Foggia non si piega al ricatto delle bombe e rilancia: “Non arretriamo in questa battaglia”

Cittadini, istituzioni e associazionismo discutono dell’emergenza sicurezza. Il sindaco di Foggia, Franco Landella: “Un importante segnale della voglia di riscatto della nostra comunità”

L'incontro a Palazzo di Città

Foggia c’è, non molla ed è pronta a resistere al ricatto delle bombe e ad avviare una rivolta culturale contro il malaffare. Tante le iniziative messe in campo o le idee in corso di definizione, interessanti gli spunti lanciati ieri nell’aula consiliare stracolma di Palazzo di Città, dove le istituzioni e i rappresentanti delle associazioni impegnati principalmente nella lotta al racket delle estorsioni, hanno lanciato un segnale forte alla criminalità, nel segno della sete di riscatto che si respira in città. Il capoluogo è a un bivio.

Franco Landella: “Questa riunione è segnale della voglia di riscatto della nostra città. Una voglia di riscatto che parte del basso, che riguarda i comportamenti e investe le coscienze di chi vuole reagire. La grande partecipazione popolare e la passione degli interventi che si sono susseguiti sono la spia di una consapevolezza profonda rispetto alla delicatezza del momento che Foggia sta vivendo. Le bombe dei giorni scorsi hanno colpito non solo gli esercenti, ma ogni singolo cittadino. Sono state un attentato alla nostra convivenza civile, alla possibilità di sviluppo della nostra economia. Stasera la città ha detto in modo chiaro che non cederà al ricatto delle bombe, che è pronta a fare fronte comune contro questa ondata di violenza. Accanto alle richieste di ordine logistico ed operativo, al ministro degli Interni Angelino Alfano porterò la determinazione della nostra comunità a non arretrare in questa battaglia. Da questo punto di vista, le denunce dei commercianti che hanno reso possibile l’arresto di quattro estorsori sono una boccata di area fresca e pulita. In quest’ottica, il Comune di Foggia si è costituito e continuerà a costituirsi parte civile in tutti i processi per mafia e per reati di natura estorsiva”.

Presente all’incontro anche il presidente del Consiglio comunale, Luigi Miranda, secondo il quale gli attentati dei giorni scorsi «mostrano la debolezza di una criminalità che sente il fiato sul collo di una città che non vuole più piegarsi, in cui le iniziative finalizzate a combattere la piaga delle estorsioni si moltiplicano, in cui i riflettori del dibattito pubblico illuminano questa emergenza. La seduta che il Consiglio comunale dedicherà al tema della sicurezza servirà per rilanciare questa volontà, per discutere di idee e proposte».

Unanime l’appello lanciato dalle associazioni impegnate sul fronte della lotta al racket delle estorsioni, all’usura ed al contrasto ad ogni forma di criminalità. La presidente provinciale di “Libera”, Daniela Marcone, la presidente della neonata associazione antiracket “Giovanni Panunzio”, il presidente dell’associazione antiracket “Vivere liberi”, Domenico Foglietta, il presidente della Fondazione “Buon Samaritano”, Pippo Cavaliere, hanno sottolineato la necessità di mettere in campo «un movimento di rivolta culturale al malaffare, in cui i giovani siano in prima linea nell’opporsi ad ogni forma di compromesso opaco e nello svolgere un’azione di profonda sensibilizzazione dell’opinione pubblica».

Daniela Marcone: “Ciò che accaduto nei giorni scorsi non è accaduto per caso. Stavolta però nessuno ha chiuso gli occhi, come dimostra l’incontro di oggi. Quest’aula affollata, che è il luogo di massima rappresentanza della nostra comunità, lo conferma. Questa volta nessuno ha voltato la testa dall’altra parte. La sfida è uscire da questa sala e portare l’appello alla legalità a tutta la parte sana della società. Foggia è ad un bivio: o peggiora o può riscattarsi. Dipende da noi».

Cristina Cucci: “Adesso nessun imprenditore è più solo. Proprio per dimostrare che Foggia non è disposta a smettere di combattere abbiamo ideato il “Consumo critico”, un’iniziativa che partirà a Natale. Pensiamo di cominciare a raccogliere le preadesioni tra i cittadini che hanno voglia di consumare nei negozi e nelle attività commerciali che non pagano il pizzo.

Pippo Cavaliere: “Di fronte a questo fenomeno criminale così perverso ed invasivo, la risposta non può essere affidata in via esclusiva all’Autorità Giudiziaria e alle Forze dell’Ordine. Occorre un maggiore senso di cittadinanza attiva e di impegno civico nel segno della legalità, che un incontro come questo promuove in modo evidente”.

Fabio Porreca: “Il disagio sociale che molte zone della città vivono, rende spesso difficile promuovere la cultura della legalità. Noi abbiamo però il dovere di impegnarci al massimo, nell’ottica di una piena e convinta unità istituzionale, sociale e civica, senza concedere alcun alibi alla criminalità. Polemizzare tra noi o contro le istituzioni i non aiuterà a trovare le risposte necessarie, facendoci tra l’altro perdere di vista quello che è il vero nemico. Il rispetto della legalità deve partire dal quotidiano e dal senso civico. Perché è proprio nella mancanza del rispetto delle regole che il malaffare trova il suo humus ideale. Insieme possiamo vincere questa battaglia”.

Tra i partecipanti gli amministratori attuali dell’Ente di Palazzo di Città, l’ex sindaco Gianni Mongelli e molti ex consiglieri comunali. E proprio l’ex consigliere comunale Leonardo De Santis ha consegnato nelle mani del primo cittadino il regolamento della Consulta comunale sulla legalità stilato lo scorso anno, che il sindaco si è formalmente impegnato ad istituire ed insediare.

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