I dem giocano d'anticipo, si sfilano e presentano la ricetta sull'emergenza criminalità in città: "Il lavoro vero problema"

Emergenza criminalità, il PD si sfila: no alla mozione bipartisan. Gioca d'anticipo e presenta la sua ricetta: "Il vero problema di questa terra è il lavoro". Tornano a chiedere il modello Ercolano per gli imprenditori che si ribellano al pizzo

Il gruppo consiliare del PD e il segretario cittadino

Il Partito Democratico si sgancia dal resto dell'opposizione al Comune di Foggia e stila un documento tutto suo sull'emergenza criminalità. Il gruppo consiliare e il circolo cittadino hanno elaborato un'articolata piattaforma di proposte che porterà in Consiglio comunale: alcuni punti entreranno nella mozione targata PD. Non ci stanno a sottoscrivere una mozione bipartisan sterile e si sfilano. Giocano d'anticipo e presentano la loro ricetta in materia di legalità e sicurezza. "Noi presentiamo la nostra mozione e probabilmente la maggioranza presenterà la sua visione", chiarisce Lia Azzarone, consigliera comunale e segretaria provinciale del partito di Zingaretti, senza lasciare adito a dubbi. Nel caso, saranno gli altri ad accodarsi.

Il loro candidato sindaco Pippo Cavaliere condivide il documento. Il PD non esclude categoricamente che si possa giungere ad un percorso condiviso e demanda la discussione al luogo deputato, la massima assise. Marginale e fuorviante rispetto al tema, secondo il segretario cittadino Davide Emanuele, una discussione sulla primogenitura che rischia di strozzare il dibattito. "Vogliamo stimolare tutte le altre forze politiche ad alzare il livello del confronto, perché su questi temi non bastano gli slogan".

Il documento parte da lontano, dalla campagna elettorale. "È un lavoro frutto del contributo della Segreteria, della Direzione, dei consiglieri, di tutti i componenti del Partito Democratico. Il documento non vuole essere oggetto di contrasto e di polemica - chiarisce Davide Emanuele - lo facciamo per la città". Hanno battuto sul tempo le altre forze politiche. 

Il Consiglio comunale monotematico sulla sicurezza urbana è programmato per il prossimo 13 febbraio. "Ad oggi non è arrivata ancora la convocazione - precisa stizzita la consigliera Lia Azzarone - e credo non sia tollerabile che se ne sia parlato nella conferenza dei capigruppo solo la settimana scorsa". Il capogruppo Pasquale Dell'Aquila spiega come siano andate le cose: "Mercoledì ci siamo visti e ci siamo autoconvocati per il venerdì. Il presidente del Consiglio comunale ha elaborato una bozza di documento. Venerdì mattina ho annunciato che noi stavamo preparando una nostra proposta, e che non avrei condiviso quella bozza". 

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA - Il Consiglio Comunale si è riunito l'ultima volta il 13 dicembre. La fase di stallo, durata due mesi, per certi versi è fisiologica, in considerazione della grande giostra delle feste e della campagna elettorale: i partiti si stanno organizzando e sono indaffarati a studiare mosse e strategie. Ma il PD predicava da più di un mese che la politica non poteva starsene con le mani in mano. 

L'INSOFFERENZA - Il 4 gennaio scorso, aveva sollecitato l'indizione di un Consiglio Comunale in seduta straordinaria e monotematica sull'emergenza criminalità, dopo un inizio d'anno choc per la città di Foggia. La misura era già colma dopo il primo attentato a Cristian Vigilante, preceduto dal primo omicidio dell'anno in  Italia  e da due saracinesche di negozi saltate in aria. Poche ore dopo, in tutta fretta, il presidente del Consiglio Comunale Leonardo Iaccarino aveva convocato d'urgenza la conferenza dei capigruppo per il giorno successivo, una domenica alla vigilia dell'Epifania, per "immediate determinazioni". Trentacinque giorni fa, in quella seduta, maggioranza e opposizione concordarono la convocazione di un Consiglio monotematico sulla sicurezza pubblica. Di lì a pochi giorni la mafia alzerà il tiro piazzando un'altra bomba davanti al Centro Polivalente per Anziani "Il Sorriso di Stefano". 

LE PRIORITÀ - Il PD lancia oggi una mobilitazione straordinaria e permanente contro la mafia e l'emergenza criminalità a Foggia. "Senza paura, più liberi!" è il titolo di un contributo di cinque pagine sostanzialmente diviso in due parti, presentato nel circolo cittadino di via Isonzo. La premessa è dedicata all'analisi del contesto, seguono i quattro ambiti di intervento: confronto e partecipazione, commercio, servizi sociali, sicurezza e controllo del territorio. 

Punto primo l'antimafia sociale: "C'è la legge regionale e non mi risulta che l'amministrazione comunale abbia presentato un progetto. Il Comune di Foggia spende circa un milione e mezzo l'anno in attività culturali. Qual è la ricaduta sociale? Chi ne beneficia effettivamente? Non si può distrarre una parte di quella somma per fare attività in quartieri come il Cep e il Candelaro per attivare dei programmi e delle azioni culturali?". Sono gli interrogativi del segretario cittadino Davide Emanuele che sintetizza le priorità: la consulta cittadina per la legalità; l'adesione ad Avviso Pubblico, rete comune di scambio di buone prassi; la piena attuazione delle norme che prevedono la massima pubblicità e trasparenza da parte delle pubbliche amministrazioni di tutte le procedure amministrative, soprattutto con riferimento agli appalti pubblici; l'adozione di un regolamento per la destinazione e l'utilizzo dei beni confiscati alla mafia.

"Il vero problema di questa terra è la mancanza di lavoro - afferma Lia Azzarone - È chiaro che l'amministrazione non possa crearne ma può essere vicino alle esigenze degli indigenti. E a tal proposito, abbiamo saputo che sono stati bloccati i fondi per i più bisognosi". Per imprimere un'accelerata agli investimenti, il PD spinge per l'attuazione entro l'estate del CIS Foggia, il Contratto Istituzionale di Sviluppo, e la creazione di un incubatore di Puglia Sviluppo.

Il PD torna alla carica con il modello Ercolano che prevede fiscalità di vantaggio per i commercianti che si ribellano al pizzo, rigettata nella passata consiliatura. La riorganizzazione dei mercati rionali è uno dei rimedi individuati per l'abusivismo. "Dietro la prefettura c'è sempre il parcheggiatore abusivo, in Piazza Marconi, nel parcheggio della Maddalena: possiamo davvero assistere a questo spettacolo?" tuona il capogruppo Lino Dell'Aquila. Invocano una riorganizzazione, a partire dal vertice, del corpo della Polizia Municipale che possa presidiare effettivamente il territorio. "È emblematico, da questo punto di vista - fa notare Davide Emanuele - il danneggiamento della statua a venti metri dal gabbiotto della Polizia Municipale". Propongono di trasformare i locali delle ex circoscrizioni in presidi e contenitori culturali. "Bisogna studiare con i Servizi Sociali iniziative che li facciano funzionare - è la proposta di Lino Dell'Aquila - Non possiamo lasciare sole le parrocchie". 

Il consigliere Francesco De Vito indugia sulle Politiche Sociali: "La politica e tutte le istituzioni hanno il dovere di avviare un percorso di programmazione della prevenzione. Il tema dei servizi sociali porta con sé ancora molte lacune. È necessario garantire una gestione trasparente dei contributi destinati ai soggetti bisognosi. Noi proponiamo di adottare uno strumento che non lasci discrezionalità alla politica. Un altro punto è l'attivazione dei cosiddetti PUC, i Progetti Utili alla Comunità. Tutti i i comuni hanno la possibilità di attivarli impiegando i percettori del reddito di cittadinanza, circa quattromila a Foggia. Da quello che ci risulta, non sono stati neanche convocati".

L'APPELLO AL GOVERNO - La consigliera Azzarone esprime solidarietà all'imprenditore agricolo vittima del racket che ha raccontato al Tg1 che le banche non intendono accordagli finanziamenti: "Credo che il governo nazionale e tutte le istituzioni debbano intervenire in maniera forte. È intollerabile che una persona che in un territorio come questo trova il coraggio di denunciare venga lasciato solo. Chiediamo un intervento immediato".

LE ASSENZE DI LANDELLA - Scricchiola il rapporto PD-Cinquestelle. Il 4 febbraio il consigliere M5S Giovanni Quarato ha chiesto conto al sindaco, in una nota, della sua "anomala assenza nei numerosi incontri con le Istituzioni, che si sono susseguiti a seguito della recrudescenza dei fenomeni criminali di inizio anno". Il Movimento Cinquestelle avrebbe dovuto stilare un comunicato congiunto assieme al PD anche sul ritardo nella convocazione del Consiglio, ma non l'hanno mai partorito insieme. "Avevamo redatto il comunicato - chiarisce Davide Emanuele a - Pippo Cavaliere aveva il compito di convogliare tutte le altre forze politiche di minoranza sull'argomento. I Cinquestelle, sostanzialmente, hanno cominciato a proporre di sostituire qualche parola, poi hanno proposto di incontrarci e alla fine sono venuti fuori con un comunicato loro". 

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L'ALTRA MOZIONE - Il resto della minoranza dovrebbe convergere sulla mozione unitaria, assecondando l'amministrazione comunale che l'ha promossa. Il documento definitivo non è ancora pronto. Se non si arrivasse alla condivisione su un tema delicato come la legalità e la sicurezza, i problemi relazionali all'interno dell'opposizione emergerebbero in tutta la loro evidenza. 

La mozione del PD sull'emergenza criminalità

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