'Sedotta e 'abbandonata' da Monteleone, Puglia Popolare ora è delusa: "Per la Provincia serviva figura di sintesi"

Documento politico a firma del coordinatore provinciale Rino De Martino: occasione mancata, mai una discussione sul programma operativo. Monteleone? Dietrofront suo, noi avevamo le firme. Sguardo ora alle amministrative 2019

“E’ mancata la sintesi per individuare un presidente che fosse al di sopra delle parti”. Così Puglia Popolare in un documento politico a firma del segretario provinciale del movimento di Cassano, Rino De Martino, commenta l’evolversi e le scelte finali operate dai partiti – segnatamente il centrodestra- rispetto alle elezioni provinciali. “Nessuna indicazione di voto” annuncia (restando fedele ad un refrain che pare sia lo slogan del giorno, da destra a sinistra, passando per i civici) e presa di distanze dal dietrofront operato (autonomamente) dal sindaco Torremaggiore, Lino Monteleone (che, pare, con Gatta abbia già raggiunto l’accordo della vicepresidenza laddove si andrà a rinnovare il consiglio provinciale, a gennaio 2019).

Ecco l’analisi di Puglia Popolare. “La scelta operata dalle formazioni politiche di fare della Presidenza della Provincia una prova di forza tra schieramenti contrapposti , del tutto legittima sul piano politico,  non sembra aver colto le reali esigenze che un Ente di secondo livello meritava,  tenuto conto della necessità di optare, come riteneva Puglia Popolare, per il superamento delle forti contrapposizioni interne ed esterne ai partiti e ai vari personaggi che hanno deciso da un lato di candidare Nicola Gatta, dall’altra Michele Merla, entrambe persone di assoluto rispetto.

Il punto è che le soluzioni emerse non possono sfuggire ad una analisi che in maniera malcelata rappresenta , com’è di tutta evidenza, una sorta di primo round in relazione ai prossimi appuntamenti elettorali per gli imminenti rinnovi delle consiliature dei comuni  di Foggia, San Severo e Lucera. 

Per scongiurare questa diatriba Puglia Popolare aveva proposto, sui tavoli dove le è stato richiesto un parere per affacciare ipotesi alternative e meno politiche, più aderenti cioè alla partita in gioco, una figura come Lino Monteleone, individuato al di fuori dei propri aderenti, considerando il profilo della persona, il voto ponderato da esprimere, ma soprattutto le emergenze di una parte della Capitanata tra le più depresse.

 La politica ha ritenuto invece di percorrere altre vie, opponendo di fatto il Gargano al Subappennino, in un gioco che difficilmente riuscirà a  cogliere il senso vero della competizione, ora come ora consegnato ad una conta di equilibri distanti dal fulcro vero della vicenda che si andrà a consumare , che era e resta  sul tipo di soluzione da adottare per affrontare con una candidatura di servizio le complesse problematiche che la Daunia presenta, dai temi nuovi a quelli più atavici. La tensione politica e le congetture sul prossimo futuro, ma anche il senso di appartenenza politico sembrano però aver prevalso, senza mai affrontare e discutere su un minimo di programma operativo.

Puglia Popolare, movimento  di estrazione moderata, non legato a vincoli di coalizione, ha per questo scelto di non perseverare su una scelta autonoma, pur avendo raccolto le firme necessarie per concorrere, anche per aver constatato forti veti precostituiti,  come le conclusioni cui entrambi gli schieramenti sono pervenuti dimostrano, anche con plateali cambi di rotta e trasformismi dell'ultima ora di scarsa credibilità, perché anche nelle formazioni di nuovo conio ritroviamo oggi uomini buone per tutte le stagioni. 

In ogni caso, Puglia Popolare rispetta la scelta maturata, in via del tutto autonoma, dal sindaco di Torremaggiore  Monteleone, il quale ha ritenuto  di voler sostenere il candidato Nicola Gatta. E tuttavia, visto l’andamento delle circostanze e le evoluzioni finali Puglia Popolare reputa non solo giusto ma anche opportuno, non foss’altro per il rispetto che deve ai propri aderenti, non dover dare alcuna indicazione di voto, lasciando liberi i consiglieri che si riconoscono nelle linee tracciate dal Movimento, di esprimersi secondo coscienza, scegliendo cioè liberamente per il dopo Miglio.

Se questa prova elettorale di secondo livello riuscirà a svolgersi con correttezza e sincero spirito propositivo e libertario, sarà certamente un bene per la politica e per coloro  che, su diversi versanti, si sono spesi per affermare le tesi a sostegno dell’uno e dell’altro candidato, entrambi -si ribadisce - amministratori affidabili. Caso contrario le conseguenze negative di una lotta inspiegabile ed ingiustificabile, di cui sono chiare le responsabilità in entrambi gli schieramenti,  ricadranno sul Territorio e sugli abitanti della Capitanata.

Come che sia, la vicenda del rinnovo della presidenza della Provincia, non condizionerà in nessun caso le scelte dei prossimi appuntamenti elettorali di Foggia, San Severo e Lucera, i cui risultati non si potranno costruire con le alchimie su cui si procura il voto ponderato, ma attraverso voti pieni, espressi da elettori, da contare uno dopo l’altro, in liste che dovranno scegliere di schierarsi per eleggere i successori di Franco Landella, Francesco Miglio e Antonio Tutolo.

Appuntamenti importanti, questi certamente di significato politico, ai quali Puglia Popolare e gli  attivisti del gruppo Io Ci Sono stanno già lavorando  per partecipare compatti proponendo liste giovani e competitive".

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