Foggia caput Puglia, Di Gioia e quella sfida che sa di scalata al vertice

L'EDITORIALE - Leonardo Di Gioia ha rassegnato le dimissioni da assessore all'Agricoltura. Cosa si nasconde realmente dietro questa decisione? Quali sono i suoi progetti futuri?

Non sarà che al netto delle difficoltà riscontrate durante la gestione del gravoso capitolo Agricoltura e del comportamento più o meno sui generis di Michele Emiliano, Leonardo Di Gioia ha compiuto un passo indietro oggi per provare a farne uno in avanti domani? Non sarà forse che uno dei massimi esponenti della politica foggiana in Regione si sia svestito degli abiti ingombranti o forse troppo stretti di delegato all'Agricoltura con l'obiettivo non dichiarato di provare ad indossare quelli da futuro candidato alla presidenza della Regione Puglia? 

Picconate qua e là, un concentrato di forzature, verità e punti di vista, un pizzico di rassegnazione ma anche tanta fermezza e strategia comunicativa. Questi alcuni degli elementi emersi nel corso della conferenza stampa con cui l'ormai ex assessore regionale ha concluso la sua esperienza in Giunta e contemporaneamente scritto la parola fine all'intesa col Governatore. Tanto basta per poter provare a scommettere su una sfida con Emiliano alle prossime Regionali.

Fresco di dimissioni, il commercialista del Tavoliere ha parlato da leader e in alcuni tratti dettato persino l'agenda su temi di notevole interesse, come a voler sottolineare e dimostrare capacità fino ad oggi inespresse proprio per colpa di Emiliano, presenza ingombrante in quel di via Capruzzi per profili ambiziosi come l'ex Alleanza Nazionale prima e assessore della giunta Vendola qualche anno dopo. 

E Di Gioia, che di competizione in competizione elettorale ha dimostrato di esserlo, sembra aver deciso di procedere per la propria strada, proprio come a un certo punto della vita qualsiasi figlio farebbe con i propri genitori. Dovrà però rimettere in moto il suo movimento, puntellarlo, rafforzarlo e di volta in volta tamponare le emorragie che un centrodestra sempre più forte rischia di provocare. Centrodestra che resta pur sempre la sua tentazione.

Oggi, nella Bari che nel 2020 potrebbe diventare la città della sua consacrazione, in casa altrui Di Gioia ha rifilato una serie di bordate all'indirizzo del governatore e leader in Puglia del PD, invertendo i ruoli e giocando a fare il professore che bacchetta l'alunno indisciplinato.

Per quale vera ragione lo abbia fatto è una domanda che al momento trova risposta solo nel campo delle ipotesi. Nel frattempo il delegato "trascurato e delegittimato" ha fatto armi e bagagli e rimesso la palla al centro, lasciando, in tema di Agricoltura (e non solo quello), il cerino nelle mani del Presidente.

Tutto questo perché? Solo per una questione di dignità o anche per accreditarsi al cospetto di un centrodestra regionale o di quel mondo di mezzo tra la destra e la sinistra in cerca di una figura in grado di contrastrare il predomonio del governatore attuale? Peut etre, tout est possibile.

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