L'Anticorruzione si conforma al Tar: Riccardi non è più il presidente del Consorzio Asi di Foggia

Ma potrebbe farcela a tornare in sella e ad evitare il commissariamento. I tempi ci sarebbero tutti. Lunedì primo cittadino depositerà il ricorso. I giudici si esprimeranno sulla sospensiva in tempi brevi

Angelo Riccardi non è più presidente del Consorzio Asi di Foggia. E’ stato notificata oggi la determinazione n.1 datata 24 aprile 2019 con cui il responsabile Anticorruzione dell’ente, Michelangelo Marseglia, ha provveduto alla “revoca e annullamento in autotutela della determinazione n.1 del 29 giugno 2018, emessa dal sottoscritto RPCT del Consorzio Asi di Foggia, al fine di dare necessaria attuazione e seguito a quanto accertato e deliberato dall’Anac con atto n. 453 del 9 maggio 2018, dichiarata legittima dalla sentenza del Tar Lazio dell’11 aprile 2019, così ottemperando e conformandosi anche per quanto inoltre espresso e sostenuto dalla Regione Puglia” scrive Marseglia.

La vicenda è quella nota dell’inconferibilità dell’incarico di presidente del Consorzio in capo a Riccardi, stabilita dall’Anac lo scorso anno (ma, di fatto, Marseglia, archiviò) e, più di recente, dalla sentenza del Tar Lazio a cui l’ex sindaco di Manfredonia aveva fatto ricorso. Oggi, con la sentenza dei giudici, il responsabile RPCT ha dovuto procedere.

Riccardi, tuttavia, non si è dimesso dal cda. Resta consigliere, fa sapere. Il che consente all’organo di avere ancora una legittimità (e di non sciogliersi per assenza del numero legale). Perché la battaglia di Riccardi continua. Lunedì depositerà il ricorso al Consiglio di Stato, che dovrebbe esprimersi sulla sospensiva nel giro di pochi giorni. Il che potrebbe consentirgli (in caso di esito a lui favorevole) di tornare in sella prima di un eventuale commissariamento della Regione Puglia. I tempi, in fondo, ci sono tutti. Ed è su questi che giocherà il destituito presidente.

La vicenda Riccardi, lo ricordiamo, iniziò il giorno dopo l’insediamento dello stesso per azione del Movimento 5 Stelle.

La determinazione è notificata anche ai componenti del Consiglio di Amministrazione e ai componenti dell’Assemblea  che hanno conferito l’incarico , nonché all’Autorità Nazionale  Anticorruzione ed alla Regione Puglia.

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