Regione sarebbe giunto lo stop perché “nome non condiviso dagli enti locali”. Un principio, quello della condivisione, che vale ad intermittenza a questo punto. A dare le carte è Raffaele Piemontese.

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