La querelle Landella-Lega non sorprende Mainiero: "Il centrodestra a Foggia non esiste"

L'ex consigliere comunale commenta il consiglio comunale e il caos nella maggioranza: "Dopo la rissa per la presidenza del consiglio, che succederà quando arriveranno i fondi promessi dallo Stato per la rinascita della città?"

Giuseppe Mainiero

“La nuova consiliatura targata “Landella” si apre sul solco di quella da poco terminata: vale a dire senza il rispetto delle regole! Il risultato di tale modo di agire del primo cittadino si è toccato con mano proprio alla prima seduta “straordinaria“ del neo eletto consiglio comunale, dove sono volati gli stracci da una parte dei neo consiglieri (leggi Lega), ma soprattutto da parte di un pubblico numeroso, rumoroso e partecipativo”.

Tutto questo ha colto di sorpresa lo stesso Landella che, verosimilmente, immaginava di aver tutto sotto controllo e di poter disporre a suo piacimento delle volontà dei neo proclamati consiglieri. Tuttavia, questo sogno dittatoriale si è infranto miseramente davanti al fuoco della nuova realtà. Una realtà che ha dimostrato al primo cittadino di non aver in mano le redini della conduzione dell’assise comunale. E se pure FI, FDI-DIT e UDC hanno dimostrato ancora di essere allineati e coperti, lo stesso non si può dire per i rappresentanti della Lega e, soprattutto, per la sinistra che ha dimostrato una compattezza ed una combattività, finora sconosciute. I 5S, ahinoi, pur presenti per la prima volta in consiglio, continuano a vivere nel loro limbo, distanti dalla realtà ed incapaci di qualunque decisione”. È quanto dichiara l’ex consigliere comunale e candidato sindaco Giuseppe Mainiero

“Lo spettacolo, poco edificante, andato in scena il tardo pomeriggio di martedì 30 luglio, nell’aula consiliare, è sintomo e denuncia di un malessere già presente nel centrodestra, che pare adombrare futuri sviluppi molto nebulosi in ordine alla tenuta ed alla stabilità dell’attuale amministrazione.

Come al solito – prosegue l’analisi di Mainiero – rischiano di pagarne le conseguenze i cittadini di una Foggia che, ancora una volta, pare di non aver saputo fare buon uso dell’unica arma a sua disposizione per cercare di migliorare e cambiare lo stato dell’arte che, già nella passata consiliatura, si presentava pernicioso: il voto.

Ma, tralasciando ogni considerazione su ciò che è stata in Foggia l’espressione del primo diritto di ogni cittadino, deve essere rimarcato che la compagine politica denominata centrodestra in questa città non esiste ovvero non può essere rappresentata da forze politiche non coese e tenute insieme solo dal potere espresso ed esercitato – in modo incontrastato – dal primo cittadino, in maniera dittatoriale, sicuro dell’impunità e scevro da ogni critica.

È, dunque, appena il caso di rimarcare che tali modalità di azione hanno disgustato ed allontanato dalla passione politica l’intero ceto medio e professionistico che ha ormai ha abdicato al proprio ruolo di guida. Ma soprattutto facendo sì che i veri valori della destra, legalità, famiglia (da non confondere col familismo), scuola, lavoro, cultura, solidarietà etc. divenissero negletti e pretermessi.

Oggi, da semplici spettatori sfiduciati e delusi, abbiamo assistito alla commendevole rissa per la poltrona di presidente del consiglio. Non una grandissima poltrona, anche se importante per ottenere una garanzia di democrazia nella conduzione dell’assise municipale. Ci chiediamo, non senza qualche sconforto, che succederà domani quando arriveranno – si spera – i fondi promessi dallo Stato per la rinascita di una città e di un territorio lasciati cadere agli ultimissimi posti nelle graduatorie italiane di vivibilità e sviluppo”.

Mainiero conclude: “È ovvio che chi scrive non si rassegnerà a vedere la propria città coperta da macerie più grandi e perniciose di quelle dei bombardamenti di luglio ed agosto 1943. Si lotterà, con le armi della democrazia e della civiltà, per dare vita ad un vero centrodestra, per ripristinare culture e valori dimenticati ed abbandonati, per risvegliare nei concittadini il senso dell’appartenenza, dell’orgoglio e della sana passione politica, oltre ad essere un “vigile” senza sconti ed imparziale di tutte le cose poco chiare e criticabili, se non dannose, che verranno poste in essere dalla nuova amministrazione comunale”.

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