Gli alleati non si fidano di Landella: meno poteri, ecco il documento che "commissaria" il candidato sindaco

Sette punti in tutto che restituiscono forza e legittimazione ai partiti, ponendo un freno alle "libertà" politiche del primo cittadino uscente di Foggia, candidato al bis. Difficile venga firmato

Sembra un vero e proprio commissariamento del (prossimo) sindaco quello che i partiti della coalizione di centrodestra stanno provando a mettere in atto nei confronti di Franco Landella.

Memori della “eccessiva autonomia” mostrata nel recente passato dal sindaco uscente, in cui i partiti hanno contatto poco quanto niente, e costretti a rispettare il ‘patto etico’ delle primarie per le prossime elezioni amministrative, dalle parti di via Salomone, sede dei ‘digiuseppiani’, è stata stilata una bozza di documento politico con cui, in buona sostanza, si limita al massimo lo spazio di manovra di Landella, legandogli le mani in tema di giunta, rapporti col consiglio comunale, programma elettorale, e incatenando gli stessi (prossimi) assessori ai partiti che li eleggeranno/esprimeranno. Ovviamente ove toccasse ancora al centrodestra governare.

I rapporti diretti sindaco/consiglieri e le estromissioni dalla giunta degli eletti Verile, De Rosa, Grilli nel 2015, a pochi giorni dalla nomina, sono immagini ancora attuali, evidentemente, in chi si appresta a (ri)sostenerlo. E se da un lato pone in essere l'apprezzabile tentativo di limitare quanto più possibile lo scempio del mercimonio politico e del ricatto politico dei consiglieri andato in scena ad ogni consiliatura, ultima compresa, il documento rischia di invadere e compromettere il campo delle prerogative che la legge conferisce ad un sindaco.

Difficile possa andare in porto così com’è. Landella, manco a dirlo, avrebbe già fatto sapere che non firmerà.  Il braccio di ferro è solo all’inizio.

Ma cosa è scritto nella bozza, ancora non sottoscritta (e che riguarda solo Landella)? “I segretari provinciali dei partiti politici costituenti il centrodestra della Provincia di Foggia…convengono con il sig. Franco Landella, vincitore delle primarie del 24 febbraio, quanto di seguito, e così per lo specifico fine di individuare il parametro politico dell’azione di governo della città individuando percorsi metodologici dell’azione politico amministrative, diretti esclusivamente a dare trasparente e tangibile impegno politico per l’effettiva e concreta attuazione dei punti del programma di governo della città”.

E quindi: “Il parametro politico dell’azione amministrativa sarà esclusivamente il programma elettorale depositato all’atto della presentazione delle candidature, la cui attuazione sarà affidata ai singoli assessori a ragione delle deleghe acquisite”. E ancora: “Salve le ipotesi di assoluta urgenza, l’ordine del giorno della Giunta Comunale e del Consiglio comunale dovrà essere inviato alle segreterie dei partiti politici ed ai capigruppo in consiglio comunale almeno 3 giorni prima”.  

Non finisce qui. Continua il documento, al terzo punto: “Riconoscendo al Consiglio Comunale il suo naturale essere organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del Comune, i capigruppo dovranno attivamente partecipare, attraverso specifici momento di confronto con il Sindaco, alle determinazioni che sono prerogativa del medesimo e tanto con espresso riferimento al funzionamento degli uffici e dei servizi del Comune, impegnandosi il Sindaco ad impartire direttive ai Responsabili dei Servizi che siano idonee al pieno ed effettivo funzionamento della macchina amministrativa per il pieno ed effettivo raggiungimento dei punti del programma politico-amministrativo”.

Il quarto punto concerne la formazione della giunta: “Il sindaco procederà alla nomina degli assessori secondo le indicazioni dei partiti politici costituenti il tavolo regionale e provinciale del centrodestra, a ragione dei specifici contributi portati dai partiti nella redazione del programma di governo della città (manuale Cencelli alla lettera, ndr). I partiti politici si impegnano ad individuare al proprio interno figure di certa competenza e maturità, garantendo al Sindaco l’onorabilità e le capacità nell’amministrazione”. Quindi, la norma “salva-eletti”: “Laddove le figure assessorili indicate dai partiti politici fossero individuate in seno agli eletti nel Consiglio comunale, con salvezza di quelle ipotesi in cui il componente la Giunta sia raggiunto da gravi vicende penali, in alcun modo esse potranno essere oggetto di revoca. Del pari la revoca potrà intervenire laddove l’assessore indicato dal partito politico dovesse abbandonare la formazione di riferimento. In ogni caso, ogni determinazione in ordine ai componenti della giunta dovrà essere sempre assunta con le segreterie dei partiti politici del centrodestra”.

Quinto punto: “I partiti politici, con senso di responsabilità, impegneranno periodicamente i propri organi statutari alla partecipazione attiva all’azione di governo della città, così traducendo i propri deliberati, attraverso i propri gruppi consiliari, in proposte per il raggiungimento degli obiettivi fissati nel programma elettorale”. Sesto e settimo vertono su una maggiore forza e legittimazione dei partiti politici: “L’azione amministrativa e di governo della città sarà monitorata nell’ambito di un rapporto diretto e privo di intermediari tra il Sindaco e i Segretari dei partiti politici del tavolo del centrodestra”. “I candidati delle liste che compongono la coalizione di centrodestra si impegnano a rispettare le decisioni assunte dai responsabili di riferimento, di concerto con il Sindaco. Pertanto, le interlocuzioni dirette con il Sindaco devono filtrare tramite gli organi di riferimento dei partiti”.

Un documento stringente, dicevamo, che se da un lato prova a mettere argine a quei fenomeni di mercimonio, ricatto politico e cambi di casacca che ogni consiliatura mette in scena, provando a metterne al riparo lo stesso primo cittadino e rafforzando contestualmente il ruolo del partiti, dall’altro limita fortemente gli spazi di manovra del sindaco. Il percorso di mediazione si preannuncia in salita. Ripida. 

Il documento non è ancora sottoscritto. Al tavolo siedono Direzione Italia-Fratelli d'Italia, Lega, Idea, Forza Italia e Udc (anche se quest'ultima pare non sia stata mai chiamata, lamenta Napoleone Cera). Passerà quella bozza? E, soprattutto, cosa dice Forza Italia, partito di Landella?

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