"No all'uso di pesticidi per combattere la Xylella. Sono pericolosi". Il Popolo della Famiglia diffida i Comuni (anche Foggia)

La missiva ha raggiunto numerosi comuni pugliesi, diffidando le amministrazioni e chiedendo loro di “annullare, revocare o emettere provvedimenti urgenti idonei all'eliminazione degli effetti nocivi del provvedimento avente ad oggetto azioni di contrasto alla Xylella Fastidiosa"

Immagine di repertorio

Uso di pesticidi per contrastare la diffusione della Xylella Fastidiosa. Il Popolo della Famiglia non ci sta. E diffida i comuni di Conversano, Monopoli, Mola di Bari, Putignano, Noci, Castellana, turi, Bari, Taranto, Foggia, Cerignola, Altamura, Terlizzi, Palo del Colle, Ruvo di Puglia, Barletta, San Severo, Massafra, Acquaviva e Gioia del Colle circa l’irrorazione di tali sostanze.

La missiva, firmata dall’avvocato del Foro di Foggia, Christian Padalino, ha raggiunto numerosi comuni pugliesi (compreso il Capoluogo dauno), diffidando le amministrazioni comunali e chiedendo loro di “annullare in sede di autotutela o revocare con effetto immediato ovvero emettere provvedimenti urgenti idonei all'eliminazione degli effetti nocivi del provvedimento esecutivo avente ad oggetto azioni di contrasto alla diffusione della Xylella Fastidiosa (come da Delibera Regionale del 24 ottobre 2018 n. 1890)”, si legge nel documento.

“Parimenti chiede che il sindaco adotti tutti i provvedimenti necessari in suo potere, sulla scorta di quanto stabilito, ad esempio, dal Comune di Nardò (ordinanza n. 195 deil'l .5.2018, mai impugnata) disponendo l'’assoluto divieto - a scopo cautelativo e precauzionale - su tutto il territorio comunale dell'utilizzo di pesticidi e/o prodotti fitosanitari a base chimica di particolare pericolosità (es. neonicotinoidi, erbicidi, antifestanti)”.

Per il Popolo della Famiglia, infatti, tale misura, “non tiene in adeguata considerazione il pericolo per la salute pubblica dell'irrorazione con prodotti neurotossici altamente impattanti in zone densamente abitate e in cui sono presenti anche minori in significativo numero, violando apertamente i principi di prevenzione e precauzione”, si legge nel documento. “Tali molecole, se disperse nell'ambiente in quantità elevate, oltre a provocare effetti dannosi per la salute, agiscono anche contro insetti utili, quali impollinatori e predatori naturali”.

“La compromissione del diritto alla salute (e a un ambiente salubre) dei cittadini può essere giustificata solo in presenza di serie e fondate minacce per l'incolumità generale non affrontabili con mezzi diversi e meno incidenti sui beni primari sopra indicati. Tale circostanza – si legge ancora - non ricorre nel caso di specie, in violazione del principio di precauzione fissato a livello europeo e richiamato dalla normativa in materia di prodotti fitosanitari e pesticidi nonché dell'art. 32 della Costituzione che tutela il diritto a godere di un ambiente di vita e lavoro salubre. Nel merito, si osserva che le misure imposte sono controverse sia nella necessità di uso che nell'efficacia rispetto al contenimento dell’infezione. Al riguardo, l'EFSA (2015) si esprime chiaramente rispetto all'inefficacia dell'uso dei pesticidi (nel caso di infezione primaria o predominante) per il controllo del vettore, così come con riferimento alla dannosità per l'ambiente (con alterazione dell'intera catena alimentare al vari livelli trofici), la salute animale e umana"

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