"Emiliano ricorra contro Salvini", Elena Gentile tira fuori la Legge pro immigrati: "Puglia terra d'accoglienza"

L'europarlamentare del Pd in un video su facebook mostra la legge regionale n.32 del 2009 contro cui confliggerebbe il Decreto sicurezza. Da qui la richiesta a Michele Emiliano di ricorrere alla Corte Costituzionale

Si chiama “Norme per l’accoglienza, la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati in Puglia” ed è la legge regionale n.32 del 4 dicembre 2009 che oggi consente all’europarlamentare PD ed ex assessore regionale al Welfare, Elena Gentile, di marcare la differenza “tra noi e loro” (Puglia contro Governo nazionale) rispetto al tema dell’immigrazione, invitando il presidente Emiliano, anche in virtù di questo atto, votato quasi dieci anni fa dal consiglio regionale, di scendere ufficialmente in campo e di fare ricorso alla Corte costituzionale contro il Decreto Sicurezza di Matteo Salvini.

Gentile parla attraverso un video su Facebook: “Vi mostro una cosa – dice-, una legge votata dal consiglio regionale pugliese nel 2009 e già nella sua titolazione potete cogliere il senso di una legge politica assolutamente coerente con la storia, con le tradizioni e con la vocazione di accoglienza e di integrazione che il popolo pugliese ha espresso. Ma voglio raccontarvi come è nata: dall’incrocio felice di competenze e passioni dentro la società civile ma anche dentro l’intera filiera istituzionale. Cosa ci chiedevano i nostri interlocutori? Ci chiedevano di confezionare una norma che rendesse esigibili i diritti fondamentali, alla salute, all’istruzione, alla qualità della vita, per donne e uomini immigrati sul nostro territorio, in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato politico e comunque garantiti da misure di protezione internazionale.

24 articoli che parlano di equiparazione in termini di assistenza sanitaria, di formazione, di accesso al mercato del lavoro, distribuendo una serie di doveri in campo alle amministrazioni periferiche. “Questa Legge oggi rischia di essere inapplicabile – continua Gentile- perché nel frattempo è intervenuta una norma nazionale, il Decreto Sicurezza, che ha reso praticamente invisibile questa platea di uomini, donne e bambini. Chiediamo al presidente Emiliano di scendere in campo, così come stanno facendo molti suoi colleghi presidenti di regione nel nostro Paese, impugnando il decreto sicurezza di fronte alla Corte costituzionale per evidenti contraddizioni rispetto al dettato della nostra Costituzione. Se lo aspetta la Puglia – conclude l’europarlamentare dem-, se lo aspettano i nostri amministratori, gli operatori socio-sanitari, tutti coloro i quali hanno la responsabilità di continuare a declinare la storia di grande umanità che il popolo pugliese ha sempre espresso”.

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