Tre mozioni e 155 delegati: democratici foggiani verso il congresso senza farsi troppo male

Dei 155 delegati al congresso assegnati alla Provincia di Foggia sulla scorta del tesseramento degli ultimi due anni, Renzi, Emiliano ed Orlando dovrebbero staccarsi di alcune unità, senza predomini di sorta

Gentile, Rauseo, Bordo e Piemontese

A meno di stravolgimenti della ultima ora, le convenzioni di circolo del PD in Capitanata dovrebbero svolgersi in un clima di "pax calcolata" finalizzata a scongiurare rotture troppo profonde e conflitti particolarmente cruenti tra i gruppi dirigenti rappresentativi delle tre mozioni. Non farsi troppo male, insomma. È questa la lettura che viene fuori a guardare l'assetto messo in campo: dei 155 delegati al congresso assegnati alla Provincia di Foggia (sulla scorta del tesseramento degli ultimi due anni), i tre candidati dovrebbero staccarsi di alcune unità, senza predomini di sorta, consegnando il primo posto al Ministro della Giustizia Andrea Orlando (forte del sostegno del PD di Manfredonia che conta, da sola, 20 delegati); quindi il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, sostenuto dall'assessore regionale Raffaele Piemontese; terzo Matteo Renzi, portato avanti dall'europarlamentare Elena Gentile e dal sottosegretario Ivan Scalfarotto.

Solo per citare i più rappresentativi. Ma con, appunto, stacchi tali da non consentire man bassa. Il quadro, ovviamente, non tiene conto di una percentuale, fisiologica, di "schegge non governabili", di carte non scoperte tra le varie fazioni e di alcune incognite. Una di queste, ad esempio, è rappresentata dal sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, che ancora non rende pubblica la sua decisione: seguire, come sempre, la direttrice indicata dal deputato manfredoniano Michele Bordo o virare su Renzi (poco probabile ma non impossibile un suo appoggio ad Emiliano, dati i trascorsi tra i due).

Ancora il quadro non tiene conto di alcuni cambiamenti al fotofinish, come quello di Alfonso De Pellegrino, fino a qualche giorno fa pro Renzi e poi comparso tra i responsabili del comitato pro Orlando: quanto sarà influente la sua inaspettata  virata rispetto al dato di sostanziale equilibrio di tessere raggiunto nel capoluogo tra il segretario cittadino Mariano Rauseo e il provinciale Piemontese?

Le mozioni Renzi-Emiliano qui sembrano equivalersi, con forse piccolo vantaggio del primo, frutto di una divisione quasi matematica delle 1502 tessere registratesi nelle sezione foggiana (quanto e se calcolata i protagonisti non ce lo diranno mai). La virata di De Pellegrino potrebbe essere ininfluente o compromettere questo dato: dipenderà da se e quante tessere sposterà il capogruppo del Pd foggiano (ruolo, tra l'altro, che pare a rischio in una triade consiliare formata da Pasquale Russo e, da poco, da Augusto Marasco, e pertanto a trazione Emiliano).

C'è poi la querelle con gli ex socialisti. Il segretario cittadino Mariano Rauseo avrebbe tesserato solo Luigi Buonarota (in forza Gentile-Renzi, contro il suo ingresso si è mosso con tanto di ricorso Emilio Paglialonga, afferente alla mozione Emiliano). Rifiutati tutti gli altri, come ha lamentato ieri l'ex assessore Angelo Benvenuto in un post su Facebook. Anche il consigliere comunale Saverio Cassitti. Eppure sono tutti portatori di decine e decine di tessere. Perché questa distinzione? Perché probabilmente sconquassano equilibri raggiunti tra i dem.

"Personalmente ho accettato le candidature in linea con lo spirito del PD - replica a Foggiatoday Mariano Rauseo-. L'ingresso di Buonarota è il frutto di un percorso di avvicinamento a tappe esplicatosi nelle ultime due consultazioni provinciali. Ritengo debba avere quella tessera ma attendiamo l'esito del ricorso. Per ciò che concerne Cassitti, il suo tesseramento era condizionato alla restituzione al sindaco Landella della delega di cui è titolare. Cosa che non ha fatto. È una questione politica dirimente, noi siamo all'opposizione di questa amministrazione". E Benvenuto? "La sua istanza non mi è mai pervenuta" liquida Rauseo. A irrigidire i dem sarà stata anche la scarsa chiarezza dell'onorevole Lello Di Gioia, la cui posizione politica rispetto alle tre mozioni è tutt'altro chiara (come lamentò su queste colonne lo stesso Cassitti). 

Intanto son partite le convenzioni di circolo anche in provincia di Foggia, che dovranno chiudersi domenica 2 aprile. Ha aperto i giochi sabato sera Ascoli Satriano, che ha consegnato 48 voti ad Emiliano e 21 a testa a Renzi ed Orlando. Ieri, invece, è stata la volta di Casalvecchio di Puglia (15 voti ad Orlando, 5 a Renzi, 0 ad Emiliano), Orsara (30 voti ad Emiliano, 16 ad Orlando, 13 a Renzi) e Mattinata (64 Orlando, 15 Emiliano, 7 Renzi). Ed è proprio Mattinata, con i suoi 5 delegati, ad aprire i giochi dei circoli che contano di più, spostati quasi tutti agli ultimi giorni. Tra questi ci sono Manfredonia con 20 delegati, Foggia con 17 delegati, San Severo con 11. Contano 7 delegati ciascuno, invece, Cerignola, Monte Sant’Angelo e Apricena, 5 ciascuno Troia e Mattinata. Il resto è intorno ai 2/3 delegati. 

A livello nazionale le prime convenzioni fotografano un Renzi avanzatissimo, Emiliano ultimo. Ma è presto per tirare le somme: i circoli determinanti arriveranno a giorni. E chiuderanno solo una prima fase. Le primarie, infatti, termineranno il 30 aprile con la partecipazione anche dei non iscritti. E dunque del popolo non incasellato negli schemi dirigenziali. 

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