Dall'Asi alla Camera di Commercio: le tante partite che si giocano all'ombra del Consorzio. L'estate politica è rovente

Dopo il M5S, anche Confartigianato Imprese chiede l'intervento di Emiliano per rimuovere il sindaco di Manfredonia dalla presidenza Asi. Landella contro Porreca. Confindustria appoggia Confcommercio

“La pesante spaccatura consumatasi all'interno del consiglio d'amministrazione del Consorzio Asi, determinata dalle polemiche sorte in merito al provvedimento di archiviazione della delibera dell'autorità nazionale anticorruzione (Anac) che il 9 maggio scorso ha dichiarato inconferibile l’incarico di presidente del consorzio al sindaco di Manfredonia, rischia di aggravare ulteriormente il procedimento e la tempistica per la realizzazione delle misure contenute nel 'Patto per la Puglia' che insistono sull'area, rendendo sempre più concreta la possibilità che la Capitanata perda parte dei finanziamenti europei del Fondo di Sviluppo e Coesione 2014/2020".

A lanciare il segnale di pericolo è la Confartigianato Imprese Foggia che sollecita la Regione Puglia ad intervenire esercitando le previste attività di controllo sul Consorzio foggiano. In quanto stazione appaltante, infatti, il ruolo del Consorzio Asi risulterà decisivo per la realizzazione della piattaforma logistica ferroviaria integrata di Incoronata, un'infrastruttura da 40 milioni di euro necessaria per il territorio e per i bisogni di mobilità delle PMI.

"Nel merito della questione condividiamo le perplessità sollevate da più parti – dichiara ancora il presidente della Federazione PMI di Confartigianato, Vincenzo Simeone - e siamo molto preoccupati dalle pesanti ed oggi imprevedibili ricadute che potrebbe avere il perdurare di questa impasse sulla reale operatività del Consorzio".

Una richiesta, quella indirizzata al presidente Emiliano, che fa il paio con quella inviata nei giorni scorsi dalla consigliera regionale 5 stelle Rosa Barone, che al governatore ha chiesto di “intervenire tempestivamente al fine di controllare l’operato del consorzio foggiano e rispettare quanto deliberato dall'ANAC”. “Una situazione incresciosa  - ha affondato Barone-, che fa sorgere numerosi sospetti sulla trasparenza e sulla buona fede di chi si ostina, nonostante tutto, a mantenere Riccardi alla presidenza del Consorzio”.

Il riferimento è al responsabile dell’anticorruzione e trasparenza in Asi, Michelarcangelo Marseglia, che nelle scorse settimane ha archiviato la questione, suscitando le ire del presidente della Camera di Commercio e componente del cda, Fabio Porreca, che si è “autosospeso” dalle riunioni del cda. Non parteciperà più alle riunioni, "fino a quando la questione non sarà risolta".

Un modo per affrancarsi da qualsivoglia tipo di responsabilità quello di Porreca, per strizzare in qualche modo l’occhio ai grillini (da cui è partito l’esposto all’Anac), provando a cercare una nuova dimensione politica da cui rilanciare la sua figura (in scadenza in CCIAA e, pare, senza alcuna possibilità di rinnovo: Confcommercio/Confartigianato e Confindustria avrebbero ormai raggiunto l'intesa su Damiano Gelsomino ) ma, secondo altri, molto più prosaicamente, per tornare a rilanciare la sua opzione a capo dell'Asi, quale figura di mediazione.

Ma Porreca sarebbe, allo stato, voce isolata: sulle sue posizioni, ad esempio, non è confluito il sindaco di Foggia, Franco Landella, che pure dal capoluogo (e dall'altra sponda politica), avrebbe avuto buon gioco a rilanciare: "Sull'Asi ha agito il responsabile anticorruzione e io mi affido agli organi tecnici. Mi rimetto nelle mani della tecnostruttura" afferma a Foggiatoday Landella, che affonda (contro Porreca):"Le posizioni autonome assunte da qualcuno non voglio neanche commentarle". "Io mi auguro solo che questo non blocchi l'attività dell'Asi, che è un'area di sviluppo sensibile e deve essere sostenuta".  

Per il resto tacciono gli altri componenti del cda e gli altri soci, tace Confindustria, tacciono gli assessori regionali Leonardo Di Gioia e quello del Pd, Raffaele Piemontese e altri autorevoli esponenti del Pd, specie di Manfredonia.: nulla di strano, nel Golfo si è abituati a lavarseli in casa i panni sporchi, sì da restituire sempre una immagine di compattezza all'esterno (anche se qualcosa si è rotto negli ultimi tempi. Lo dimostrano le dimissioni di Riccardi da sindaco proprio per responsabilità del Pd e di ex compagni, anche se il primo cittadino avrebbe già trovato una nuova quadra).

Ma avrà ancora il sostegno del partito in Asi, Riccardi? “Sicuramente è una situazione incresciosa che Piemontese ed Emiliano farebbero bene a gestire” dichiara da San Severo Dino Marino, dem da sempre e dato negli ultimi tempi in interlocuzione con Piemontese, anche per la sostituzione di Riccardi. “Non ne so niente” smentisce lui, “e non v’è niente da smentire perché è una cosa che non esiste” liquida. Le voci su di lui però insistono. “Sicuramente è una postazione importante, ma se messa nelle condizioni di funzionare” si limita a dichiarare Marino a questa testata.

La partita di Marino si incrocia anche con la gestione della crisi politica a San Severo, dove si è in attesa che il sindaco Miglio partorisca la nuova giunta che dovrebbe annoverare tra le sue fila il Pd. Dopo quattro anni di divorzio e rimasto senza numeri sufficienti, Miglio, insomma, fa la pace col Pd (e il Pd con lui). Non è chiaro se nel partito rientrerà subito. Venerdì intanto parteciperà al coordinamento dem. “Io penso debba tornare, se si vuole ricandidare ha bisogno di ritrovare forza politica” osserva Dino Marino, ieri acerrimo nemico (e rivale alla carica di sindaco), oggi colui che lo salva in consiglio col suo voto.

I giochi insomma sono molteplici e si giocano su più livelli e in diversi enti. Prima dell’Anac, insomma, bisogna che tutto quadri politicamente, con pesi e contrappesi.  

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