Striscioni e magliette rosse contro Salvini, San Severo organizza la piazza contro il Ministro: "Non sei il benvenuto"

Appello dei Socialisti & Democratici "alle forze democratiche, antirazziste, antifasciste, alle associazioni, alla società civile ed ai cittadini liberi" a scendere in piazza nella giornata di domani (Salvini è atteso alle 10.00).

"Salvini non sei il benvenuto". E' questo il messaggio che si sta preparando a San Severo  alla vigilia della visita elettorale del Ministro dell'Interno e leader della Lega. Lo comunica la formazione politica 'Democratici & Socialisti', che lancia un appello "alle forze democratiche, antirazziste, antifasciste, alle associazioni, alla società civile ed ai cittadini liberi"  a scendere in piazza nella giornata di domani (Salvini è atteso alle 10.00).

Scrivono i 'Democratici & Socialisti', presenti nella coalizione di centrosinistra con Francesco Miglio: "In occasione della venuta nella nostra città del Segretario della Lega Matteo Salvini, il quale verrà non come Ministro dell’Interno ma come esponente politico a sostegno della candidata sindaco Marianna Bocola, crediamo sia opportuno lanciare un messaggio semplice e chiaro. Al Segretario della Lega è sicuramente concesso il diritto di poter parlare ed esprimere le sue idee ma noi non possiamo tacere dinanzi ai modelli che questi propone, alle sue parole di odio, al suo modo di interpretare l’attività di governo e rappresentanza a cui è chiamato. Non possiamo rimanere in silenzio dinanzi all’idea di creare nemici e paure su cui costruire consensi, senza affrontare i problemi reali del Paese. Non possiamo essere colpevolmente silenti di fronte a chi pensa di essere forte con i deboli e debole con i forti, a chi pensa di dileggiare cardinale Konrad solo per aver risposto ai principi di umanità e solidarietà.

Crediamo in una Politica diversa capace di fare leva sui sentimenti e non sui risentimenti, capace di creare speranze e fiducia, capace di migliorare le condizioni di vita delle persone. In questi mesi abbiamo assistito a teatrini di inusuale bruttura. Dietro il tema migranti si è nascosta l’inefficienza delle misure del governo. Si è nascosta la flat tax, che fa pagare di più a chi ha meno e meno chi ha di più. E mentre il nostro territorio continua ad essere una terra dove le organizzazioni criminali crescono il Ministro degli Interni dov’è? A fare propaganda elettorale! Forse la verità è che al Sig. Matteo Salvini di questa terra bella e maledetta non interessa molto se non per i voti che porta.  A lui chiediamo di spiegare ai nostri concittadini cosa è cambiato da quando eravamo “Fannulloni”, quando leggendo il Sole 24 Ore esclamava “ancora una volta, verranno aiutati i giovani del Mezzogiorno. Ci siamo rotti i coglioni dei giovani del Mezzogiorno, che vadano a fanculo i giovani del Mezzogiorno!”, se è ancora convinto che “Chi scappa non merita di stare qui, lo considero un fannullone. E non è un caso che siano africani o meridionali ad andarsene, gente senza cultura del lavoro”.

A lui vogliamo rendere noto che, invece, questa terra ha una fortissima cultura del lavoro, che ha conosciuto le lotte per i diritti dei lavoratori con Giuseppe di Vittorio e che ha dato i natali a ben due Padri Costituenti, Raffaele Recca e Luigi Allegato ed a personaggi del lignaggio di Leone Mucci.  Il Segretario della Lega, invece, spieghi ai nostri concittadini come gioverà al Mezzogiorno la proposta avanzata dal suo Governo dell’‹‹Autonomia differenziata delle Regioni›› con cui il Veneto e la Lombardia vogliono rendersi indipendenti dall’Italia e che innescherà la differenziazione dei servizi sanitari, sociali, della distribuzione economica con un enorme svantaggio per le Regioni del Sud. Ci spieghino i rappresentanti politici della Lega come possono sentirsi capaci di rappresentare questo territorio con quel simbolo. Per questo invitiamo tutti coloro che ne sentiranno l’importanza a manifestare il loro dissenso con le forme che riterranno più opportune nel rispetto delle regole della democrazia e della legge. Che siano striscioni apposti ai balconi, o presidi organizzati, che sia l’indossare una maglietta rossa, come in occasione della manifestazione lanciata da Libera lo scorso luglio, o in qualsiasi altra forma che faccia sentire forte e chiaro al segretario della Lega che qui: non è il benvenuto!" conclude il comunicato.

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