Tutti vogliono volare a Roma, ma l'aereo del Rosatellum ha pochi posti: foggiani in guerra per un posto fisso

Lo Storto e Matera nel listino bloccato di Forza Italia? Per Gatta non resterebbe che l'uninominale, Miranda ci proverà. Cera pronto per il collegio Foggia-Gargano. Leonardo Di Gioia nel listino del PD? E Bordo?

Il vento della vittoria del centrodestra soffierebbe fino a Bruxelles, scriveva due giorni fa il Corsera, e starebbe riportando in patria volti ed ambizioni per il Parlamento italiano. Diversi gli europarlamentari che potrebbero riempire in posizione più o meno blindata le liste, ad esempio, di Forza Italia. Tra questi, secondo indiscrezioni, l'europarlamentare lucerina Barbara Matera. E' questo il nome che circola in queste ore per il listino bloccato degli azzurri. Ma in seconda posizione, probabilmente.

Il primo posto, quello più ambito di tutti, alla base di una certissima elezione, Berlusconi lo avrebbe riservato a Giovanni Lo Storto, direttore generale della LUISS Guido Carli di Roma. Ambedue con origini foggiane, Matera e Lo Storto (la prima di Lucera, il secondo di Troia), ambedue nomi di strettissima scelta del Cavaliere, che raccontano in questi giorni blindatissimo per ciò che concerne le candidature: le fa lui, punto. I coordinatori regionali possono proporre, inviare cv, sperare ma alla fine quei listini li compila lui. E avrebbe le idee chiare: società civile, anzitutto, mondo della cultura, dell'università appunto, dell'imprenditoria. E' a loro che bisogna aprire. Poi gli azzurri “suoi”. Solo dopo gli azzurri “periferici”.

Che dovranno sorbirsi la roulette russa dei collegi uninominali se vogliono spuntarla e andare a Roma. Faticare, portare voti, per loro e per il partito. Se le indiscrezioni corrispondessero al vero, la strada sarebbe tutta in salita per i “blue men” di sempre: cosa farebbe il vicepresidente del consiglio regionale Giandiego Gatta, ad esempio, le cui ambizioni romane sono note ed il cui obiettivo (dichiarato nel corso dell'ultima assemblea provinciale del partito) è guadagnare il podio del listino proporzionale per una elezione certa? Sul suo nome scommettono anche le segreterie provinciale e regionale del partito (Vitali ha dichiarato il suo impegno in sede di assemblea) e il sindaco di Foggia, Franco Landella, che sul suo nome avrebbe chiuso l'accordo per l'ingresso della cognata Michaela Di Donna a Bari, in consiglio regionale, in surroga di Gatta. “Difficile che Gatta accetterà di correre in un collegio, anche se sarebbe l'unico a poterlo fare visto la mole di voti che porta con sé. E il partito ne ha bisogno” spiegano fonti azzurre. Gatta, a quel punto, che collegio dovrebbe giocarsi? Per godere del peso della famiglia Landella-Di Donna punterebbe al collegio di Foggia ma Gatta è manfredoniano e il collegio del capoluogo sarebbe difeso con le unghie e con i denti anche da Luigi Miranda, presidente del consiglio comunale del capoluogo. Bel rompicapo.

Su tre collegi camerali, almeno due, secondo il segretario Di Mauro, dovrebbero andare a Forza Italia sulla scorta delle percentuali degli azzurri rispetto agli alleati. Il resto se lo contendono Lega, Fdi, l'Udc che pare giochi da sola al momento (blindando la ricandidatura del deputato uscente sammarchese Angelo Cera, in pole anche per un collegio uninominale, quale? Anch'egli il Foggia-Gargano. “Forza Italia non può scegliersi i collegi senza condividerli con gli alleati – fa sapere Napoleone Cera- anche perché l'Udc, con il suo 8-10%, è ago della bilancia per la coalizione”) e il contenitore in fase di strutturazione con Costa, Quagliariello, Parisi, Fitto (e forse Maurizio Lupi, se Alternativa popolare dovesse fare la scelta di correre col Pd): anche qui, chi schierare? Di certo l'uscente Tarquinio, “che sarà ricandidato al Senato, collegio di Foggia. E' conditio sine qua non” mette in guarda il coordinatore cittadino di Direzione Italia, Mimmo Verile. I giochi sono complicati e gli alleati al tavolo ancora non si siedono per fare il punto.

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C'è poi tutta la partita dei 5 stelle e quella nel centrosinistra, dove le coalizioni sono in alto mare. Data per acclarata la distanza siderale con “Liberi e uguali”, la nuova sinistra nata dalla fusione qualche giorno fa a Roma delle sinistre anti-Pd (anche se molti sono coloro che sussurrano che alla fine si andrà tutti insieme), i dem devono provare a mettere su la loro macchina da guerra che, pare, almeno in Puglia, non possa fare a meno dei civici di Michele Emiliano. Per i quali, stante la difficoltà di un listone nazionale, si delineerebbe la possibilità di postazioni all'interno del Pd stesso. Roba non facile considerati i margini strettissimi di elezione e le ambizioni degli uscenti. Come si incastreranno i giochi? Leonardo Di Gioia non vorrebbe candidarsi, dice ufficialmente. Eppure c'è chi giura che l'idea di andare a Roma lo stia seducendo eccome, tanto da stare “trattando” per il primo posto nel listino Pd, appoggiato da Michele Emiliano, ed infastidendo non poco gli uscenti Bordo e Mongiello. Anche perché, secondo qualcuno, visto il peso di Emiliano e il sangue non proprio ottimo che correrebbe tra il governatore e i manfredoniani, potrebbe riuscirsi, costringendo i dem a migrare verso altri lidi. Possibile? Secondo quanto filtra da ambienti regionali, sì. Il che sarebbe una novità assoluta nel panorama dem e foggiano. Altri collegi. Fuori. Come starebbe facendo in queste ore Lello Di Gioia, altro uscente, ex PSI eletto in Sardegna nel listino Pd e pronto a ricandidarsi. Non si sa dove.

Rosatellum: ma i foggiani sanno cos'è?

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