Risultati 'Elezioni Politiche 2013': l’analisi del voto in provincia di Foggia

Elezioni Politiche 2013: Cesa potrebbe far posto ad Angelo Cera. Sconfitti Volpe e Gentile. In Sardegna passa Lello Di Gioia, ma Leo no

Parlamento Italiano

Cocente sconfitta del centrosinistra e clamorosa rimonta del centrodestra di Silvio Berlusconi che si riprende la Regione Puglia e la provincia di Foggia; man bassa di voti dei grillini a 5 stelle che, nonostante l’assenza, in Capitanata, del valore aggiunto di candidati territoriali, si abbattono come uno tsunami anche nel tacco d’Italia e nella sua provincia settentrionale, risultando il secondo partito a livello regionale e provinciale. Ancor meglio a Foggia, dove il Movimento 5 stelle risulta il primo partito in assoluto alla Camera col 28,4% dei consensi. Segue il Pdl col 26,83% dei voti. Disfatta del PD che non raggiunge neanche il 20% (il partito di Paolo Campo e Mariano Rauseo si ferma al 19,46%). Pd sconfitto anche al Senato: i democratici si fermano al 21,31% dei voti, preceduti di misura da un testa a testa quasi Pdl – M5S (27,22 vs 26,74).

A poche ore dalla fine degli scrutini il risultato è netto: le primarie del centrosinistra sono ormai un lontano ricordo, il Pd pugliese si rivela un partito in forte difficoltà (20,17% al Senato, 18,47 alla Camera) mentre Vendola in casa sua non “tira” (6,77 Senato; 6,56 Camera) finendo per penalizzare l’intera coalizione (il rettore Giuliano Volpe è il primo morto eccellente, per la provincia di Foggia e per lo stesso Vendola di cui il “Magnifico” è amico personale e dal quale aveva ottenuto un’ottima candidatura al Senato in seconda posizione inizialmente data per blindata).

Colpaccio invece di Berlusconi, che in poche settimane riconsegna la Puglia a Fitto. Gli azzurri recuperano quasi pareggiando il partito di Bordo e Campo anche in roccaforti storiche del centrosinistra come Manfredonia (Camera 24,77 Pd vs 24,60 Pdl; Senato 26,60 Pd vs 25.45 Pdl) e Cerignola (qui il divario è addirittura di quasi 10 punti percentuali alla Camera, 32,46 il Pdl vs 23,10 Pd; i democratici risalgono di 3 punti al Senato).

Ma il vero vincitore è il vento dell’antipolitica grillino che ha preso a soffiare forte anche nel tacco d’Italia, drenando voti soprattutto al centrosinistra (in alcune realtà ha letteralmente svuotato il Pd) e per niente scalfito dal competitor, su questo piano, rappresentato da Mario Monti: la formazione del professore bocconiano non raggiunge neanche il 12 % al Senato, al di sotto del 10% alla Camera, “tirato giù” evidentemente dalla compagnia di Udc e Fli. Quest’ultimo, in particolare, rovina drammaticamente anche in provincia di Foggia (0.68%) che pure era diventata quasi un fortino dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini grazie all’infaticabile lavoro di Fabrizio Tatarella. Fini è il “morto eccellente” di questa tornata elettorale: dopo 30 anni di carriera, l’ex presidente della Camera è fuori dal Parlamento italiano. Più fortunato Pierferdinando Casini che ce la fa per un soffio.

ELEZIONI POLITICHE: RISULTATI DEFINITIVI

Quando lo scrutinio è terminato e si è ancora alle prese col calcolo dei resti, la provincia di Foggia ha 6 parlamentari certi: alla Camera Michele Bordo, Ivan Scalfarotto e Colomba Mongiello (quest’ultima scatta anche senza il premio di maggioranza, visti i magri numeri del Pd in Puglia); per il Pdl Antonio Leone alla Camera e Lucio Tarquinio al Senato. Indovinata anche la scelta di candidare Lello Di Gioia in Sardegna: in posizione blindata (4° alla Camera), il socialista incassa la poltrona a Montecitorio (ma quanto, a questo punto, si possa considerare “portavoce” foggiano piuttosto che sardo è presto detto).

Due, invece, i morti eccellenti: oltre al rettore Volpe, vede svanire il sogno (fino a ieri di facile portata) di entrare a Palazzo Madama anche l’assessore regionale al Welfare Elena Gentile: lady preferenze in Puglia, paga evidentemente la scelta del partito di incasellarla solo al 6° posto al Senato, mortificando il bottino di preferenze incassato alla primarie.

Fuori anche l’ex pdl Leonardo Di Gioia che in questa tornata aveva scommesso sul valore aggiunto che avrebbe dovuto portato al centro il nome del professor Mario Monti (solo due i seggi che scatterebbero in Puglia, Di Gioia è terzo); mentre è di difficile decifrazione, al momento, la sorte del parlamentare uscente e sindaco di San Marco in Lamis, Angelo Cera: la Puglia dovrebbe aver assegnato all’Udc un seggio soltanto alla Camera, capolista è il segretario nazionale Lorenzo Cesa.

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