Bancarelle abusive: l'ex assessore Moffa replica a Stanchi, si difende e tira fuori i fatti

In merito alla "strana vicenda" delle cosiddette "casette di Landella", l'ex assessore alle Attività Economiche tira fuori le comunicazioni via Pec con Landella, Stanchi e Guadagno

Jenny Moffa

Jenny Moffa replica alla “stravagante difesa” del dirigente Stanchi, tira fuori le comunicazioni a mezzo pec avvenute con il sindaco, il dirigente e il segretario comunale “al fine di evidenziare la trasparenza e la correttezza che ha caratterizzato il mio mandato assessorile al servizio della mia Città” e prova a chiarire, ancora una volta, la “strana vicenda” delle autorizzazioni allo svolgimento del commercio sul suolo pubblico rilasciate per sopperire in via temporanea alla carenza di aree mercatali.

“In riferimento alla nota stampa con la quale il dirigente del Comune di Foggia, Stanchi, tenta una stravagante difesa del suo operato circa il rilascio dei permessi per i chioschi, le cosiddette “casette di Landella”. addebitando  responsabilità ai ritardi della politica e all’essersi attenuto all’atto di indirizzo da me voluto, preciso che il 24 aprile 2015, tramite PEC inviata al sindaco pro-tempore Landella, al  dirigente Stanchi e al  segretario generale Guadagno, comunicavo e denunciavo come l’obiettivo dell’atto di indirizzo, le modalità di attuazione dello stesso, fossero state completamente disattese ed eluse”, E’ quanto denuncia l’ex Assessore alle Attività Economiche, la dott.ssa Jenny Moffa.

AREE MERCATALI. “L’obiettivo principale dell’atto di indirizzo, spiega Moffa, di cui alla delibera di giunta n. 36/2015, era quello di individuare, con il supporto del settore Pianificazione e dei Lavori Pubblici, le zone in cui, sulla base dell’effettivo bacino di utenza, si riscontrava la effettiva necessità di nuove aree da destinare a mercati. Tanto, al fine di soddisfare le esigenze dei cittadini consumatori residenti in tali zone, nonché di sopperire temporaneamente alla carenza di aree mercatali”.

LE AUTORIZZAZIONI TEMPORANEE. “Nelle more della localizzazione delle dette aree, del loro inserimento nei regolamenti comunali e dell’ultimazione dei lavori, nel rispetto delle leggi e dei regolamenti vigenti, è stata prevista la possibilità per il Servizio Integrato Attività Economiche di rilasciare autorizzazioni temporanee per lo svolgimento del commercio sul suolo pubblico, in favore di soggetti che risultino già in possesso di autorizzazioni di tipologia A), fatta eccezione per le zone in cui tale forma di commercio è espressamente vietata nel rispetto delle norme di natura igienico-sanitaria e delle norme di cui al Nuovo Codice della Strada. Detta previsione era finalizzata a consentire all'Amministrazione Comunale di procedere alla creazione di apposite aree mercatali nelle zone che ne sono attualmente sprovviste, al fine di pervenire ad una definitiva regolazione e risoluzione della problematica. Una volta concluso tale iter, infatti, le postazioni temporaneamente autorizzate, sarebbero state fatte confluire nelle aree mercatali di nuova individuazione”.

LA LEGGE REGIONALE. “Infatti l’atto di indirizzo fa espresso richiamo alla Legge Regionale n. 18 del 24 luglio 2001, riguardante le direttive, i criteri e le modalità che disciplinano il commercio su aree pubbliche e al Regolamento comunale vigente, e indica i criteri di posizionamento dei chioschi, banchi, trespoli e auto-negozi. Secondo quanto, chiaramente e nella lingua italiana, è scritto nella Legge Regionale, richiamata dallo stesso atto di indirizzo, al termine del piano di localizzazione dei mercati e al fine di procedere al rilascio delle autorizzazioni, sia all'interno delle aree mercatali che extra-mercato, il Comune di Foggia procederà alla pubblicazione dei dati dei posteggi da assegnare in concessione; i soggetti interessati e in possesso dei requisiti morali e professionali, secondo le modalità previste dal bando di assegnazione, avranno la possibilità di presentare apposita domanda al Comune per il rilascio dell’autorizzazione e della concessione di posteggio, indicando il settore merceologico richiesto; in seguito il Comune procederà alla pubblicazione dei dati per i posteggi da affidare in concessione; ai fini della formulazione della graduatoria saranno osservati i criteri previsti dalla Legge vigente in materia, anche a seguito dell’approvazione del disegno di legge n. 30/2014 della Regione Puglia (Codice del Commercio)”.

Prosegue Jenny Moffa: “Il Servizio Integrato Attività Economiche ha obbligo di verificare i requisiti professionali e personali dei soggetti ai quali rilascia l’autorizzazione, nonché di indicare nel provvedimento autorizzativo la sussistenza dei requisiti richiesti e la relativa categoria merceologica. Mi pare abbastanza evidente che l’atto di indirizzo è stato  completamente disatteso dal Servizio Integrato Attività Economiche, le autorizzazioni rilasciate non sono in linea con le indicazioni contenute nell’atto di indirizzo e sono in palese violazione delle norme vigenti, rendendo così particolarmente difficile il raggiungimento del sopra descritto obiettivo finale”.

Ed evidenzia: “Sono state rilasciate autorizzazioni in aree non consentite al commercio e in spregio delle norme del Nuovo Codice della Strada, come ad esempio sugli spartitraffico o all'interno di aree destinate al parcheggio e in prossimità di aree mercatali già esistenti, violando inoltre le disposizioni normative Sanitarie ed Urbanistiche, a tal riguardo evidenziai come la stessa Giurisprudenza avesse fatto chiarezza (Consiglio di Stato Sez VI sentenza 986/11 che contribuisce in maniera efficace a  fare chiarezza su uno dei nervi scoperti del Testo Unico per l’Edilizia, DPR 380/01, laddove questa fattispecie non trova esaustiva disciplina)”;

L’ex assessore sottolinea: “Prima di procedere al rilascio dell'autorizzazione, il Servizio Integrato Attività Economiche avrebbe dovuto verificare il reale fabbisogno di chioschi e/o simili, evitando di rilasciare concessioni in zone in cui non si riscontra la necessità di insediamento di un posteggio "fisso isolato". Tanto, sempre in considerazione  del fatto che l'obiettivo principale rimane quello di consentire lo svolgimento di tale attività nelle aree mercatali esistenti”. 

E chiarisce: “Nonostante la cura posta da me, nell’elencare tutti gli aspetti delle autorizzazioni in contrasto con l’atto di indirizzo e di conseguenza di tutte le norme da esso richiamate, Landella, personalmente e con sua PEC del 24.04.2015 mi chiede di “dettagliare”, esaltando le sue capacità di mimetizzazione,  “per ciascuna delle autorizzazioni concesse, in che cosa siano in contrasto con l’atto di indirizzo formulato dalla Giunta Comunale e quali siano le norme violate”.

LA DIFESA DI MOFFA. “Al termine della sua missiva, per concludere, Landella attribuisce, secondo una sua personalissima interpretazione del Testo Unico degli Enti Locali, all’assessore, e dunque in generale alla Giunta, compiti oltre che di indirizzo, di controllo sulle autorizzazioni emesse dal dirigente, sorvolando sul punto che tale prerogativa è esclusiva del sindaco ai sensi dell’art. 50 del TUEL (D. lgs. N. 267/2000), cosa quest’ultima evidenziata a Landella dallo stesso prefetto Tirone, in una missiva, dove elenca le numerose “censure” alle quali il dirigente Stanchi non aveva proferito risposta. Pertanto, le mie osservazioni sull’attuazione dell’atto di indirizzo sono perfettamente in linea con le prerogative che la legge attribuisce all’assessore, cosa ribadita in successive comunicazioni a mezzo PEC.

Gli assessori, infatti, per espressa previsione di legge, svolgono attività di impulso e collaborazione per la verifica dell’attuazione degli interventi e degli obiettivi prefissati con i rispettivi uffici, facendo riferimento alle figure del Segretario, dei Dirigenti e dei Responsabili degli uffici (art. 48, c. 2, Tuel). Peraltro, il dirigente sig. Antonio Stanchi, nell’esercizio delle predette funzioni, ha provveduto al rilascio delle citate autorizzazioni senza mettere a conoscenza di tanto la sottoscritta, che ne ha avuto notizia solo successivamente e per altre vie.

Nella risposta del 30.04.2015 il sindaco pro-tempore tenta ancora di difendere la bontà delle autorizzazioni che, di fatto, gli permettono di trasformare Foggia in un mercato a cielo aperto. Ed ancora, si domanda sul motivo per il quale io prenda le distanze dall’atto di indirizzo, una querelle a cui metto fine il 07.05.2015 precisando che la presa di distanze rispetto all’atto di indirizzo adottato con delibera di Giunta del 03.04.2015  non è certo riferita al testo adottato ed ai principi a cui si ispira, ma alla interpretazione dello stesso, del dirigente Stanchi avvallata dal sindaco e dal segretario generale.

Ho rammentato al Sindaco pro-tempore il contenuto della prima bozza di delibera, redatta a cura del dirigente, rispetto alla quale la sottoscritta ha espresso molte perplessità e che è stata oggetto di profonde e significative modifiche, tutte agli atti. Lo stesso Stanchi il 18.05.2015 abbozza una risposta alle mie numerose mail. Evito ogni commento, ricordo solo che a seguito della missiva del Prefetto, che eccepiva gli stessi rilievi che io evidenziai per tempo, il sindaco convoca la Giunta per deliberare al riguardo, e che gli stessi provvedimenti della Magistratura confermano la bontà delle tesi e delle argomentazioni da me sostenute”.

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