Cerignola sciolta per mafia, ma il sindaco Metta non si dà per vinto: "Non conosco la parola arrendersi"

"Arrendersi? Che parola è, non la conosco". Sono le prime parole del primo cittadino all'indomani del provvedimento del Cdm. Le dichiarazioni sono informali e affidate a Facebook. In strada l'opposizione

“Arrendersi? Che parola è, non la conosco”. Sono le prime parole del sindaco di Cerignola, Franco Metta, a qualche ora dalla notizia peggiore che un amministratore, il primo amministratore della città, possa ricevere: ente sciolto per infiltrazioni mafiose. L’ufficialità della deliberazione del Consiglio dei Ministri è giunta ieri sera dal Governo. Il Viminale guidato da Luciana Lamorgese ha messo il sigillo sulla relazione investigativa portata a Roma dal Prefetto di Foggia, Raffale Grassi, e ha disposto lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo dei commissari per 18 mesi. Manca ora solo la firma del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rendere pienamente operativa la nuova fase di “ripristino della legalità” nel Comune ofantino. Ma le prime parole di Metta, affidate a Facebook, sembrano preannunciare battaglia, la stessa che ha condotto in questi dieci mesi, sfidando apertamente la Procura: “Le persone disoneste non credono all’onestà” scrive ancora. Due post in tutto. Che lasciano trapelare la strategia di reazione del primo cittadino: avanti a testa alta, paiono dire. Che è un po’ il senso di quel che ha scritto ieri sera su Facebook il suo vice, Rino Pezzano: “Coscienza pulita, come sempre. Ho servito la città con tutto me stesso. Grazie Cerignola”. O alcuni consiglieri comunali. Tutti in procinto, ormai, di lasciare Palazzo di Città.

Leggi le motiviazioni dello scioglimento 

Sul fronte opposizione, invece, si plaude all’attività dello Stato che avrebbe “liberato Cerignola” e non si perde tempo a scendere in campo per quella che  dovrebbe costituire, nelle loro intenzioni, l’inizio di una nuova stagione. Ma, anche in questo caso, la necessaria coesione per costruire un fronte comune viene surclassata dalle divisioni di sempre. E così se l’ex candidato sindaco del Pd, quello che Metta sconfisse nel 2015, Tommaso Sgarro, si prepara ad un sit in questa sera di fronte al Comune con i consiglieri Rendine, Mirra e Moccia, proponendo come prima, simbolica iniziativa, il cambio del nome della nuova arteria del quartiere Torricelli dedicandola alla memoria dell’Onorevole Pio Latorre, politico e sindacalista, impegnato nella lotta alla mafia e tragicamente assassinato, il Partito Democratico terrà domani una conferenza stampa nella sede del partito. “La Deliberazione del Consiglio dei Ministri non lascia alcun dubbio: la Città è in mano alla criminalità organizzata. Finalmente, il Sindaco Franco Metta e la sua Giunta dovranno rispondere del loro operato. E dovranno farlo in maniera chiara” il commento della segreteria e dei consiglieri del Partito Democratico cittadino.

“La Giunta Metta dovrà spiegare, per esempio, le irregolarità che hanno portato all’assegnazione della gestione del verde pubblico alla ditta Mondoservice e cosa sa dell’improvviso ritiro dell’altra ditta, che aveva regolarmente e legittimamente vinto la gara. Dovrà spiegare in che modo la ditta Cerignola Progresso, nonostante la presenza al suo interno di persone collegate alla criminalità organizzata, abbia potuto avere in gestione la villa comunale. Dovrà spiegare cosa sa del sistema di subappalti che hanno caratterizzato i lavori di ampliamento del cimitero – un sistema di subappalti che, con Metta, è cresciuto in modo a dir poco sospetto. Inoltre, il Sindaco dovrà spiegare le sue frequentazioni quantomeno discutibili, visto che ha presenziato all’inaugurazione di un’attività commerciale gestita da elementi di spicco della criminalità locale e che ha addirittura partecipato alle nozze di un noto pluripregiudicato”.

“Oggi, per la Città di Cerignola, è stata scritta una delle pagine più brutte e drammatiche della sua storia. Più volte, in questi anni, il Partito Democratico e tutte le realtà cerignolane sane hanno chiesto conto al Sindaco Metta e alla sua Giunta del loro operato poco trasparente. Sarà un periodo duro e buio, così come duri e bui sono stati questi anni di amministrazione mettiana. Come abbiamo avuto occasione di dire altre volte, le forze sane della città devono fare fronte comune contro la criminalità organizzata per portare Cerignola finalmente fuori dal tunnel dell’illegalità. Noi del Partito Democratico ci saremo, così come siamo sicuri che ci saranno tutti i cittadini che, da troppo tempo, sperano in una rinascita civica e culturale della Città”.

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Nessuna reazione al momento da altre forze politiche di opposizione, né da Forza Italia né dalla Lega, né da altri mondi. Dopo Cerignola toccherà a Manfredonia (che non ha ancora evidentemente completato l'istruttoria, come trapela di fonti vicine al Governo) passare le forche caudine del Cdm. Saranno a quel punto ben 4 gli enti locali sciolti per mafia negli ultimi anni in Provincia di Foggia.

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