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Rotice vuole ancora Confindustria: attesa la proroga da Roma. E su Energas rilancia: "Si deve fare"

Conferenza stampa di fine anno questa mattina in Confindustria Foggia. Rotice spera nella proroga e sogna in grande: "Allarghiamo la sfera di influenza"

 

Conferenza stampa di fine anno questa mattina di Confindustria Foggia. Il presidente uscente (ma in attesa di proroga da Roma) Gianni Rotice ha fatto il punto su quello che, a suo dire, è il lavoro compiuto fino a questo momento dall'associazione degli industriali. Tante e notevoli le criticità, il territorio manca di slancio, il tessuto economico soffre, il Consorzio Asi è commissariato, la Camera di Commercio perde il suo maggiore rappresentante. Ma per Rotice la lettura è diversa: "Ci sono tutte le condizioni per allargare il respiro della nostra azione" ha detto, annunciando piani di investimento ingenti per il territorio, in particolare per ciò che concerne la zona portuale e industriale di Manfredonia e aree limitrofe. Puglia e Molise le aree di influenza, sostiene, candidandosi in qualche modo ad andare anche oltre la mera presidenza provinciale (Foggiatoday aveva già parlato delle ambizioni del presidente a sedere in Confindustria Puglia). Ambizione che necessita di resta in sella, per il momento: da qui la richiesta di ulteriore proroga a Roma. Ove giungesse (pare per altri due anni), sarebbe il presidente più longevo degli industriali. Nessuna candidatura alternativa alla sua è stata avanzata nelle scorse settimane. "Non è vero che nessuno vuole fare il presidente- ha chiosato Rotice ai microfoni di Foggiatoday-, semplicemente tutti concordano sul fatto che questa squadra deve andare avanti". Perché ha fatto bene, il ragionamento. Confindustria si appresta a giocare un'altra partita spinosa e delicata, con la ripresa delle ambizioni industriali rispetto all'impianto Gpl Energas di Mangredonia. Secondo Rotice il 'no' della popolazione manfredoniana è maturato in tempi diversi. Ora ci sarebbero condizioni diverse. E, sopratutto, necessità diverse in quell'area. I sipontini, tuttavia, si preparano alle barricate. Così come dal Governo centrale è giunto in passato un 'no' secco. Riusciranno a far cambiare idea al Ministro Patuanelli? La partita è grande ed è tutta politica.

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