La sfida di Cavaliere alla 'Quarta Mafia' che soffoca Foggia: "Basta bombe, tornerà terra di investimenti"

Sfida alla Quarta Mafia e restituzione del ruolo di centralità a Foggia: ecco i due 'punti primo' di Cavaliere se dovesse diventare sindaco. Sul Consorzio Asi: "Emiliano commissari subito l'ente"

"Le premesse sono delle peggiori. I dati economici e occupazionali, come quelli relativi all'economia e alla qualità dei servizi, sono i peggiori in Puglia e tra i peggiori in Italia. Abusivismo dilagante e radicamento della Quarta Mafia rendono ancora più drammatico il contesto in cui viviamo. La metà delle nostre aziende paga il pizzo. Per costrizione e per stare ‘tranquillo’. Fintanto che ci sarà questa zona grigia a Foggia non sarà possibile nessuna ipotesi di sviluppo”. E’ la fotografia del capoluogo dauno alla vigilia del 26 maggio descritta dal candidato sindaco del centrosinistra, Pippo Cavaliere, che oggi alla stampa ha presentato il suo programma per la città, scritto di concerto con le forze politiche che lo sostengono. Punto primo: Foggia. E si parte da due temi di fondamentale importanza secondo Cavaliere, quelli da cui ‘riparte tutto’: nuova centralità della città capoluogo (che richiama il 'Foggia Capitale' di Mongelli nel 2009) e lotta alla criminalità e alla illegalità.

 “Abbiamo potenzialità superiori anche a realtà limitrofe come Bari – ha esordito l’ingegnere-. Bisogna convincere gli imprenditori ad investire qui. Per esperienza personale so che le aziende del Nord, dopo aver verificato possibilità di insediamento dalle nostre parti, hanno desistito perché "a Foggia non ci sono le condizioni ambientali". Sono affermazioni gravi che la dicono lunga sullo stato della città e del territorio”. Ed è proprio a ricreare un humus che consenta di attrarre gli operatori economici che è finalizzato buona parte del programma di Cavaliere: “la  creazione di una città in cui ci si senta liberi di investire senza doversi porsi problemi sui tempi necessari per le autorizzazioni e senza il timore di dover fare i conti con le intimidazioni e con le bombe”. “Proponiamo un tavolo di concertazione subito: perché il miglior sindaco da solo non è in grado di affrontare problemi incancreniti”. Altro punto focale: la concertazione. Il programma è un working in progress, che sarà arricchito dai ‘punti primo’ dei cittadini.


Intanto Cavaliere sviscera i suoi. E lancia la sfida alla mafia e all’omertà. “Un altro impegno che assumo – ha detto pubblicamente stamattina- è la lotta all’illegalità ed alla criminalità, comune ed organizzata.
Sono convinto che in presenza di un condizionamento così invasivo delle mafie è impossibile qualsiasi ipotesi di sviluppo. Affinché la città possa risorgere assumo questo impegno contro la Quarta Mafia. In tal senso l’amministrazione può fare tantissimo coinvolgendo cittadini e operatori vittima di reati di usura ed estorsione”. Come? Partendo dalla costituzione parte civile nei procedimenti penali. “Quando i cittadini vengono difesi dalle istituzioni i risultati si vedono sempre” ha sottolineato Cavaliere, presidente di lungo corso della Fondazione Antiusura Buon Samaritano”. “Con essa - ha ricordato- ci siamo costituiti parte civile in 23 processi, 20 si sono conclusi con la condanna dell’imputato alle pene di giustizia. Sarò fisicamente presente nell'aula di giustizia anche nei momenti cruciali del processo per testimoniare la presenza città a chi ha avuto coraggio di denunciare. Se riusciamo a raggiungere questo obiettivo saremo a metà dell'opera”. 
 

La legalità fa da filo conduttore di ogni impegno, consapevoli di quanto sia motore di sviluppo. Anche sul piano urbanistico. Legalità è regolare urbanisticamente la città.  “L’amministrazione uscente si era impegnata a fare il PUG. Non ha fatto niente. Solo col Pug si dà certezza agli imprenditori di poter operare. L’ultimo piano regolatore risale al 1992. Nel 1992, facevo parte dell’allora giunta, in due anni abbiamo dato alla città un PRG. Fu approvato la notte in cui venne ammazzato Panunzio. Il Piano urbanistico generale è indispensabile approvarlo in tempi rapidissimi. Discorso valido anche per piano regolatore dell’ASI, dove a momenti manca finanche l’acqua corrente: qui c’è l’impegno a sbloccare subito il discorso variante.

Il Consorzio Asi di Foggia è un altro degli obiettivi di Cavaliere, perché anche qui si disegna il nuovo ruolo centrale di Foggia. Incidendo sugli aspetti programmatici che passano (assieme a fior di quattrini) per questo ente. Cavaliere si è espresso anche sulla questione presidenza Riccardi: “La Regione Puglia deve commissariare subito – ha detto-. Qui non c’è tempo da perdere. Anche due-tre mesi rischiano di essere vitali per le sorti di Foggia e del territorio tutto”. Ed è al territorio tutto che mira Cavaliere quando parla di Asi, di Contratto istituzionale di sviluppo che deve prediligere le misure per il turismo, quando parla di Gargano. Foggia come capofila della Capitanata.

Il tutto è strettamente correlato ad un altro tasto drammatico che è il livello di disoccupazione giovanile: imprese che investono, quindi, un ‘Ufficio Europa’ per intercettare  i numerosi finanziamenti che arrivano dall’UE, un ‘Ufficio del Lavoro’, spazi di co-working, rivitalizzazione del villaggio Artigiani sono tutti, anch’essi, punti primi.


Il miglioramento della qualità della vita dei foggiani passa dall'innovazione dei servizi sociali, l'investimento di risorse certe nella manutenzione ordinaria e straordinaria di strade e marciapiedi, la regolarizzazione della pubblica illuminazione, l'incremento della raccolta differenziata, la circolazione regolare degli autobus, la realizzazione di piste ciclabili, parchi urbani e "di tutto ciò che ai foggiani è stato negato per 5 anni da un sindaco eletto sulla base di promesse che non sono state mantenute nel 90% dei casi. Sono ben consapevole dei limiti finanziari derivanti dal salva enti - ha affermato Cavaliere - ma sono anche convinto che i soldi dei cittadini possano essere spesi meglio. Ad esempio, regolarizzare la fornitura di energia elettrica per gli immobili comunali vuol dire tagliare il costo della bolletta di 500.000 euro l'anno e investire questi fondi in altro. Oppure, pianificare e monitorare meglio la manutenzione di strade e marciapiedi vuol dire spendere meno soldi in risarcimenti. O ancora, innovare e riprogettare il Piano Sociale di Zona vuol dire cancellare le spese superflue e indirizzare i fondi verso la prevenzione del bisogno e nuove forme di sostegno e assistenza".

"Dopo 5 anni di malgoverno di Landella e del centrodestra - ha concluso Pippo Cavaliere citando l'incipit del documento programmatico - Foggia ha bisogno di ricostruire il tessuto connettivo sociale e, per farlo, è necessario allargare il più possibile la rete delle persone interessate e coinvolte nella cura pubblica della città. E' ciò che stiamo già facendo in campagna elettorale, che continueremo a fare di qui al 26 maggio, che diventerà metodo di governo della città se i foggiani vorranno onorarmi della loro fiducia".

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