Cinquestelle foggiani divisi sulla scalata a Palazzo di Città: irrompe Cuttano, che sia Quarato non è scontato

Si starebbe lavorando ad altre due liste alternative a quella dell'ingegnere eletto dal meet up unico. Il proirippiano espulso non conferma nè smentisce, ma ammette: "A giorni avrete notizie"

C’è fibrillazione tra gli attivisti del Movimento 5 stelle di Foggia. La candidatura a sindaco di Giovanni Quarato, che è ancora in attesa di certificazione, rischia di essere insidiata dall’interno. A questo, infatti, ossia presentare una lista alternativa a quella del Meet up unico, starebbero lavorando alcuni elementi del movimento. E la voce si fa sempre più insistente. Si parla finanche di due liste alternative.

Ad una starebbe lavorando l’avvocato Luigi Sorace, colui che risultò perdente nel ballottaggio che sancì la candidatura di Quarato, appunto; alla seconda il geologo Francesco Bacchelli, che in quella votazione assembleare, pur vantando velleità in tal senso, intercettando l’aria che tirava, decise di fare un passo indietro, rinunciando a sottoporsi al voto.

Sulla prima in particolare, quella a cui starebbe lavorando Sorace, voci vogliono mano, regia e supporto di Franco Cuttano, l’animatore storico del Comitato pro Iriip, di recente espulso dal meet up foggiano per il pasticcio dei “Campi Diomedei”. Cuttano non avrebbe rinunciato a fare attività politica, tutt’altro: la sua azione continuerebbe dall’esterno attesa l’enorme l’influenza che avrebbe su una discreta parte degli attivisti foggiani, e potrebbe essere in campo direttamente all’interno di questa lista alternativa. Al suo fianco, fino a qualche tempo fa, il parlamentare Giorgio Lovecchio. Contattato, Cuttano non conferma né smentisce, invita ad “aspettare qualche giorno”.

D’altronde “Open Comuni”, la dodicesima funzione della piattaforma Rousseau creata proprio per le elezioni amministrative, consente di formare direttamente online una lista di candidati per concorrere alle elezioni nel proprio Comune.

Il meccanismo è semplice: “Tutti gli iscritti certificati a Rousseau – si legge sul Blog delle Stelle- possono avanzare la loro candidatura a Sindaco e creare una lista invitando altre persone a candidarsi nel ruolo di consiglieri comunali o municipali. Ogni candidato consigliere per poter aderire deve accettare l’invito, caricare i documenti richiesti - certificato penale e dei carichi pendenti - e sottoscrivere gli impegni del Movimento 5 Stelle”.

“La funzione Open Comuni consente ai candidati Sindaco di gestire in prima persona, direttamente online e in tempo reale il processo di creazione della lista e verificare costantemente che tutti i candidati abbiano provveduto a caricare la documentazione necessaria e che la lista, sulla base dello specifico Comune, soddisfi i criteri richiesti dalla legge, come le quote di genere ed il numero minimo di componenti della lista. In questo modo, il processo di richiesta di certificazione delle liste sarà più semplice e veloce e non sarà più necessario inviare la documentazione in formato cartaceo.  Tutto avverrà all'interno della funzione e basteranno pochi passaggi per creare la lista, caricare tutti i documenti dei candidati e inviarla per verifica!”

“Open Comuni – conclude il Blog- rappresenta un modello di partecipazione democratico e senza intermediazioni. È la libertà che diventa opportunità. E’ la possibilità che si trasforma in azione concreta nelle istituzioni”.

La richiesta di certificazione deve essere inviata entro il termine perentorio di 30 giorni prima della data di deposito della lista. Quindi presumibilmente entro fine marzo. E la lista deve avere un massimo di 32 candidati e non inferiore a 21 (pari a 2/3), e nessuno dei 2 sessi può superare i 2/3.

Un meccanismo semplicissimo, lo stesso utilizzato a San Severo con cui l’architetto Gianfranco Di Sabato, illustre sconosciuto rispetto all’organo dirigente cinquestelle, finanche rispetto alla parlamentare Carla Giuliano, anticipando tutti a gennaio scorso inviò la sua lista, riuscendo ad ottenere una certificazione rispetto alla quale ancora oggi, ai “piani alti”, non ci si capacita.

D’altronde, se il meccanismo è semplice (ma neanche tanto visto che non basta il candidato sindaco, ci vogliono anche i candidati consiglieri), la ratio è nobile: far sì che ogni elezione sia cosa a sé, togliendo potere agli eletti e scongiurando la creazione di cordate “politico-istituzionali”, fatte di “nomi vicini a tizio” e/o “amici di caio”.

“Ciò che non è accaduto a Foggia” mormorano i malpancisti, che puntano il dito contro quanto accaduto il 12 gennaio scorso a Foggia, quando per Quarato votarono finanche i parlamentari (tranne Lovecchio, che comunque si fece fotografare col candidato) ed ebbe peso “la forza di Barone, che portava Quarato” si disse in quella occasione. “E’ ovvio che, di fronte a questo, c’è chi ha fatto subito un passo indietro, rinunciando a cimentarsi col voto dell’assemblea. Che senso avrebbe avuto?” dichiara qualcuno in relazione, ad esempio, alla rinuncia immediata di Bacchelli, che oggi invece pare voglia riprovarci in libertà su Open Comuni.

Al pari di Sorace che, però, dalla sua ha l’handicap di essersi candidato alle elezioni del 2014 con “Onda del popolo” e dunque contro il Movimento 5 stelle. Ma anche qui sorge l’interrogativo: quella competizione, in cui il M5S perse logo e candidato sindaco (Vincenzo Rizzi), ancor prima che si iniziasse, è da ritenersi valida?

Intanto Quarato è alle prese con il completamento della lista dei candidati consiglieri. Solo ad elenco fatto (almeno 21 nomi) potrà inviare la sua proposta e l’istanza di certificarla. Dalle parti dell’ex Singer si mostra tranquillità: il meet up unico lo ha scelto con voto democratico e l’ingegnere è stato indicato dalla componente più giovane del movimento foggiano, altro che influenze.

Anche se pone dei punti di domanda la conferenza stampa di sabato scorso dell’ingegnere: un pubblico incontro, prima ancora della certificazione, con tanto di simbolo, che senso ha? “Un primo momento di incontro con la città” la spiegazione giunta in quella occasione. “Una fuga in avanti” secondo i detrattori, che denunciano forzature: “senza certificazione, non è possibile usare il simbolo né la sede”.

Insomma, mare calmo certamente non è. Bisognerà capire se le onde sono di bassa intensità o rischiano di mettere a repentaglio un progetto già annunciato e pubblicamente presentato.

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