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Via Francigena effetto boomerang: "Landella farfuglia". Miglio: "Foggia esclusa già dal 2013, cosa hai fatto in 6 anni?"

La replica del sindaco di San Severo Francesco Miglio, accusato insieme a Michele Emiliano, dal sindaco di Foggia in merito all'esclusione di Foggia dal percorso della via Francigena approvato definitivamente dalla Regione Puglia nell'aprile 2019

 

Il sindaco di San Severo non ci sta, respinge e ribalta le accuse lanciate nei confronti suoi e di Michele Emiliano dal sindaco di Foggia durante il Consiglio comunale di ieri: "Foggia scippata, storia violata" le parole tranchant del sindaco del capoluogo dauno. 

Parole forti che non sono passate inosservate. Tutt'altro. Lascia infatti sconcertato ed interdetto Francesco Miglio (presidente della Provincia di Foggia dall'ottobre 2014 allo stesso mese del 2018) il contenuto delle dichiarazioni rese alla stampa da Landella, a proposito della mancata inclusione della città capoluogo nel tracciato del percorso pugliese delle 'Vie Francigene'.

“Interrompo mio malgrado il silenzio imposto dalla legge n. 28 del 2000 – art. 9, circa il divieto di rilasciare dichiarazioni politiche dopo la convocazione dei comizi elettorali - divieto, nel contempo, disatteso continuamente dal sindaco Landella e dai suoi amministratori, le cui pubbliche dichiarazioni su comunicati stampa del Comune di Foggia sono assai ripetute nelle ultime settimane, anzi quasi implementate, in totale spregio alle normative vigenti. Interrompo il silenzio istituzionale perché quanto asserito nelle ultime ore da Landella è totalmente falso ed evidenzia vuoto totale di idee abbinato ad elevata incapacità di seguire i processi istituzionali-politici. Sarebbe mia e del Governatore Emiliano la colpa di escludere Foggia dal tracciato dei percorsi delle Vie Francigene? Landella non sa o finge di non sapere che il tracciato del percorso delle Vie Francigene è stato deliberato con atto n. 1174 in data 1 luglio 2013 dalla Giunta Regionale: ebbene nel 2013, Francesco Miglio non rivestiva alcuna carica politica ed era un semplice cittadino, mentre Michele Emiliano era il sindaco di Bari: entrambi dunque senza alcuna competenza a decidere!

Come potevano "complottare" per escludere Foggia se non erano amministratori provinciali o regionali? Mistero totale, Landella dice conseguentemente il falso e per di più in maniera arrogante e volgare! Ma andiamo oltre: sapete chi era amministratore in carica in quel periodo-anno 2013? Facile, si… proprio Franco Landella, nella qualità di consigliere comunale di Foggia! L’attuale sindaco, nel 2013 da consigliere comunale, è venuto meno ad uno dei compiti più importanti nell’espletamento del proprio ruolo: la mancata vigilanza ed il controllo sui contenuti di quel dispositivo regionale che escludeva la città capoluogo di provincia dal percorso! Un mancato adempimento ai suoi compiti davvero grave!

Ma Landella ha poi continuato, una volta eletto sindaco, ad ignorare quel deliberato della Giunta Regionale. Dal 1 luglio 2013 al 4 aprile 2019, data delle definitiva approvazione da parte della Regione Puglia, il Comune di Foggia e il suo sindaco Landella hanno mostrato totale disinteresse per questa questione. Mi corre anche l’obbligo di evidenziare che il mio mandato da presidente della Provincia era scaduto già da alcuni mesi quando la Giunta Regionale deliberava il percorso definitivo.

Insomma Landella non sa bene di cosa parla, farfuglia, si sta solo arrampicando sugli specchi per distribuire ad altri le sue gravi colpe, le cui conseguenze saranno pagate dalla città di Foggia e dai suoi cittadini che non meritano un sindaco così poco attento ed accorto, quasi sprovveduto. Le sue dichiarazioni appaiono semplicemente come uno spot elettorale, dagli effetti, tra l’altro negativi. Ad ogni buon conto il mio auspicio è che il Comune di Foggia riesca a produrre una documentazione idonea e probante perché la richiesta venga positivamente accolta dalla Regione Puglia!”. 

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