Raffaele Fitto: “Condanna è scelta politica, mai preso una tangente”

L'ex presidente della Regione Puglia spiega la vicenda delle 11 Rsa al gruppo Angelucci e del "finanziamento" alla 'Puglia prima di Tutto'

Raffaele Fitto

“Da oggi si è aperta in maniera ufficiale un’azione da parte della magistratura barese che è entrata a piedi uniti in questa campagna elettorale". Lo ha detto l'ex ministro Raffaele Fitto incontrando i giornalisti. “Non c'era nessun bisogno di fare questa sentenza oggi, ma c’è solo la volontà precisa di un collegio che ha compiuto una scelta politica precisa, che è quella di dare una indicazione a questa campagna elettorale" ha poi aggiunto l'ex presidente della Regione Puglia.

LA PRESUNTA TANGENTE | Nell'incontro con i giornalisti il candidato alla Camera nella lista del Pdl, ha detto di non aver mai preso una tangente: "Non accetto che venga indicata in questo modo, perché la gara in questione è regolare, perché la pubblica accusa ha archiviato i componenti della commissione di gara. Gara è stata fatta da un dirigente con una determina dirigenziale, nominando i componenti della commissione e venendo assolto in via definitiva con sentenza passata in giudicato. Io sono stato imputato anche per il reato di falso collegato a questa corruzione, e sono stato assolto".

RSA AL GRUPPO ANGELUCCI | "Ora - ha aggiunto - a fronte di una gara regolare sono state assegnate undici Rsa al gruppo Angelucci, due delle quali sono state attivate con la forma del contratto dalla mia giunta, e nove attivate e inaugurate dalla giunta e dal presidente Vendola. In questa situazione vi è stato un finanziamento, non una tangente. Io non ho mai preso in euro. Io ho avuto come partito politico un contributo regolare, fatto con bonifico bancario".

LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO | Per Fitto, l'accusa prevede che "io sia scemo e ritengo questa sentenza un atto di accusa nei miei confronti che chiarisce che sono deficiente, perché prendo la tangente con bonifico bancario alla 'Puglia prima di Tutto' e non in una bella busta o valigetta a me personalmente". "La prendo - ha continuato - per un importo pari allo 0,25% dell'appalto e sulla base di una gara regolare per avere un contributo che viene dichiarato pubblicamente con due dichiarazioni congiunte, della parte che lo eroga e della parte che lo riceve, iscritto nel bilancio della 'Puglia prima di tutto', inviato alla Camera dei deputati che lo approva, e certificato dalla Corte dei conti. Questa è la tangente di cui stiamo parlando. Io, a chiunque si permette di dire che ho preso una tangente, gli faccio un servizio così. Mi sono seccato di questa cosa".

SENTENZA NICHI VENDOLA | Poi l'ex ministro agli Affari regionali ha ironizzato con i giornalisti sull'amicizia fra la sorella del governatore pugliese, Nichi Vendola, e il giudice Susanna De Felice che lo scorso 31 ottobre ha assolto il presidente della Regione Puglia dall'accusa di concorso in abuso d'ufficio. "In tutta questa vicenda - ha detto - sono molto arrabbiato con mia sorella che da oggi con me avrà un rapporto pessimo. Perché - ha spiegato - mia sorella non conosce nessun magistrato, non esce con nessun magistrato, non è nelle condizioni di poter avere rapporti con nessun magistrato. E questa è una cosa molto grave che io le contesto e per la quale credo che avrò da oggi un rapporto molto complicato con mia sorella". "Questo - ha aggiunto l’ex presidente della Regione Puglia - è lo stesso Tribunale che qualche giorno fa ha assolto il presidente Vendola per un reato e il giudice che lo ha assolto è notoriamente, come il pm che hanno indicato, amica intima e assidua frequentatrice della sorella del presidente Vendola".

L’APPELLO DI RAFFALE FITTO | "Ora io mi chiedo in che Paese siamo, in che Procura siamo, in che Tribunale siamo. Attendo di sapere dal presidente Forleo, dalla consigliera Goffredo e dal presidente del tribunale Savino perché vengono utilizzi due pesi e due misure in modo così clamoroso. Pongo un problema di equità e non capisco questo accanimento e per quale ragione la Procura della Repubblica e il tribunale di Bari abbiano avuto questo comportamenti".

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