Agnelli "sponsorizza" la cugina candidata della Lega, piovono critiche al Capitano: "Via la maglia del Foggia dalla foto"

La "foto celebrity" postata ieri sui social non è stata presa bene dai tifosi rossoneri, che hanno invitato giocatore e candidata a tenere fuori la politica dal calcio

“Abbassate la maglia!!! Per noi foggiani è la vita non uno sponsor politico!”. “La maglia del Foggia non si sporca con la politica, toglietela dalla foto”. “No alla politica nel calcio”.  Ha sollevato un vespaio di polemiche la foto della candidata leghista al Comune col capitano del Foggia Calcio. I cugini Agnelli, Clelia e Cristian (la prima in lista per un posto nel prossimo consiglio comunale in quota Lega, il secondo capitano della società rossonera) si sono fatti immortalare insieme mentre esibiscono la maglia rossonera. Quella del capitano, appunto. E, non bastasse, la società calcistica è chiamata in causa nel post che accompagna lo scatto: “Grazie al capitano del Foggia, Cristian Agnelli, per essere il mio più grande sostenitore – scrive la candidata leghista-. Così come per la squadra della nostra città, il tuo entusiasmo mi dà la giusta motivazione e la forza per affrontare questo straordinario percorso con grinta e sicurezza. Continua a fare il tifo per me!”


Un accostamento, dicevamo, non andato giù a molti tifosi. A giusta ragione. Scrive P.S.: “Lui (Cristian Agnelli, ndr)  può appoggiarti come meglio crede. A me non interessa. Ma la maglia del Foggia rappresenta un’intera comunità. Non è sua o mia, è nostra, di tutti noi foggiani. Sarebbe cosa giusta togliere la maglia dalla foto. Nel merito del discorso politico non entro”. E ancora: “È una vergogna vedere la maglia del foggia accostata ad un partito politico”. Ci va giù duro un altro: “Il più ridicolo è Agnelli stesso che si è prestato a questo scempio; ma come il capitano dal cuore enorme svende la maglia della sua squadra per un pugno di voti alla cugina?”. E ancora: “Come cittadino Agnelli può fare quello che vuole, anche appoggiare la Lega nord. Ma lo fa con la sua faccia, non con la maglia di tutti i foggiani”. “Non può e non dovete strumentalizzare la maglia nella vostra campagna elettorale. La maglia è la maglia”.

Recita l’articolo 3.5 del Codice etico rossonero, che dedica un paragrafo proprio ai rapporti con i partiti politici: “Il Foggia Calcio non finanzia (…) i partiti politici, loro rappresentanti o candidati, né effettua sponsorizzazioni di eventi che abbiano il fine esclusivo di propaganda politica”, etc. Ed il fine della propaganda politica in questa foto è chiaro ed evidente. Tra l'altro Agnelli non è un ‘gregario’ ma colui che rappresenta più di tutti la squadra essendone il Capitano. Ed è foggiano (ergo, elettore foggiano). Va da sé che ciò che lui fa, con il suo volto e, soprattutto, esibendo la maglia del Foggia Calcio in piena campagna elettorale, chiama dentro tutta la società.

I paragrafi 4.3, 4.4. e 4.5 del  Codice Etico sono dedicati alle violazioni al regolamento e sanzioni conseguenti. Spetterà alla società Foggia Calcio, ora, valutare ed agire di conseguenza. . 

Possibile che venga derubricato il tutto ad una "leggerezza". Potrebbe essere incappato, infatti, proprio in questa fattispecie il Capitano del Foggia, che ha mostrato, in più di una circostanza, di essere una persona corretta (in campo e fuori) e disponibile. E chissà che non lo abbia "tradito" proprio questa sua riconosciuta disponibilità.

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