Il sindaco di Ascoli si smarca dalla protesta dei Monti Dauni contro Conte: "Dovevano pensarci prima"

“Mi dissocio dalle proteste dei miei colleghi di queste ore. A smarcarsi dal fronte anti-Cis è il sindaco di Ascoli Satriano, Vincenzo Sarcone, che attacca Nicola Gatta: "Vai contro te stesso?"

“Prima hanno fatto la pagliacciata e ora dobbiamo dimetterci? Ma non ci penso proprio. Mi dissocio dalle proteste dei miei colleghi di queste ore. A smarcarsi dal fronte anti-Cis è il sindaco di Ascoli Satriano, Vincenzo Sarcone. “Ho letto che hanno parlato anche per me, comunicando che i 29 sindaci dei Monti Dauni non condividono la ripartizione dei fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo per la Capitanata. Di certo sono 28, io non faccio parte di quel fronte. Anzi, dovremmo essere 27 – rincara Sarcone- perché è semplicemente assurdo che il sindaco di Candela, dopo aver partecipato ai tavoli romani come presidente della Provincia, ora protesti contro se stesso”.

Il riferimento è a Nicola Gatta. 29 sindaci includerebbe anche lui e, giustamente, qualcosa non torna se Gatta è stato tra i registi di quella ripartizione. “Io sono soddisfatto, ho ricevuto 3 milioni di euro per Faragola, e per me è un grande risultato. Certo, avrei potuto ambire a molto di più, ho presentato dei progetti per il mio Comune. Ma non sono assolutamente d’accordo né con i contenuti di questa protesta né con la tempistica. La strada regionale 1 altro non è che la Tav del Sud, pensassero prima a riparare le buche!” tuona Sarcone, che sulla tempistica sostiene: “Ci hanno fatto partecipare tutti all’inizio, poi, man mano, ci hanno esclusi e sono rimasti Provincia e Comune di Foggia. Dovevamo protestare allora! Ora non ha senso”. “E’ assolutamente surreale che anche il Presidente della Provincia, seduto ai tavoli romani, ora si smarchi dai contenuti, minacciando di dimettersi: evidentemente non sa che perderebbe anche la poltrona di Palazzo Dogana” evidenzia, al fiele, Sarcone. “Tutto sbilanciato verso il Gargano? Mi pare di no, perché anche i sindaci del Gargano si lamentano. Ripeto: avremmo dovuto muoversi prima, ora che i giochi sono fatti non ha senso. Io non mi dimetto. Anzi, voglio che il Cis venga firmato perché Faragola ha urgente bisogno di quei soldi e non consentirà che tutto si riapra, rischiando di perderli”.

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