INTERVISTA | Parla Lia Azzarone, che rilancia il "nuovo" PD per Foggia: "Città è peggiorata, ci vuole Pippo"

Intervista alla segretaria provinciale del Pd a capo della lista dem alle elezioni comunali del 26 maggio 2019. Che ne ha anche per Leo Di Gioia: "Ha sbagliato, Lega distante da noi". In Europa voto a Gentile

“La città è sporca, poco illuminata, poco sicura. Foggia è stato il teatro del fallimento della destra e della Lega. L'assenza totale di programmi e progetti per la città è stata aggravata dalla sciatteria amministrativa. Ora si propongono come il cambiamento, quasi che non avessero governato loro. E' assurdo. Sanno solo alzare i toni della polemica, puntare il dito contro gli altri, alimentare divisioni e paure; ma, alla prova dei fatti, sono incapaci di essere costruttivi. A Foggia come a Roma”. Lia Azzarone entra a gamba tesa nella competizione elettorale è il giudizio è netto ed inappellabile: il governo azzurro-leghista targato Landella è stato un disastro sotto ogni punto di vista. La segretaria provinciale del Partito Democratico è scesa in campo “mettendoci la faccia e a capo di una lista interamente rinnovata che rappresenta appieno lo spirito con cui il partito più importante del centrosinistra approccia le amministrative del capoluogo: mettere a disposizione del futuro della città il meglio delle proprie energie”.

Spendere il segretario provinciale è una mossa politicamente importante, Azzarone.

Da anni vivo attivamente la mia passione e ho imparato che se voglio cambiare qualcosa nel mio quartiere, nella mia città devo darmi da fare dove posso e per ciò che posso. Ci devo mettere la faccia. Non voglio sottrarmi al dovere di progettare e realizzare un futuro diverso dal passato che stiamo provando a metterci alle spalle. La città in cui vivo con la mia famiglia, in cui crescono i miei figli, in cui opero con tanti altri con l'intento di renderla più vivibile e accogliente ha necessità di più cura.

Come si combatte il vento di destra che soffia anche da queste parti?

Svelando i limiti e le bugie della destra. A Foggia governa da 5 anni e le condizioni della città sono pessime e visibili a tutti. Cos'hanno fatto la Lega e Landella per il quartiere Ferrovia? È peggiorato! Fanno solo propaganda e nulla di concreto. Foggia è stato il teatro del fallimento della destra e della Lega.

Eppure proprio dalla vostra coalizione partono gli assist alla Lega! Non vi imbarazza?

Leo Di Gioia ha sbagliato. La Lega è quanto di più distante da noi. Ha poi spiegato che sostiene un candidato, romagnolo, e non la Lega, cercando di tenersi in equilibrio su un filo molto sottile. Continuo a non condividere la sua scelta, perché non si può scindere un candidato dalla lista in cui si candida. Il suo voto andrà ad una forza politica che ha costruito le sue fortune sull'antimeridionalismo, che sta governando avendo come riferimento esclusivo i ceti produttivi del nord Italia, che vuole scassare l'Unione Europea. Francamente, non capisco come si possano tenere insieme la partecipazione al governo della Puglia, che ha nell'UE un interlocutore strategico come sappiamo benissimo noi foggiani, ad esempio, per il potenziamento dell'aeroporto Gino Lisa, con il sostegno ad un soggetto sovranista e nazionalista.

Boccia l’azione amministrativa. Eppure in questi anni proprio l’opposizione ha mostrato dei limiti, o no?

Forse uno: essere andati in ordine sparso. Il sistema istituzionale che deriva dall'elezione diretta del sindaco, di fatto, ha ridotto le funzioni del Consiglio comunale e, ancor più, quelle del singolo consigliere. Per questo sarebbe stato opportuno coalizzare le forze e unire le voci della minoranza per farle udire con maggiore chiarezza dai cittadini.

Come si tiene insieme la vostra “coalizione extralarge”?

Le potenzialità sono tutte nella sua capacità di rappresentanza della città. Un fronte largo significa una rappresentanza ampia di ceti, categorie e aree. E significa una più ampia capacità di ascolto. Il superamento del tifo da stadio, che tanto piace al centrodestra, e la coalizione di forze, intelligenze, energie per la città. L'unico limite, se può definirsi tale, che intravedo è la maggiore complessità della mediazione, ma confido nell'equilibrio e nella sagacia del nostro futuro sindaco Pippo Cavaliere.

Dunque, da dove si riparte?

Da tutto ciò di cui ha bisogno Foggia. Dalle cose basilari che incidono sulla vita quotidiana delle persone, come le strade e le circolari, la pubblica illuminazione e la raccolta dei rifiuti, a quelle di maggiore complessità, come servizi sociali innovativi e finalmente il piano urbanistico generale. Perché questo deve essere chiaro ai foggiani: poco o nulla si salva dell'esperienza amministrativa di Landella. Ha iniziato a governare in un contesto difficile, è vero, grazie al 'salva enti', però, ha avuto le risorse in cassa per amministrare e ci lascia una città peggiorata rispetto a 5 anni fa, anche se a ferragosto si fanno i fuochi d'artificio.

Non salva proprio nulla?

Cos'ha aggiunto Landella rispetto al 2014? Un'isola pedonale, che a me piace, e null'altro. Allora ripartiamo da ciò che serve a Foggia e non da ciò che piace a chi la governa per soddisfare il proprio narcisismo e gli interessi di parte.

Filtra che vorrebbe fare eventuale l'assessore alla Cultura: è vero?

Assolutamente no. Non ho intenzione di fare l'assessore. Quando abbiamo chiesto a Pippo Cavaliere di essere il nostro candidato sindaco gli abbiamo garantito autonomia e pieno rispetto delle prerogative istituzionali in caso di vittoria. Così è in questa fase elettorale e così sarà quando diventerà sindaco di Foggia.

Quali declinazioni femminili porta nella proposta di governo?

Foggia diventerà una città per i bambini, i servizi sociali diventeranno un sostegno in più per le madri che lavorano, il contrasto alla disoccupazione femminile e giovanile sarà promosso chiamando a raccolta intelligenze e competenze. Più in generale, sarà compito soprattutto delle donne elette in Consiglio prendersi cura della comunità con pragmatismo e determinazione.

Immigrazione e criminalità locale: un problema foggiano

Un problema diffuso. E una connessione che non condivido. La mafia, quella che ammazza, spaccia droga, strangola le imprese, è tutta e interamente foggiana. Neanche la manovalanza più bassa è straniera. Sono i mafiosi foggiani a spaventare gli investitori, a far chiudere i negozi, a gestire l'abusivismo nei mercati. La relazione con i migranti, in alcune zone della città, è diventata complessa e merita un'attenzione particolare certamente sotto il profilo della sicurezza: chi sbaglia deve essere punito ed espulso. Ma non si può diffondere odio generalizzato. Dobbiamo trovare un modo per promuovere la pacifica convivenza tra foggiani e stranieri, emarginare e punire chi la ostacola, rafforzare tutti gli strumenti di prevenzione della devianza.

Prima di chiudere, un passaggio sulle elezioni europee: Elena Gentile si ricandida, la sostiene il partito provinciale?

Io la voterò. Il "partito provinciale" sostiene tutti i candidati del PD. Sono certa che Elena Gentile avrà in Capitanata, da parte dei militanti e degli elettori del Partito Democratico, un diffuso sostegno alla sua candidatura e, mi auguro, sia determinante per la sua rielezione al Parlamento europeo.

Perché Foggia dovrebbe ridare fiducia al PD?

Perché la nostra è la migliore lista per Foggia. È radicalmente nuova ed è composta da sportivi, studenti, medici, avvocati, insegnanti, operai, imprenditori, volontari, architetti, dipendenti pubblici, commercialisti, formatori, dirigenti d'azienda, sindacalisti. Insomma, è la vera espressione della società foggiana. Esprime qualità politiche e civiche, sensibilità e intelligenze, pluralità e innovazione. Donne e uomini che hanno voglia di mettersi al servizio della città senza alcun interesse specifico da difendere o promuovere. Che hanno idee per cambiare la città che meritano l'attenzione e il sostegno dei cittadini. I foggiani sanno come hanno governato Landella, il centrodestra e la Lega e sono fiduciosa che vorranno affidare Foggia a Pippo Cavaliere e alla coalizione che lo sostiene.

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