Candidature tra psicosi e rivolte: Fi blinda Di Donna a Foggia, Pd cambia con Russo. Fuori Tarquinio

Domani, 29 gennaio, scadono i termini. Di Donna resterebbe a Foggia. Pd sposta Azzarone. Fuori Tarquinio, entra Spezzati. Di Maio annuncia in giornata l'ufficializzazione dei suoi

A 24 ore circa dal gong finale, si dipanano le nebbie sulle candidature che hanno tenuto con il fiato sospeso aspiranti e tifosi, tra psicosi collettive, rivolte, pianti e delusioni. Nel centrodestra, non trova spazio una candidatura dell'azzurra Michaela Di Donna nel Lazio, collegio al quale si è cercato di ricorrere subito dopo la notizia di una indagine a carico del padre, Massimino Di Donna, e di altre otto persone, svelata da Repubblica: non solo la rivolta del partito in quel di Roma ma anche la derubricazione dell'indagine da parte di Berlusconi, ritenuta -pare- "non grave (i magistrati sono ancora alla ricerca di prove, ndr), e il lavoro indefesso del segretario regionale, Luigi Vitali, che su Di Donna aveva puntato con forza tutte le sue carte, non ammettendo deroghe, hanno fatto sì che la dirigente azzurra possa correre in casa sua. Si conferma, dunque, la sua candidatura nel collegio uninominale Foggia - Gargano. 

Deluso Luigi Miranda, l'avvocato foggiano che pure ad un certo punto era tornato a sperare: muro per lui, a tutti i livelli . "Sono un uomo di partito" dichiara a Foggiatoday oggi, lasciando intendere che darà una mano comunque,  malcelando però tutta l'amarezza che può nutrire chi nei mesi scorsi veniva considerato il pupillo di Berlusconi sul territorio. Nè hanno potuto per lui quei dirigenti di coalizione e consiglieri comunali che a Landella avevano chiesto un passo indietro per "opportunità politica". Bisognerà vedere ora cosa faranno anche i Fratelli d'Italia, che sulla giovane azzurra avevano piazzato il veto. "Auspico candidature non divisive o se ne assumeranno la responsabilità" continuava a tuonare ieri Giuseppe Mainiero, capogruppo Fdi al Comune di Foggia, volato addirittura a Roma qualche ora fa per spiegare al partito le ragioni di tanta ostilità (carte ed esposti promossi dal consigliere contro l'amministrazione alla mano). Torna,  Mainiero, con una candidatura tutta sua al Senato, nell'uninominale, dove correrà Antonella Spezzati, già docente universitaria e componente di commissione alla Cattolica di Milano, presso la cattedra di Diritto Amministrativo, figlia di un noto costruttore foggiano. Le sorti Di Donna/Spezzati si incrociano ora: come faranno i Fratelli d'Italia ad essere coerenti con la loro battaglia politica? Si attendono reazioni. 

Dalle parti del centrosinistra, intanto, si opera il cambio: non più Lia Azzarone, segretaria provinciale del Pd, ma Massimo Russo, civico, uomo di Leonardo Di Gioia, e amministratore unico di Sanitaservice. Sarà lui a giocarsi il collegio camerale, Azzarone passa al Senato. "Non conosco le ragioni di questo scambio, per me non cambia nulla" dichiara Russo a Foggiatoday, che in mattinata ha firmato l'accettazione della sua candidatura. Doppio il ragionamento che filtra da quelle parti: evitare un sacrificio troppo grande al segretario provinciale su Foggia con la Di Donna, tanto più che Azzarone rappresenta l'intero partito; consentire a Russo di giocarsi la partita lì dove è più conosciuto e dove i civici hanno più voti (il collegio senatoriale è troppo grande). Perché, al di là dei candidati, a metterci la faccia in questa campagna elettorale sono proprio tutti, soprattutto gli sponsor politici. E lo spostamento nei posti giusti degli uomini Pd-civici è atto necessario soprattutto se si considera che parecchi voti al centrosinistra lì rosicherà Liberi e Uguali, che in campo schiera Marilena Di Padova (anche qui, salvo cambi). Una spaccatura che non può che avvantaggiare il centrodestra e sulla quale si inseriranno ad horas i nomi del Movimento 5 stelle, dato per massimamente competitivo in relazione al favorito centrodestra. 

Chiudono le candidature negli uninominali del centrodestra il deputato uscente Angelo Cera, che in quota Noi con l'Italia - Udc si giocherà il camerale Lucera San Severo; sfiderà Rosario Cusmai, civici - Pd, e Arcangela De Vivo, Leu. Sfida importante e storica all'ombra del Gargano: l'azzurro Giandiego Gatta correrà nel camerale Manfredonia - Cerignola e sfiderà il deputato uscente orlandiano Michele Bordo (al quale il guardasigilli ha garantito il paracadute nel listino plurinominale, primo posto).

 Nel collegio senatoriale foggiano si sfidano, invece, come detto, Spezzati, Azzarone, il lucerino Trincucci in quota LeU; nell'altro senatoriale, quello in condominio la Bat, l'europarlamentare renziana Elena Gentile (in forse fino all'ultimo, per sue resistenze). Sfiderà il forzista già eurodeputato Sergio Silvestris, molfettano.

Comprensibili le resistenze di Gentile, considerato che dovrà correre in un collegio che si allunga oltre provincia e tenuto conto dei mal di pancia che si affollano in casa sua, con i piddini usciti vincenti dal congresso (proprio contro di lei e Tommaso Sgarro) e che considerano la candidatura una sorta di "tradimento" da parte della segreteria provinciale; così come si odono le proteste sotterranee contro Iaia Calvio, la pasionaria ortese che fino a ieri si scagliava contro l'establishement dem, oggi candidata nel listino bloccato, subito dopo Bordo (ottima posizione, una vittoria di Bordo nell'uninominale aprirebbe a lei le porte del Parlamento). 

Rivolta in quel di Bari, infine, anche contro la candidatura di Colomba Mongiello, deputata uscente foggiana "preferita" a Liliana Ventricelli nella seconda posizione del plurinominale barese, subito dopo Lacarra. Tornando nel centrodestra, esclusione eccellente del fittiano Lucio Tarquinio, deputato uscente, dato per blindato fino all'ultimo nel collegio senatoriale di Foggia. 

Perché le candidature non sono solo la messa a punto della migliore squadra possibile in vista delle elezioni, ma il redde rationem di chi comanda in un determinato momento storico in un territorio. E che in quel territorio dà le carte. 

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