Colpo di scena al Gal Meridaunia, Pasquale De Vita nuovo presidente. Ma i sindaci protestano: "Grave atto di forza, ce ne andiamo"

Nulla da fare per Leonardo Cavalieri, sindaco di Troia, nome unitario portato al tavolo di ieri dai 30 sindaci dei Monti Dauni. Vincono le associazioni economiche. Comuni sul piede di guerra. De Vita: "Riconciliamoci"

E’ Pasquale De Vita, sindaco di Casalnuovo Monterotaro, il nuovo presidente del Gal Meridaunia. Con la votazione di ieri si chiude, quindi, la lunga era Casoria, spodestato con un blitz delle associazioni economiche lo scorso 14 novembre, e se ne apre una nuova. Che inizia, però, sotto non buoni auspici, a quanto pare. L’assemblea di ieri, infatti, ha fatto registrare aspre contestazioni da parte dei sindaci, che hanno abbandonato la riunione e si dicono in queste ore pronti a lasciare lo stesso Gal. “E’ stato compiuto un brutto atto di forza, a questo punto ce ne andiamo” dichiarano a Foggiatoday. Il loro nuovo rappresentante in seno al cda, Leonardo Cavalieri, sindaco di Troia, dovrebbe diramare nelle prossime ore un comunicato di questo tenore.

Ma cosa è accaduto. Con le dimissioni di tre componenti del cda il 14 novembre scorso, Alberto Casoria, ventennale presidente del Gal, è stato spodestato. “Assenza di collegialità” (acuito da un bando europeo vinto da un congiunto del presidente) il mantra ripetuto e contenuto nella comunicazione di dimissioni da Pasquale De Vita (rappresentante di Confagricoltura e associazioni datoriali agricole), Matteo Cuttano (Confcooperative e associazioni rientranti nel Cnel), Angelo Del Buono (Camera di Commercio). Tre su cinque. Un blitz. Cda decaduto. L’unico a non seguire la strada delle dimissioni fu il rappresentante dei 30 sindaci aderenti al Gal, Antonio Tutolo, che ha sempre contestato il metodo utilizzato: Casoria andava sfiduciato e costretto a dimettersi. Ma tant’è. Il dato era tratto.

A quel punto si sono aperte giornate convulse e di massima fibrillazione per la successione. “I sindaci – racconta Tutolo- vengono invitati a formulare una proposta unitaria”. Difficile mettere insieme 30 teste. Ma alla fine arriva: Leonardo Cavalieri, sindaco di Troia. Cosa è accaduto successivamente e perché Cavalieri, entrato  “Papa” nell’assemblea di ieri, sia uscito “cardinale” è di difficile comprensione. “A me sembra evidente che il pacchetto lo avevano bello e pronto da tempo – dichiara Tutolo, consigliere di amministrazione uscente-. Lo stesso nome di De Vita circolava già a margine delle dimissioni. Quindi siamo stati presi in giro. Bene hanno fatto i sindaci ad andarsene ieri. Ora valutino la possibilità di uscire dal Gal”. “Se ci ritroviamo il cda decaduto con un sms, se ci invitate a fare una proposta unitaria, per la quale ci spendiamo e poi viene buttata nel cestino, se la maggioranza delle quote ce le avete voi, il presidente pure, cosa restiamo a fare? Cosa mai potremo determinare con un solo rappresentante?” tuona ancora il sindaco di Lucera, che in seno al cda ha lasciato il posto a Cavalieri perché “non più disponibile a farne parte”. “Ne avevo parlato con Fabio Porreca, evidentemente inascoltati”.

Al Gal aderiscono 47 soggetti, pubblici e privati. L’agenzia si occupa di gestire progetti di sviluppo del territorio attraverso i fondi europei. Del nuovo cda fanno parte gli uscenti De Vita (Confagricoltura) e Cuttano (Confcooperative), quindi Casoli (Camera di Commercio), lo stesso Casoria (per i privati), Cavalieri (per i sindaci).

"Fatto scandaloso, io avevo anche fatto un passo indietro per cercare una soluzione più unitaria" dichiara a Foggiatoday Leonardo Cavalieri, "hanno deciso col 52%". “Lamentavano l’assenza di collegialità da parte di Casoria ma è la stessa che non hanno avuto loro” fa eco Guerino De Luca, sindaco di Castelnuovo della Daunia. “Anche Confesercenti aveva denunciato questa chiusura, chiedendo di rinviare l’assemblea. Non si capisce questa fretta che avevano di chiudere. O forse la capiremo tra qualche mese” avanza, sibillino. “Siamo pronti anche ad uscire dal Gal perché questa è un’azione grave perpetrata senza tenerci minimamente in considerazione. Abbiamo fatto riunioni fino alle undici di sera per trovare la sintesi che ci avevano chiesto. Forse ritenevano non l’avremmo mai trovata. Dispiace perché noi rappresentiamo i Monti Dauni, i cittadini. Non puoi lasciarci con un misero 20%” continua De Luca. E conclude: “E’ stata una brutta azione di forza, che non ci spieghiamo. Se siamo alla vigilia di qualcosa, ce lo diranno i prossimi mesi. Vedremo allora se le ragioni dichiarate all'atto delle dimissioni saranno effettivamente quelle”.

A Foggiatoday il nuovo presidente replica in questo modo: "Rispetto la posizione dei sindaci ma mi permetto di dire che ne stanno facendo più una questione di forma che di sostanza, perchè gli obiettivi ci accomunano e sarà mio compito da oggi promuovere la riconciliazione delle parti".

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