Provincia: molti gli uscenti in corsa per un posto in Consiglio, Forza Italia lavora ad un "fronte popolare" ma Lega sola

Dopo l'elezione del presidente, tocca all'assise di Palazzo Dogana. Raffaele Di Mauro al lavoro per un fronte con Udc, Idea e Azzurro Popolare. Lega da sola. Possibili sei liste. La partita si incrocia con le prossime comunali

Entro il 13 gennaio vanno presentate le liste che parteciperanno alle elezioni provinciali. Sì, la seconda tornata dopo quella di ottobre che ha eletto il presidente: effetti della paradossale e malfatta Legge Del Rio. Ma tant’è. Dopo il presidente, va eletto il consiglio che dovrà affiancarlo. E, dunque, gli amministratori dovranno tornare alle urne. Il 3 febbraio. Gli amministratori. Perché esclusiva di questo sistema di secondo livello è il voto in mano agli eletti, agli amministratori degli enti locali. Che votano col meccanismo ponderato (il peso del voto è direttamente rapportato alla popolazione che abita un determinato comune: Foggia quella che vale di più, a scendere).

Per presentare una lista si necessita della sottoscrizione del 5% del corpo elettorale, occhio  e croce 40 firme. Accade così che, mentre qualcuno opta per la formula in solitaria, altri cercano “apparentamenti”. Che siano di breve o lungo termine sarà la cronaca politica a dirlo. Andrà da sola la Lega, che sicuramente ricandiderà Raimondo Ursitti, uscente, e dove il secondo seggio (possibile) potrebbe essere occupato dai consiglieri Antonio Vigiano o Paolo La Torre. Joseph Splendido avrebbe già fatto sapere di non voler essere della partita; di contro, ambisce La Torre ma poiché la partita si incrocia con le imminenti elezioni comunali nel capoluogo, quest’ultimo potrebbe esser costretto ad un passo indietro in favore di Vigiano, quale camera di compensazione per abbandonare qualsivoglia velleità sulla candidatura a sindaco alle primarie del centrodestra (a favore di Luigi Miranda). Se saranno prove generali che si rifletteranno sulle comunali prossime lo dirà il tempo, di certo il segretario provinciale di Forza Italia Raffaele Di Mauro starebbe lavorando, secondo rumors, ad una sorta di “Fronte popolare” con Udc, Idea di Quagliariello e Azzurro Popolare di Lucio Tarqunio:quattro forze insieme che non è detto non si giochino di concerto la partita anche alle prossime amministrative. Nei giorni scorsi il segretario azzurro avrebbe avuto incontri interlocutori con Angelo Cera, Mimmo Verile e Lucio Tarquinio.  Il “fronte” sarebbe pronto. Così come già si ventilano ipotesi di papabili candidati tra Consalvo di Pasqua, capogruppo FI  Foggia, Curiello di Cerignola e l’uscente Giuseppe Mangiacotti in quota Udc. Dalle parte di Di Giuseppe si prova a tener fede al patto nazionale coi Fratelli d’Italia: Luigi Fusco il candidato di Noi con L’Italia, Francesco Stefanetti (San Severo) e Loris De Luca (San Nicandro) quelli dei meloniani. Oltre alle tre liste di ambito centrodestra, ve ne sarebbero altrettante nell’alveo del centrosinistra. A partire dal Pd (che ha quattro uscenti, Russo, Cavalieri, Sgarro, Riccardi: non tutti si ricandidano), ai civici di Leo Di Gioia che, assieme a Socialismo Dauno, ci riproveranno per Rosario Cusmai mentre Pino Lonigro punta nuovamente su Sementino.  Sta decidendo se farne parte l’uscente Pasquale Cataneo (ex Fi). Che Rino De Martino però vuole giò pronto per la sua lista che, dichiara, "sarà presentata" (in mattinata avevamo scritto che c'erano problemi con la raccolta delle firme). "Saranno al 100% candidati - fa sapere Rino De Martino- ed hanno già firmato il consigliere di Accadia Antonio Russo, che ha un buon pacchetto di voti nel suo paese e sui Monti Dauni, più altri due consensi a Cerignola; Ciro Matarante di San Severo che conta come base 4 consensi da 323 voti ponderati e sta già andando oltre; Simona Dell’Osso che conta come base 4 consensi da 323 voti ponderati; Salvatore Ricciardi di San Giovanni Rotondo che conta sul gruppo misto e altri 2, con un bottino di almeno 7 voti nel suo centro e altri 4 a San Marco in Lamis.  Su 4 candidati, Puglia Popolare raccoglie 5mila voti ponderati".

In teoria, in considerazione delle forze in campo, 2/3 consiglieri dovrebbero andare al Fronte popolare di Di Mauro, 1 o 2 alla Lega, 1 alla lista di Franco Di Giuseppe/La Salandra, 3 al Pd, 3 ai civici, 1 alla lista Cassano.

Non partecipano al voto i i comuni commissariati, e quindi Mattinata e la recente Torreaggiore.

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