"Nessuna incompatibilità": La ditta 'Sicurezza e Ambiente' precisa anche: "Rignanese non è consulente su Foggia"

'Sicurezza e Ambiente' replica all'articolo di FoggiaToday del 2 marzo 2020 chiarendo la posizione di Pasquale Rignanese e del rapporto tra la società e il Comune di Foggia: "Non abbiamo interlocuzione economica con l'Ente"

Nessuna incompatibilità, niente ‘imbarazzi’. A chiarire la vicenda riguardante il consigliere comunale Pasquale Rignanese, e il suo incarico di consulente presso la ditta “Sicurezza e Ambiente” (che si occupa del servizio di ripristino ambientale delle strade comunali interessate da incidenti stradali), è la stessa società romana.

Un incarico che, come riferisce il testo di una interrogazione (non ancora protocollata), sarebbe stata oggetto di incompatibilità in base all’articolo 63 del Tuel. Incompatibilità che, come precisa a FoggiaToday il dottor De Stasio, referente dell’azienda romana, non c’è.

“Il contratto che lega Rignanese con la nostra azienda non è un contratto da dipendente, ma si tratta di un incarico consulenziale che post cede di circa un anno e mezzo l’assunzione del contratto per conto del Comune di Foggia”, spiega Di Stasio. “Oltretutto il contratto che l’azienda ha stipulato con il Comune è un contratto di concessione di servizi che non comporta alcuno scambio economico, l’ente non ci dà nulla, né noi chiediamo nulla all’ente”.

Di Stasio precisa inoltre che la consulenza di Rignanese non presenta alcun legame con la città di Foggia: “Nel contratto che ha stipulato con l’azienda non figura alcun rimando alla competenza territoriale rispetto al comune di Foggia. La società non conferisce incarichi a cuor leggero e in violazione delle norme. Il suo incarico consulenziale esula dalla competenza territoriale comunale".

Per il comune di Foggia l’incarico è appannaggio di un’altra referente, la signora Francesca Galluzzo (che ha sottoscritto il contratto come rappresentante della ditta appaltatrice, ndr). Se Rignanese fosse stato referente per la zona di Foggia ci sarebbe stata una sovrapposizione economica, dispendiosa per noi oltre che sconveniente da un punto di vista dell’immagine nostra e dello stesso Rignanese”, puntualizza il rappresentante della ditta romana.

“È stato tutto fatto in modo conforme alla legge e all’articolo 63 del Tuel – continua Di Stasio – in cui si dice che ci sono problemi di opportunità politica e di anticonformità alla legge nel caso in cui le società siano sovvenzionate o partecipate. Ma la nostra società non ha interlocuzione economica con l’ente; il nostro è un sistema di concessione di servizi, attraverso il quale noi ci rivaliamo nei confronti delle compagnie assicurative, non abbiamo nulla a che fare con l’ente”.

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