RcAuto, i rincari sul tavolo del governo: Bordo presenta un'interrogazione

Bordo (Pd): "Il Governo ha il dovere di intervenire urgentemente sulle compagnie assicuratrici che stanno evidentemente speculando sull'obbligatorietà della polizza RC auto"

Approderà sui tavoli del governo il maxi aumento del RcAuto a Foggia e Provincia. Ad annunciarlo è il deputato del Partito democratico Michele Bordo che presenterà un'interrogazione al ministro dei trasporti Altero Matteoli.

Spiega Bordo: “Il Governo ha il dovere di intervenire urgentemente sulle compagnie assicuratrici che stanno evidentemente speculando sull’obbligatorietà della polizza RC auto”.

Nell'interrogazione Bordo intende chiedere “se ed in quali termini il Governo intenda procedere con misure di governance dei prezzi di base delle polizze assicurative, anche introducendo meccanismi di calmierazione tali da attuare forme di mutualità tra le diverse Regioni”.

“E’ ormai più che evidente l’insorgere di una ‘questione meridionale’ anche in campo assicurativo – afferma Bordo – ipocritamente ed utilitaristicamente fondato sull’innegabile maggior numero di truffe. Ma non si può scaricare sugli automobilisti onesti il costo dell’illegalità, ancor più se questo è il motivo apparente di chiusure e dismissioni realizzate per concentrare energie e risorse nel più ricco nord.

Le iniziative assunte in Capitanata dalla Confcommercio e dalle associazioni di rappresentanza dei consumatori sono più che encomiabili e dovrebbero essere valorizzate tanto dal Governo che dagli organismi di controllo, da cui sono stati lanciati ripetuti e documentati allarmi circa le speculazioni sui prezzi.

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Con ogni evidenza questa è un’altra delle tante voci di costo, economiche e sociali, attribuibili a quelle lobby che disprezzano la concorrenza ed hanno grande responsabilità rispetto all’arretratezza del Paese. Le loro azioni trovano terreno fertile nel liberismo di facciata della destra berlusconiana – conclude Michele Bordo – giacché anche quello assicurativo è uno degli innumerevoli campi in cui il premier può vantare interessi cospicui e consolidati”.

 

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