Il centrodestra serra le fila ma bisticcia sul candidato alla Provincia: Sarcone, Gatta o Monteleone? Cera: "Ciavarella"

Angelo Cera spinge per il sindaco di San Nicandro Garganico. Restano alte le quotazioni di Nicola Gatta, si fanno i nomi di Lino Monteleone e di Vincenzo Sarcone. Per le Comunali Forza Italia riproporrà Landella

Gatta, Monteleone, Ciavarella e Sarcone

“Lunedì prossimo comunicheremo i candidati alla presidenza della Province”. Così a Foggiatoday Luigi Vitali, segretario regionale di Forza Italia, quando mancano quindici giorni al gong per i nominativi (qui le scadenze fissate con decreto). Le forze politiche a livello provinciale contano di esser quasi pronte, e ciò malgrado ieri il secondo tavolo del centrodestra svoltosi in casa azzurra si sia risolto con un nulla di fatto. I partiti sarebbero ancora lì ad annusarsi; di nuovo c’è stato il primo contatto tra centristi di Angelo Cera e Lega di Daniele Cusmai (tra i quali, secondo indiscrezioni, non sarebbero mancati momenti di fortissima fibrillazione). Ma quantomeno il perimetro c’è. Ed anche le “regole” entro le quali muoversi, enunciate dal segretario provinciale di Forza Italia, Raffaele Di Mauro, e condivise dal resto della coalizione: sindaco di “area”, con forte maggioranza e consolidata esperienza amministrativa. Tre requisiti che, come dicevamo su queste colonne nei giorni passati, scremano di molto la rosa dei papabili, eliminando ad esempio i neoletti. E però la scelta è ancora da compiersi e, stante l’equivalenza di massima di destra e sinistra ai nastri di partenza, la decisione dovrà orientarsi rispetto al risultato finale: scegliere un candidato di bandiera, rischiando di ridurre la partecipazione alla contesa elettorale a mera rappresentanza, o, invece, provare a trovare un nome trasversale, che allarghi alla confluenza di amministratori spuri, che non si riconoscono ad oggi né nel centrosinistra nel centrosinistra? E’ il civismo quello da attrarre se si vuol vincere la partita. Ma neanche si esclude che, trattandosi di ente di secondo livello che va oltre le classiche divisioni destra-sinistra, il nuovo presidente sarà frutto di un placet trasversale dell’intero arco costituzionale, assessori regionali compresi, fatta eccezione per qualche forza minore. E’ questo il ragionamento che portano avanti i “tessitori”, coloro che, più che al colore del presidente, pensano alle opportunità legate oggi alla gestione di quell’ente (destinatario di milioni di euro finanziamenti).

 E’ questa la scelta che dovrà compiersi giovedì, quando il tavolo di coalizione tornerà a riunirsi e dal quale, presumibilmente, a voler rispettare la tabella di marcia, dovrà uscire il nominativo. Come avevamo già provveduto a scrivere su queste colonne, restano alte le quotazioni del sindaco di Candela, Nicola Gatta, ambizioso e trasversale quanto basta per allargare la coalizione di centrodestra ad innesti civici vicini all’assessore Leonardo Di Gioia; dalla parte di Gatta c’è anche la territorialità richiesta a gran voce da tutti i sindaci dei Monti Dauni, area di maggior interesse finanziario nei mesi che verranno. Ma c’è chi non esclude una confluenza su Vincenzo Sarcone, sindaco di Ascoli, neoeletto sì ma gradito anche a forza più riottose nel centrodestra come i Fratelli d’Italia (e assecondare i Fratelli d’Italia, di questi tempi, con le amministrative di Foggia alle porte, è “politicamente opportuno”). Vogliono dire la loro anche Cera, Di Giuseppe e i Popolari di De Martino: gli ultimi due non disdegnerebbero Lino Monteleone, sindaco di Torremaggiore, quale punto di caduta; la battaglia del primo, invece, è su Costantino Ciavarella, neosindaco di San Nicandro Garganico e segretario cittadino dell’Udc. “Mi si deve spiegare perché gli altri nomi vanno bene, soprattutto quelli di chi si è messo sotto l’ala protettrice degli assessori regionali o governa oggi senza opposizione o, ancora, ha sempre strizzato l’occhio al civismo, e quello di Ciavarella no, che è l’unico a rappresentare degnamente e pienamente tutta la coalizione di centrodestra, così come formatasi alla vigilia del 4 marzo” dichiara a Foggiatoday Angelo Cera. “Mi devono dire – pungola ancora l’ex parlamentare - perché Ciavarella come candidato sindaco era gradito a tutte queste forze e come candidato presidente no. Mi devono spiegare quali sono i meriti degli altri, Ciavarella sta tenendo alto il nome del centrodestra e si è misurato in una battaglia difficile, gli altri? C’è chi non ha neanche l’opposizione in consiglio (Gatta, ndr)”. “Ad ogni modo – conclude Cera- se mi dicono chiaramente perché gli altri sì e Ciavarella no, e mi convincono, io non ho alcun problema ad appoggiare un altro candidato. Ma mi devono convincere, io conosco le storie di tutti” avverte.

Insomma, trovare il punto di caduta non sarà cosa facile, a quanto pare, per quanto la tabella di marcia sia stringente. Poi, si sa, in politica si alza il tiro per ottenere l’ordinario. E Cera queste regole le conosce molto bene.

Elezioni comunali, resta in piedi l'ipotesi "primarie"

Subito dopo toccherà alla partita più difficile e politicamente cruenta: le amministrative. Ed è per quella che i partiti risparmiano oggi le forze. Anche perché non sarà facile trovare un nome condiviso con un Landella, sindaco uscente, che non intende rinunciare al bis. Da Bari filtra la possibilità, sgradita a tutti ma probabilmente necessaria, di utilizzare quale ultima spiaggia le primarie, mai svoltesi nel centrodestra ma, in assenza di convergenza, unico strumento di sintesi possibile. “A me non piacciono – ci riferisce un autorevole forzista- ma come si fa ad obbligare la coalizione ad ingoiarsi Landella o a tenere fuori il sindaco uscente”? Landella è il nome che Raffaele Di Mauro porterà al tavolo. E lo farà da segretario provinciale. Luigi Vitali, contattato, lo dice senza mezzi termini: non c’è alcuna volontà di sostituire nessuno, “Di Mauro resta un mio valido riferimento territoriale”. Entro la fine dell’anno, come ha preannunciato Berlusconi a Fiuggi, si dovrebbero tenere dei “congressi smart” e sarà lì che qualcosa potrebbe cambiare. Per il momento non solo non si rompe (e con una FI al 7% o poco più non sarebbe proprio il caso) ma si cercherà di sanare le divisioni, accontentando e valorizzando soprattutto coloro che, sotto questi chiari di luna, continuano a portare voti al partito. In quest’ottica, incarichi in vista per mister preferenze, Giandiego Gatta. Al suo nuovo ruolo, che dovrebbe essere di livello regionale, sta lavorando lo stesso segretario pugliese, Vitali, e potrebbe essere svelato già questa settimana.

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