Landella senza freni contro Cavaliere: "Sembra 'Pippo Potter', sulla legalità si sciacquino la bocca"

Pesantissimi gli strali lanciati ieri dal sindaco uscente e candidato del centrodestra, che ha presenziato, con Dario Damiani, all'inaugurazione del comitato azzurro di Ciccio Russo e Giorgia Poppa

Si infiamma il confronto elettorale a Foggia. Oggi e domani la presentazione delle liste, la campagna per il rinnovo dell’amministrazione è entrata ormai nel vivo. Ieri, in via Capozzi, il candidato del centrodestra e sindaco uscente Franco Landella ha presenziato assieme ai vertici di Forza Italia, con Dario Damiani e Sergio Silvestris, e al candidato e segretario provinciale Raffaele Di Mauro, all’inaugurazione del comitato elettorale del duo di candidati azzurro formato da Francesco Russo (detto Ciccio) e Giorgia Poppa (avvocatessa, new entry in questa campagna elettorale, vicinissima all’avvocato Tonio Ciarambino). E ha lanciato pesanti strali all’indirizzo del centrosinistra di Pippo Cavaliere, unico e solo competitor menzionato da Landella, a significare, evidentemente, che è l’unico avversario che legittima (cinquestelle ed altri non pervenuti nelle sue parole).

Pippo Cavaliere diventa così  ‘Pippo Potter, padre di Harry Potter”,  ha sferzato Landella, il candidato dalla “bacchetta magica”, che con i suoi “Punto primo” starebbe ingannando la città, perché “bisogna essere onesti: tutto non si può fare”. E non si può fare, ha aggiunto, proprio per colpa del centrosinistra “che ci ha lasciato il Comune di Foggia in predissesto”. “Peccato non abbia tirato fuori la bacchetta magica quando era assessore” ha ironizzato il candidato sindaco, lanciando pesantissimi strali: “Perché non dice, Cavaliere, che ha già amministrato questa città? Che quando io ero piccolo era già vicesindaco? Con questo aspetto da buon samaritano nasconde tanta ipocrisia, non lo dice perché si vergogna di aver distrutto questa città” ha affondato Landella. “Ci dice che farà più strade? E quali strade ha fatto Pippo Cavaliere quando amministrava? Pippo Potter ci dica: con quale misura finanziaria le farà? Ci ritroviamo oggi in un predissesto che non consente investimenti. Solo dopo il 2022 potremo sbloccare questa situazione: queste sono parole di chiarezza” ha continuato il sindaco uscente. “Bisogna dire alla gente che dobbiamo continuare a fare sacrifici ma che la fine di questa fase è alle porte. Se mettessimo nuovamente la città nelle mani del passato Foggia non avrebbe la stessa credibilità raggiunta faticosamente nei confronti del Ministero e della Corte dei Conti. Vuole il confronto? Bene. Ma il confronto lo dobbiamo fare a trecentosessanta gradi. Quando mi sono insediato dovevo portare i libri di Ataf e Amgas in tribunale per non farle fallire, come accaduto con Amica. Che ha fatto fallire il centrosinistra, Pippo Cavaliere compreso. Questa è la differenza tra noi e loro. Questa non è la battaglia per far vincere Landella ma appartiene ad ognuno di voi” ha galvanizzato il sindaco.

Che ha pigiato in maniera pesante anche su uno dei temi più cari a Cavaliere, quello della Legalità. “La legalità non si scrive, si fa” ha sferzato Landella. “Dov’era Cavaliere quando sono state partorite dal centrosinistra una serie di somme urgenze, usate ed abusate, fino a creare 5 milioni di euro di debiti fuori bilancio? Lo hanno fatto per non fare i bandi ed affidare i lavori agli amici degli amici. Cavaliere, tu dov’eri? Noi, invece, non abbiamo fatto neanche una somma urgenza, non abbiamo fatto una variante urbanistica né manovre edilizie. Questa è la differenza tra noi e loro: quando qualcuno parla di legalità deve sciacquarsi la bocca”.

Ma nel mirino di Landella non finisce solo il candidato sindaco del centrosinistra ma anche quei consiglieri ex centrodestra che oggi sono passati nella coalizione di centrosinistra. Riferendosi alla candidata Poppa, Landella ha dichiarato: “Questi sono i volti che possono rappresentare la freschezza e la capacità professionale di cui Foggia ha bisogno. In passato abbiamo fatto liste che non abbiamo ben valutato. Quei candidati che oggi si fanno vanto di essere consiglieri comunali uscenti, soprattutto quelli passati dall’altra parte, si ricordino che sono stati eletti grazie al sacrificio mio.  Ma io ero scomodo, perché loro volevano che anteponessi i loro interessi personali all’intesse collettivo. Sono stato vittima di un pressing asfissiante, che non ho voluto assecondare. Questa storia è sotto gli occhi di tutti. Ho avuto il coraggio di tagliare con il passato, fatto di gente ormai datata. Il candidato del centrosinistra si tenga queste zavorre, perché queste sono zavorre”.

“Il sindaco è stato lasciato solo – ha ammesso Ciccio Russo-, noi portiamo quel valore aggiunto e quel sostegno che in questi anni non ha avuto”. “Ambisco ad una Foggia diversa, dove il senso civico e il profilo culturale siano alimentati quotidianamente da iniziative dei singoli e da un’amministrazione che promuove iniziative di sensibilizzazione della cosa pubblica” l’impegno invece di Poppa. 

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