Agostinacchio benedice, Landella ci crede: "Vinciamo al primo turno". Longo: "Il nostro popolo contro i loro salotti"

Anche l'ex sindaco di Foggia ieri all'inaugurazione del comitato elettorale di Bruno Longo, in ticket con Sonia Ruscillo. Tanta la gente intervenuta. Proposta ai vertici ecclesiali: "Incontriamoci"

Il 26 maggio vinceremo al primo turno”. Non si era mai spinto fino a tanto Franco Landella. Ieri il pronostico shock: riprendersi Foggia subito,  sbaragliando tutti e senza possibilità di ballottaggio per gli avversari. Se così sarà lo diranno le urne.

La previsione è stata lanciata ieri di fronte ad un marciapiede gremito in corso Giannone, dove Bruno Longo ha inaugurato il suo comitato elettorale accompagnato da Sonia Ruscillo, con lui in ticket in questa traversata elettorale. 

A benedirli un pezzo da novanta della destra foggiana come Paolo Agostinacchio. Che ha lanciato strali tanto ai cinquestelle, “sempre più vicini al Pd”, quanto al centrosinistra, “che non sa indicare programmi, non sa dare speranze, che è un fallimento sul piano amministrativo”. Di contro, “un centrodestra coerente, coeso, rappresentato da un sindaco che, nonostante le aggressioni ricevute, è rimasto al suo posto”. Agostinacchio vuole una manifestazione pubblica, nella piazza pubblica, per parlare alla gente e spiegarle la necessità della “continuità”.

Tasto sul quale ha pigiato molto anche il suo già assessore Bruno Longo, oggi consigliere comunale uscente, introdotto da Claudio Amorese, suo genero e assessore all’Annona uscente. “Io ero contrario alle primarie perché a Landella 1 doveva subentrare Landella 2, con coerenza”. Ma tant’è. “Abbiamo ottenuto un grandioso successo ed oggi sappiamo chi è schierato con noi e chi no”. E giù con la differenza tra la sinistra “radical chic”, “con la puzza sotto al naso”, sostenuta dai “salotti parassitari e dai vertici ecclesiali”, e la destra del popolo, degli operai, della classe media che produce. “La sinistra ha proposto personaggi che hanno solo preso dalla città ma non hanno mai dato, e continuano in questa direzione” ha affondato Longo. “Non sono con noi i vertici della Chiesa e io sono un credente. Se le gerarchie ecclesiali vogliono incontrarci noi siamo disponibili”. Perché “non c’è paragone tra Pippo Cavaliere e Franco Landella, perché tu scendi fra la gente, produci, hai dato. A differenza di chi aspetta a casa sua i benefici indiretti della politica”.

Si è concentrata invece sui tradimenti della maggioranza e sulla necessità di portare uomini e donne coerenti al Comune Sonia Ruscillo.

La leva di Landella, invece, è stata la coerenza politica e il primo attacco lo ha riservato agli ex centrodestra come Leonardo Di Gioia, che oggi sta col centrodestra. “Le idee e i valori non possono essere svenduti per un assessorato alla Regione Puglia e per il potere”. Quindi alla coalizione Cavaliere, che “io definisco una accozzaglia extralarge di gente che non ha ottenuto i propri desiderata e ha scelto di stare dall’altra parte” ha attaccato ancora il sindaco uscente, che ha illustrato la cosa di cui va più fiero: “Aver pagato i debiti che ci ha lasciato la sinistra, aver risanato i conti per l’80%. E non ho fatto un centesimo di debiti e di aumento delle tasse, a differenza loro che hanno saccheggiato la città. La legalità non si scrive, si fa” ha affondato ancora Landella, toccando un tasto caro a Cavaliere. E biasimando anche la Regione Puglia: “Mentre la Regione pensa, il malato muore, e Foggia sta morendo sotto il peso dell’emergenza abitativa”.

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