Pesanti accuse della Sel al candidato sindaco Marinacci

La sezione locale di San Nicandro Garganico attacca il consigliere provinciale: "Ha giocato con la vita ed il futuro dei cittadini". Le accuse sui casi "Mucafer" e "Rifiuti d'oro"

E' un paese strano, il nostro. Una cosa positiva, come il recupero di una rata dal Governo centrale al Comune di San Nicandro Garganico, diventa un'utile occasione di giusto scontro politico. Stendiamo un velo pietoso sul fatto che amministratori e funzionari in carica all'epoca marinacciana si siano dimenticati di chiedere l'accredito di 1.300.000,00 euro che, per le disastrate casse comunali a causa delle folli spese delle "festaiole" amministrazioni guidate dal nostro aspirante sindaco, sarebbe stato linfa vitale.

La cosa che fa indignare è che quei soldi sono serviti per coprire l'ennesimo debito causato dalla dissennata gestione della cosa pubblica che, dal 1995 fino al 2006, ha provocato enormi e, forse, irreversibili danni all'istituzione Comune. La convinzione che la principale istituzione democratica della città potesse essere gestita come una impresa privata o, peggio ancora, come un "diplomificio" portò all'epoca il Sindaco ed un gruppo di irresponsabili (i consiglieri comunali che votarono acriticamente quella delibera) a rescindere unilateralmente un contratto con la Mucafer, che per le leggi dello Stato italiano, ma non evidentemente per la repubblica di marinacciopoli, era valido. Una decisione di tale portata avrebbe richiesto, quantomeno, da parte dei due contraenti (Mucafer e Comune di San Nicandro Garganico) un sereno confronto per tentare di arrivare ad una rescissione consensuale del contratto. Ma tutti quelli che hanno avuto a che fare con l'ex onorevole nonché ex Sindaco ed attuale, inutile ed alquanto ballerino consigliere provinciale, sanno della sua insofferenza verso leggi, statuti, regolamenti e norme. L'unica norma per lui valida era: il Comune è mio e lo gestisco come dico io.

L'ente, in sostanza, era visto come un giocattolo di cui farne quello che si volesse. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Due milioni e mezzo di euro "rubati" ai sannicandresi per pagare i capricci di un bambino che ha giocato per dodici anni con la vita ed il futuro dei cittadini. Ma non è questo, evidentemente, l'unico grande danno che il "nuovo" candidato Sindaco ha prodotto nel corso della sua illuminata gestione del Comune.

Vogliamo ricordare l'altro grande debito che incombe sulle nostre teste: quello che il Comune di Vieste vanta nei confronti del nostro per il conferimento dei rifiuti presso la discarica di quella città. Molti di noi che provengono dai Democratici di Sinistra ricordano spesso di un volantino prodotto durante la campagna elettorale del 2000 dal titolo "I RIFIUTI D'ORO DI MARINACCI". In quel volantino si provava a spiegare ai cittadini che questo paese pagava una tassa rifiuti di molto superiore a quella di altri come Roma, Milano, Torino ed addirittura di città come New York a fronte di un servizio scadente. Il 2000 era anche l'anno in cui le bollette dell'immondizia, stranamente, non venivano recapitate ai cittadini. Il nostro rispondeva con due stupide argomentazioni: la prima era che l'esosità della tassa era dovuta al fatto che bisognava pagare il trasporto ed il conferimento presso la discarica di Vieste; la seconda che il mancato arrivo delle cartelle esattoriali significava che, da quell'anno in poi, i sannicandresi non avrebbero più pagato la tassa sui rifiuti.
 

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