Girandola di nomi per Roma: quasi fatta per Cusmai e Di Donna, spuntano Mainiero e Azzarone

Sfida tra Gentile e Mongiello, sicuro solo Bordo. Landella e Di Gioia provano a portare in Parlamento Di Donna e Cusmai, Gianna Fratta per 'Liberi e Uguali'. Della partita anche Mainiero? Cera: "Di certo sarò capolista"

La prossima settimana sarà decisiva per le candidature alle elezioni del 4 marzo. Le coalizioni si riuniranno e stileranno la ripartizione dei territori da giocarsi, in ragione della forza di ciascuna. “Sarà questa la vera partita. E' qui la vera campagna elettorale. Al 25 (data di consegna dei nominativi, ndr) sarà praticamente già finita” sostiene un veterano, nuovamente in lizza per un posto al sole. Intanto alcuni giochi a livello provinciale paiono già chiusi.

Sarebbe ormai certa, la candidatura del vicepresidente della Provincia Rosario Cusmai: il braccio destro di Leonardo Di Gioia avrebbe ricevuto il via libera nel collegio senatoriale  8 – Foggia. Il centrosinistra ha un bisogno disperato di voti e si aggrappa ai civici (o a figure di rilievo della società civile, come, pare, l'avvocato sanseverese Guido De Rossi) ma nei collegi uninominali: dovranno essere loro a giocarsi il testa a testa se vogliono essere eletti, loro ad essere spediti comune per comune a raggranellare voti. Cusmai dovrebbe assumere il rischio. E l'uomo non è uno che si tira indietro di fronte alle sfide. Profilo più cauto e certamente meno portato a rischiare quello di Leonardo Di Gioia, che, secondo alcuni beninformati, si sarebbe giocato la partita solo se da posizione garantita nel listino PD (dove è in corso la guerra per salvare gli uscenti - e Renzi avrebbe ben piazzato i suoi -, figuriamoci se c'è spazio per i “nuovi”); pertanto, dicono dall'entourage civico, resterebbe saldamente ancorato a Bari, al suo assessorato all'Agricoltura, giocando da leader del movimento civico e "preservando un profilo più super partes ove decidesse di spendersi per la candidatura a sindaco di Foggia alla guida di una coalizione trasversale nel 2019" mormorano.

De Rossi, invece, nel collegio camerale San Severo-Lucera-Monti Dauni: chi conosce l'avvocato sostiene che sarebbe prontissimo a farlo. Non si smuove dalla capolistatura alla Camera, invece, (ma dovrà giocarsi anche l'uninominale Manfredonia-Cerignola) l'orlandiano uscente Michele Bordo. Mentre l'altra uscente, Colomba Mongiello, se la starebbe vedendo (lo scontro viene definito forte) con l'europarlamentare e riferimento di Renzi sul territorio Elena Gentile per il secondo posto nel listino (postazione ghiotta dal momento che l'eventuale vittoria nell'uninominale di Bordo lascerebbe spazio al secondo di listino).

Lo scontro sarebbe forte ed Emiliano, con la sua politica eccessivamente “aperturista”, ne ha troppi da garantire. Mongiello potrebbe dover spendersi porta a porta nel collegio camerale di Foggia, per il quale circola in queste ore anche il nome della segretaria provinciale PD, Lia Azzarone. Il resto dovrebbe essere appannaggio dei pugliesi condomini. In verità in parecchi dovranno spendersi porta a porta nei territori, posto che i listini sono “cosa nazionale”, per blindare uscenti e fedelissimi. Le periferie fanno il “lavoro sporco”. Dunque, è ancora presto per tirare linee. C'è tutta la settimana prossima di alacre lavoro.

E  lavora alacremente anche Liberi e Uguali, che si divide tra nomi roboanti per fare presa (la direttrice d'orchestra Gianna Fratta pare sia pronta a spendersi per conto del partito di Grasso e Boldrini in un uninominale), mentre tenterebbero la capolistatura i “padri” foggiani del partito in Capitanata (Gianluca Ruotolo, Ciro Mundi, Pino Lonigro). E mentre si attendono i nomi del M5S, nel centrodestra ci si contende violentemente il collegio camerale Foggia-Gargano, quello segnato blu scuro. Tanti i pretendenti: i forzisti Michaela Di Donna (che avrebbe, pertanto, fatto saltare l'accordo con Giandiego Gatta), Luigi Miranda, i due Noi con l'Italia Angelo Cera e Giannicola De Leonardis, il leghista Splendido (che non disdegnerebbe anche una capolistatura). Nelle ultime ore se ne è aggiunto un altro, Giuseppe Mainiero, Fdi, in funzione anti Landella/Di Donna, colei sulla quale pare il gioco si stia chiudendo. L'esecutivo regionale di Fdi ha deliberato all'unanimità finanche un documento (inviato a Roma) in cui reclama “nomi condivisi dall'intera coalizione”: “condizione imprescindibile” chiosano Mainiero e La Salandra, coordinatore provinciale. “Non ce la fanno – sostiene uno tessitore di queste ore -, su Di Donna è fatta, dovranno virare, se vogliono, sul collegio Manfredonia-Cerignola” (potrebbe spendersi/essere speso il dirigente nazionale di Fdi Mimmo Farina, ex assessore provinciale).

E che forse le cose stiano così lo si evince, parzialmente, dalla titubanza di Angelo Cera, stesse ambizioni, che però a Foggiatoday frena: “Vorrei, di certo però sarò capolista nel mio partito”. “Se Cesa volesse aiutarlo, blinderebbe quel collegio” sostengono dal mix centrista “ma c'è imbarazzo, con la storia del sostegno ad Emiliano in Regione, in molti stanno ponendo veti e problemi. Devono decidere da che parte stare. E poi c'è Totò Ruggieri, colui che tiene i cordoni della borsa del partito e che vuole blindarsi Lecce”. Tra l'altro per Cera si profilerebbe un'altra insidia: il figlio del già parlamentare Nicandro Marinacci, si sussurra. Il fittiano Lucio Tarquinio, invece, sarebbe da tempo collocato sul senatoriale di Foggia. L'altro senatoriale potrebbe essere appannaggio di Gatta, sempre che decida di candidarsi ugualmente se surclassato nella “prima scelta” dai Landella/Di Donna. Per chiudere il cerchio, il camerale San Severo-Lucera dovrebbe essere forzista (in ragione delle percentuali, malgrado la Lega di Fanelli scalpiti): la partita dovrebbe giocarsi con il sindaco di Apricena, Antonio Potenza, che avrebbe più chances rispetto ad un secondo nome che pure circola: quello della consigliera comunale Rosa Caposiena. Una fotografia instabile, ovviamente. I prossimi giorni decideranno il risiko in campo.

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Commenti (1)

  • Forza pentastellati. Fate andare a lavorare a tutti.

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