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Con la mascherina rossonera, Salvini si ferma a pranzo a Foggia: "Battiamo Emiliano". Altieri: "Io vicepresidente"

Pranzo elettorale al Florio in Fiera. C'è anche Altieri che risponde piccato a Giorgia Meloni: "Forse aveva capito ticket ospedaliero"

 

Mascherina rossonera ("Me l'han regalata ieri"), i colori della sua squadra del cuore, il Milan, gli stessi della città di Foggia, un po' spompo, Matteo Salvini arriva al Florio in Fiera rispettando il programma, a ora di pranzo, accolto da circa 250 dirigenti, candidati, amici e simpatizzanti. Introdotto dal segretario provinciale della Lega Daniele Cusmai, il Capitano ha rinunciato all'intervento iniziale di saluto con un secco "mangiamo prima". Neanche troppo rumorosi i sostenitori in sala. Tanti i giovani che occupavano i tavoli.

"Il lavoro è la priorità e l'emergenza da Foggia al Salento", aveva detto subito ai giornalisti il leader della Lega che vuole ripartire "da quello che non ha funzionato negli ultimi 15 anni", a cominciare dall'agricoltura: "Non è possibile che agricoltori e pescatori siano stati dimenticati e che ci sia una burocrazia che soffoca le imprese", e poi infrastrutture e sanità. È la "Puglia che torna a correre". E se il centrodestra è compatto è "soprattutto grazie agli sforzi e alla generosità della Lega". Non vede l'ora che arrivi settembre. Liquida in fretta l'affaire dei caroppiani che, di fatto, non sono mai stati estromessi dal partito dopo la famigerata lettera "Caro Matteo": "Le uniche espulsioni che mi interessano sono quelle degli immigrati clandestini, altro non mi interessa". Dei caroppiani, per la cronaca, neanche l'ombra: al Florio non si sono visti.

A proposito, invece, di fenomeni migratori e ghetti, Salvini annuncia di voler tornare a Borgo Mezzanone, "garantendo i diritti agli immigrati regolari che sono una minima parte di quelli che sbarcano, per tutti gli altri non c'è futuro in questo paese". Lo preoccupa il ritorno di "una bomba sociale anche in Puglia". Non teme confronti con Fratelli d'Italia, "la competizione interna fa solo bene, la Lega è e rimarrà il primo partito. Il mio avversario è Emiliano, non ho avversari in squadra, in squadra ho solo amici. I miei avversari sono i Vendola, gli Emiliano, i D'Alema, quelli che hanno chiacchierato tanto e combinato poco".

Si è fatto vedere per un saluto anche il sindaco Franco Landella, che dopo una foto ricordo con il segno della vittoria, marchio di fabbrica, ha scherzato, forse anche per prevenire retropensieri: "Mi avete convinto".

A precedere nell'arrivo Matteo Salvini, è stato Nuccio Altieri, assieme al deputato Rossano Sasso. Il candidato vicepresidente non risparmia una battuta su Giorgia Meloni che aveva frenato sul ticket ("Non abbiamo mai parlato abbiamo parlato di ipotesi di vicepresidente"): "Forse la Meloni immaginava il ticket ospedaliero, sarò il vicepresidente della Regione Puglia".

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