Buco Ataf, il caso si fa serio: maggioranza pronta a fare luce e a chiedere le dimissioni del CdA

Nel mirino, dunque, i due consiglieri d'amministrazione Paolo Mongiello e Carmela Catalano, gli unici rimasti dopo le dimissioni dell'ex presidente Raffaele Ferrantino

E' stata aggiornata a giovedì 10 maggio, alle 17, la riunione della maggioranza Landella sul caso Ataf-Protect sollevato da Foggiatoday. “Siamo pronti a chiedere le dimissioni dei componenti del CdA che hanno gestito la questione” fa sapere il consigliere Bruno Longo, sollevando evidentemente da qualsivoglia responsabilità soltanto il neo presidente Stefano Torraco.

Nel mirino, dunque, i due consiglieri d'amministrazione Paolo Mongiello e Carmela Catalano, gli unici rimasti dopo le dimissioni dell'ex presidente Raffaele Ferrantino. Dei tre, i consiglieri vogliono assumere contezza degli eventuali profili di responsabilità nella faccenda dell'ammanco di oltre 600mila euro di proventi della sosta tariffata.

E, ovviamente, anche degli eventuali addebiti in capo al socio unico, il Comune di Foggia, del delegato alle partecipate (il sindaco stesso) e del responsabile del controllo analogo. “Non solo chiederemo le dimissioni” continua Longo, “ma, acclarate eventuali responsabilità, sottoscriveremo un documento che consegneremo a Landella in cui chiederemo di mettere in atto tutti gli adempimenti sanzionatori del caso, sia amministrativi che penali”.

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I consiglieri, insomma, vogliono mettersi al riparo, penalmente e dalle eventuali sanzioni della Corte dei Conti. C'è in gioco anche la responsabilità patrimoniale, tanto più che il consiglio comunale aveva chiaramente dato indirizzo ad Ataf, nell'ambito del regolamento della sosta tariffata così come varato a maggio 2016, di dotarsi di un sistema di telecontrollo dei parcometri. Adempimento ad oggi rimasto inevaso. Perchè? E il Comune non aveva il dovere di controllare l'applicazione di quel regolamento? Torraco, intanto, ha messo tutta la faccenda in mano ad un legale ma smentisce di aver già proceduto con denuncia (notizia che si raccoglie nei corridoi di Palazzo di città). Grande è il timore di essere tirati dentro la faccenda, a pagare quell'ammanco alla città di tasca propria. Intanto emergerebbero profili di incompatibilità per un consigliere d'amministrazione a sedere nell'organo di Ataf.

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