Il PD rimette in pista Cavaliere, il segretario: "Impegno contro l'usura criminale, Foggia ha bisogno di buoni esempi"

Dopo le ricostruzioni mediatiche dei giorni scorsi, parla il segretario cittadino dei dem, Davide Emanuele. "Porreca? Non era convinto". "Sentiamo responsabilità di fare scelta migliore possibile"

Il centrosinistra foggiano è alle prese con la scelta del candidato sindaco. Sintesi non facile quando in una coalizione convivono diverse istanze e sensibilità e la guida principale è a due teste, Raffaele Piemontese e Leonardo Di Gioia. L’indisponibilità nelle ultime ore del presidente della Camera di Commercio, Fabio Porreca, che pure aveva manifestato forte volontà in tal senso, ha spiazzato l’area del centrosinistra, riportando il pallino al punto di partenza. O forse no. Perché uno dei profili più caldeggiati, rispetto al quale i rapporti non si sarebbero mai interrotti, è quello autorevole di Pippo Cavaliere, presidente della Fondazione antiusura Buon Samaritano, perorato in maniera diffusa. Tutto è ancora in costruzione. Dalle parti del Partito Democratico si resta fiduciosi e si rifuggono, ovviamente, le costruzioni mediatiche delle ultime ore che vogliono un centrosinistra in panne. Ne abbiamo parlato con il segretario cittadino, Davide Emanuele.

Segretario, il centrosinistra sembra essere andato in confusione nella scelta del candidato sindaco. E’ così?

Non mi pare. C’è molta buona volontà da parte di tutti i partecipanti ed al tavolo ancora non si è ufficialmente parlato di nessun nome. Com'è naturale che sia si valutano profili e disponibilità. Sentiamo tutti la responsabilità di fare la scelta migliore possibile per non consentire che Landella guidi per altri cinque anni l’amministrazione comunale.

Riprova, però, ne sarebbero, per stare ai fatti più recenti, la rinuncia di Fabio Porreca alla candidatura a sindaco e il mancato tavolo ieri di coalizione, seppur programmato. Conferma le due circostanze? Ci spiega di ambedue le motivazioni?

Rinuncia mi sembra un termine inappropriato. Non si era deciso che dovesse essere lui il candidato. Mi pare che abbia tutto al più manifestato una propria indisponibilità personale a volersi cimentare con la sfida delle elezioni prima e con la fatica del governo poi. Quanto alla riunione, semplicemente alcuni partecipanti non potevano essere presenti ieri sera, ci riuniremo fra qualche giorno. Siamo sempre comunque in costante contatto.  

Abbiamo notizie che rispetto a Porreca fossero maturati problemi anche in ordine alla sua successione in Camera di Commercio. E’ concausa?

A me non risulta, la mia sensazione è che Porreca non fosse mai stato veramente convinto a candidarsi a sindaco di Foggia.

Dopo la rinuncia di Porreca, torna in auge la figura di Pippo Cavaliere, per il quale si era ipotizzato un ticket con il primo o si sonderanno altre “soluzioni”?  Chi decide, Piemontese o Di Gioia?

Innanzitutto è bene precisare che decide la coalizione. Il nome di Pippo Cavaliere stava già prima di quello di Porreca. Pippo è certamente un esponente della società civile di alto profilo e competenza. Non dimentichiamo il suo impegno nel sociale e alla lotta all’usura criminale. A Foggia servono anche buoni esempi

Fare sintesi in una coalizione larga non è impresa facile. Tra chi vorrebbe figure “nuove”, non riconducibile al passato, e chi rivendica e blinda il perimetro del centrosinistra, qual è secondo lei la soluzione migliore rispetto al candidato? Profilo politico-identitario o quella parte di “società civile” funzionale a rappresentare un “campo molto largo”? Le frange più ostili al “campo largo” sono quelle a sinistra. Come si tengono dentro (se si tengono)?

Sono sincero, io ho trovato da parte di tutti una voglia di unità larga ed una condivisione di base molto forte sulle tematiche principali. Poi è vero, per carità, la sintesi su un nome non sempre è facile. L’ indicazione venuta fuori dal tavolo è quella che il candidato sindaco possa rappresentare l’unità della coalizione ed abbia allo stesso tempo la capacità di allargarla. Personalmente non trovo appassionante la distinzione vecchio o nuovo, a me interessa che il nostro candidato sindaco sia una persona capace e perbene che si voglia mettere al servizio non solo di una squadra ma dell’intera città. Quanto alla questione identitaria sinceramente la ritengo un po’ forzata in considerazione del tipo di elezione che andremo ad affrontare. Voler migliorare la vivibilità della nostra città, migliorarne i servizi o tappare le buche mi pare una cosa giusta e di buon senso più che di destra o di sinistra. Amministrare bene non ha colore politico. Sul piano amministrativo la questione identitaria io la declino in senso di sensibilità su come si attuano le scelte. Su questo penso che tutti potranno trovare il modo per far valere la propria identità

Nelle ultime ore si sprecano anche le proposte di primarie. Sono una possibilità?

Oggi non le ritengo una soluzione utile. Mai come in questo caso le forze politiche devono avere la capacità di assumersi la responsabilità di una scelta. In questi giorni peraltro ho letto anche ricostruzioni fantasiose come quella della candidatura a sindaco della nostra segretaria provinciale.

Nomi a parte, ci dice qual è il vostro progetto di città? E’ un tema di cui la coalizione ha discusso? Che proposta ne è venuta fuori e quali sono i tratti qualificanti che la contraddistinguono rispetto a quello degli avversari?

Certo che ne abbiamo discusso e l’unità l'abbiamo trovata proprio nella voglia di cambiare in meglio la nostra città. I temi condivisi e da approfondire sono i più sentiti dai cittadini: efficienza dei servizi pubblici di base e innovazione della loro gestione; investimenti certi e verificabili per strade, verde e illuminazione; programmazione e attrazione di investimenti produttivi per generare occupazione. Massima attenzione alle politiche sociali, per intercettare i nuovi bisogni e aumentare la quantità di soggetti deboli da includere nelle reti di protezione, e legalità diffusa in ogni settore dell'agire pubblico e privato. Per ciascuno di questi temi l'impegno è progettare strategie, individuare risorse certe, definire procedure efficienti, attuare gli interventi in tempi ragionevolmente rapidi. La sciatteria dell'amministrazione uscente ha provocato danni materiali e morali di enorme portata; così come l'indulgenza verso abusivismi e illegalità di varia natura e genere. Dobbiamo riconoscere dignità ai cittadini e alla città e comportarci di conseguenza.

Analisti sostengono che il centrosinistra sia perdente e che per vincere anche qui vada applicato il modello Abruzzo, inteso come costruzione dal basso di un progetto dal profilo più civico possibile, che metta in second’ordine i partiti. Concorda?

In Italia spira un vento favorevole alla destra salviniana, ma ciò non vuol dire che a Foggia ci sarà un'affermazione del centrodestra. Sono 5 anni che amministrano la città e, fatta eccezione per un po’ di musica, luci e fuochi pirotecnici nei periodi festivi, non vedo una città più bella e più vivibile di prima. Anzi. Le buche nelle strade sono aumentate e sono più profonde; le strade buie sono più numerose; gli autobus non camminano; l'immondizia si accumula; i progetti di sviluppo si arenano. Tocca a noi proporre ai foggiani un progetto di futuro concreto e credibile. E comunque, il modello Abruzzo non segna il fallimento dei partiti, che hanno vinto le elezioni, piuttosto la valorizzazione dello spirito di collaborazione tra forze politiche e movimenti attivi della società. Esattamente ciò che stiamo facendo noi del centrosinistra.

E’ ipotizzabile un progetto che guardi anche ai delusi del centrodestra? Per intenderci, che includa elementi politici come Azzurro Popolare?

Abbiamo sempre detto che siamo disponibili ad allargare il nostro campo a chi condivida la nostra impostazione, a chi voglia mettersi al servizio della città.

Si era partiti in vantaggio sui tempi rispetto al centrodestra. E si è accumulato ritardo. Perché? Che tempi prevede per la ufficializzazione del candidato?

E' una scelta importante e tutti ne avvertono la responsabilità. Deve essere fatta con convinzione. Mi auguro che la scelta avvenga entro la prossima settimana.

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