Decine di case a rischio abbattimento per "colpa del centrosinistra". Longo a Cavaliere: "Confrontati con me"

Dopo le accuse del candidato sindaco Pippo Cavaliere sulla vertenza Coop Casa, intervento dell'assessore all'Urbanistica uscente, D'Emilio, e del consigliere Bruno Longo. Che invita ad un pubblico confronto

Si infuoca il dibattito politico-elettorale a Foggia attorno alla vertenza Coop Casa. Dopo le accuse di questa mattina del candidato sindaco del centrosinistra, Pippo Cavaliere, replicano in due dalle parti del centrodestra: l'assessore uscente all'Urbanistica Francesco D'Emilio e il consigliere Bruno Longo. Ques'ultimo a Cavaliere chiede un pubblico confronto sul tema.

D'Emilio: "Abbiamo rimediato agli errori del centrosinistra e di Cavaliere"

“Pippo Cavaliere, che ogni giorno certifica l’assoluta inconsistenza di proposte reali per la città avendo come unico argomento la denigrazione del lavoro dell’Amministrazione uscente, dimostra una palese lacuna di memoria. Sulla ‘vicenda Coop Casa’, infatti, egli riduce ad una sorta di semplice ratifica una questione, come è stato detto in molte occasioni, piena zeppa di errori gravissimi, interamente prodotti dalla sua parte politica.

Cerchiamo di riavvolgere il nastro, in modo che l’iter sia più chiaro. L’originario Piano 167 redatto dall’architetto Benevolo prevedeva la realizzazione di edilizia residenziale economica e popolare, con una serie di attività e servizi commerciali contigui. L’Amministrazione comunale di centrosinistra guidata da Orazio Ciliberti in un primo momento assegnò in modo diretto una quota di queste aree al Consorzio Coop Casa. Una procedura evidentemente illegittima, che l’Amministrazione fu costretta a correggere redigendo un bando pubblico, il cui esito vide il Consorzio Coop Casa come assegnatario delle aree. All’esito di questa assegnazione Comune e Consorzio stipularono una convenzione in cui il soggetto assegnatario si impegnava a costruire ed a cedere all’Amministrazione comunale 9mila metri cubi.

Nel frattempo, però, sempre il centrosinistra realizzò una modifica del Piano 167, abbassando gli standard urbanistici ed aumentando le volumetrie e le cubature su suoli inizialmente destinati a verde pubblico, assegnandoli a soggetti privati che non avevano preso parte alla prima aggiudicazione. Una vera e propria ‘manovrona’, come più volte denunciato dal centrodestra durante la disastrosa stagione di governo del centrosinistra.

Tra le modifiche operate in modo illegittimo dal centrosinistra vi era anche l’autorizzazione alla costruzione del fabbricato realizzato su via Bari dal Consorzio Coop Casa, la cui ubicazione fu contestata al Tar dall’impresa Edil Sanor, che eccepiva per l’appunto una sua posizione difforme rispetto all’originario Piano 167. Sulla base di questo rilievo, nel 2012 i magistrati amministrativi hanno dichiarato illegittime la ‘manovra’ pensata e realizzate dal centrosinistra ed ordinato la demolizione del manufatto. In quella circostanza il Comune fu condannato in contumacia, mentre il ricorso dell’Ente in Consiglio di Stato fu addirittura dichiarato inammissibile. Chi governava mentre tutto questo processo è avvenuto? Ovviamente la coalizione di Cavaliere, non il centrodestra. Chi ha supervisionato e guidato politicamente questi processi? Ovviamente la coalizione di Cavaliere, non il centrodestra.

La certificazione di quella illegittimità, naturalmente, si è estesa anche a tutte le altre modifiche che avevano di fatto determinato una mutazione sostanziale della convenzione originaria tra Comune e Coop Casa, e condivise dallo stesso Consorzio nonostante totalmente differenti sia dal Piano 167 redatto dall’architetto Benevolo sia dai contenuti del bando al quale il Consorzio aveva partecipato.

Quando il Comune di Foggia ha invocato da parte di Coop Casa la realizzazione e la consegna dei 9mila metri cubi, nel rispetto della prima convenzione firmata con l’Amministrazione comunale – l’unica valida, – il Consorzio ci ha risposto di non poter dar corso a quell’impegno, sostenendo di non essere in grado di tornare alla convenzione originaria per le mutate condizioni di mercato. In altri termini non era più disponibile a realizzare e cedere i 9mila metri cubi né i servizi, poiché il pronunciamento del Tar che aveva dichiarato illegittime le modifiche operate con le ‘manovrone’ della coalizione di Pippo Cavaliere aveva, di fatto, reso l’intervento non più conveniente sul piano imprenditoriale. 

Com’è facile capire, si tratta di un guazzabuglio di errori che è per intero responsabilità del centrosinistra e della sua sciatteria politica ed amministrativa in materia urbanistica. Accusare il centrodestra di avere responsabilità in una vicenda che è stata per intero seguita, governata e definita, purtroppo con esiti sciagurati, dal centrosinistra, anche nella fase in cui Pippo Cavaliere ricopriva la carica di assessore comunale, è al limite del grottesco.

Sono il centrosinistra e Pippo Cavaliere a dover spiegare come sia stato possibile arrivare al punto in cui siamo, non noi.  E sempre il centrosinistra ha ripetutamente cambiato ubicazione all’area in cui accorpare le cubature e realizzare i servizi previsti dal bando originario per il Consorzio Coop Casa, non individuando mai definitivamente i suoli, ritardando ovviamente la consegna al Comune dei 9mila metri cubi previsti dalla convenzione. Per rimediare a questi ritardi e a questi sbagli, salvando i 9mila metri cubi spettanti al Comune, l’Amministrazione comunale ha ragionato intorno ad una rimodulazione della convenzione stessa. La proposta avanzata dal Consorzio per tenere fede agli impegni della convenzione è stata quella di individuare due zone in cui dividere cubature e servizi, con il via libera però alla costruzione di due medie strutture commerciali. Una proposta evidentemente non contenuta in alcuna convenzione, sulla quale l’Assemblea consiliare, anche per via delle pressioni di vario genere giunte dal Consorzio Coop Casa e dell’approssimarsi della scadenza amministrativa, ha deciso di non esprimersi, proprio perché sostanzialmente difforme dal bando e dunque dall’intesa originaria tra Comune e Consorzio e considerandola, nei fatti, una vera e propria variante urbanistica, soprattutto in ragione della inadempienza del soggetto assegnatario rispetto agli accordi originari sottoscritti con l’Ente.

L’unica sciatteria, dunque, è quella della coalizione di Pippo Cavaliere, che quando era al governo della città ha sottoscritto accordi, salvo cambiare in corsa ed in modo illegittimo i patti, generando questa totale confusione che ha ritardato e impedito la consegna dei 9mila metri cubi al Comune, con un danno all’Ente e al Consorzio. L’unica sciatteria è quella del centrosinistra, che ha sempre considerato l’urbanistica una materia senza regole e che oggi pretende di bacchettare chi, in questa vicenda, ha solo cercato di rimediare agli errori del passato”.

Longo: "Decine di famiglie a rischio a causa degli errori del centrosinistra, Cavaliere si confronti"

"In riferimento alle dichiarazioni rese alla stampa dal candidato sindaco del centrosinistra, ing Pippo Cavaliere,circa l’abbattimento del manufatto abusivo,da parte dell’ufficio tecnico Comunale e costruito dalla Coop-Casa in difformità alle normative vigenti,si precisa quanto segue" scrive Longo: 1) il Comune di Foggia,durante l’amministrazione comunale di centrosinistra (2004-2009) bandì un concorso per l’assegnazione di aree ritenute residue in zona 167.a cui partecipò anche Coop-Casa; 2) Coop-casa per aggiudicarsi aree per la costruzione di alloggi in edilizia convenzionata,offrì al comune 32 alloggi da destinare ai meno abbienti ed altre opere di urbanizzazione; 3) Nel tempo, Coop-Casa si aggiudicò le aree,costruì alloggi privati,ma non si adoperò mai ne per la esecuzione delle opere di urbanizzazione promesse e neppure per la costruzione dei 32 alloggi da destinare al comune(2006-2007); 4) Durante l’amministrazione Mongelli (2009-2014) senza ancora ricevere nulla in cambio,il Comune di Foggia effettuò tutta una serie di varianti urbanistiche,alcune a beneficio di Coop-Casa,ritenute successivamente (2012) illegittime ed illegali dal Tar Puglia e dal Consiglio di Stato, dichiarando conseguentemente tutte le opere già eseguite abusive; 5) In buona sostanza tutte le varianti urbanistiche eseguite a seguito di decisione dell’Ufficio Speciale del Piano,costituito presso l’UTC,di Foggia, ed assentite dalla Giunta Mongelli,dove l’ing. Pippo Cavaliere era assessore importante ed autorevole,si  ritennero decadute poiché non emesse dall’organo deputato dalla legge a decidere e cioè il consiglio comunale; 6) Il Tar  Puglia ed il Consiglio di Stato,annullarono contemporaneamente tutte le delibere di Giunta( dove parte integrante era l’ing.Pippo Cavaliere) e finanche una delibera di consiglio comunale,per illegittimità ed illegalità evidente,che riguardavano il caso di specie; 7)Il contenzioso tra Coop-Casa,Madaga e comune di Foggia,nasce,si sviluppa e si concretizza quindi in tutte le sue sfaccettature e drammaticità durante le due amministrazioni di centrosinistra,in una delle quali,come si è detto,l’attuale candidato sindaco del centrosinistra,vista la sua veste di tecnico,ebbe un ruolo importante e determinante; 8) L’abbattimento del manufatto abusivo avviene,vista l’inerzia degli uffici comunali, a seguito di decreto di ottemperanza emesso dal Tar Puglia,che,tra l’altro,nomina commissario ad acta  il sig. Vice prefetto di Foggia,che non può che eseguire le decisioni dei giudici baresi; 9) L’amministrazione Landella,nonostante gli errori e le omissioni del corpo politico della passata amministrazione di centrosinistra e della burocrazia comunale,tentò una conciliazione tra le parti,attraverso l’istituto giuridico della  transazione,che non ebbe esito a seguito di pareri negativi e discordanti della dirigenza comunale e delle pretese extra legem dei privati contendenti,che mai misero,nonostante le sollecitazioni,i consiglieri comunali in condizione  di decidere serenamente; 10) Tra le altre cose si pretendeva di delegare il consiglio comunale ad autorizzare un condono edilizio: eventualità vietata espressamente dalla legge; 11) A seguito delle contraddizioni,incoerenza ed inerzia della dirigenza comunale,stigmatizzata da una nota di sollecito a tutta la burocrazia comunale,fu inviata alla Procura della Corte dei Conti,alla Corte dei Conti ed altre autorità interessate un esposto denuncia,ad opera di consiglieri di maggioranza,tendente alla verifica della sussistenza di danno erariale da parte del corpo politico e della burocrazia comunale,sedimentatosi nel corso di circa quindici anni.

Questi i fatti. A margine della vicenda descritta,va detto,che il candidato sindaco di  centrosinistra,ing. Pippo Cavaliere,visto il ruolo politico di primaria importanza,che riveste in questa campagna elettorale,dovrebbe evitare la ricostruzione lacunosa, incoerente ed omissiva dei fatti realmente accaduti,evitando di cadere  nella sterile polemica elettoralistica,di chi abbaia più forte per coprire verità ed analisi fattuali.

Tuttavia,considerando ,che il dibattito va fatto a due voci o più,colgo l’occasione per invitare il candidato sindaco del centrosinistra, ing Pippo Cavaliere, ad un pubblico confronto con il sottoscritto,non per determinare futili contese incomprensibili agli occhi della gente,ma assodate le responsabilità, per  proporre soluzioni politico-amministrative utili alla annosa vertenza.

Infine,vale la pena di rammentare che oggi si parla solo della contesa Madaga-Coop-Casa ma in considerazione del fatto che i giudici hanno definitivamente annullati tutti gli atti prodotti dalla Giunta Mongelli-Cavaliere circa le varianti illegalmente autorizzate dall’Ufficio Speciale del Piano, il rischio concreto è che un domani liti giudiziarie potrebbero comportare il tragico abbattimento di altri manufatti, dove da tempo vivono centinaia di famiglie foggiane.E non credo che Pippo Cavaliere e tutta la sinistra vogliano appuntarsi tale medaglia".

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