Di Fonso denuncia assunzione della moglie di Cera. Il consigliere: “Perché mai non dovrebbe lavorare?"

Si dimette la segreteria foggiana dell'UdC. Moglie del consigliere regionale assunta nei Centri Padre Pio, ma Cera chiarisce: "Impiegata con contratto a tempo determinato e non come avvocato dirigente"

Napoleone Cera e Di Fonso

Terremoto in casa Udc. Massimiliano Di Fonso e l'intera segreteria di Foggia si dimettono in massa. L'accusa nei confronti della famiglia Cera, "patron" dello scudocrociato in Capitanata, è pesantissima: l'assunzione della moglie del consigliere regionale Napoleone Cera, capogruppo dell’Udc alla Regione Puglia, presso i Centri Padre Pio, tra l'altro – scrivono - "come avvocato dirigente".

I centri, lo ricordiamo, usufruiscono di risorse pubbliche e regionali e, pertanto, aprono un serio quesito in merito alla opportunità politica anche dell'assunzione in questione. "E' una questione morale" sbotta Di Fonso a Foggiatoday. "Non si può continuare a stare con chi fa della politica interessi solo ed esclusivamente familiari, non abbiamo dato la possibilità a Napoleone Cera di farlo eleggere e di farlo sedere in consiglio regionale per favorire la sua famiglia, questa non è politica, questa è vergogna vera".

"Personalmente – continua - mi vergogno di averlo fatto votare, mi vergogno di aver chiesto ai miei amici di votarlo, ma soprattutto mi vergogno di aver coinvolto persone che hanno creduto in me e che disgraziatamente ho portato in un partito esclusivamente di famiglia, in un partito che ha il solo obiettivo di colmare gli interessi familiari".

Di Fonso è un fiume in piena e va oltre: "Il trentenne rampante della dinastia dei Cera ha ingannato il sottoscritto e la segreteria cittadina con progetti politici mai realizzati, sempre rinviati, con aspettative false e illusorie. Mai ha dato risposte in questi due anni da consigliere". "Di fronte a gente che non può mettere il piatto a tavolo - conclude Di Fonso - insieme padre e figlio portano a casa ogni mese 20mila euro. Vergogna". 

Foggiatoday ha cercato di vederci chiaro. "È vero, mia moglie lavora lì da qualche tempo ma non con il ruolo dirigente, bensì di semplice impiegata con contratto a tempo determinato" ci dice il consigliere regionale. Opportunità politica? Questione morale? "Perché mai mia moglie non dovrebbe lavorare?" è la risposta di Cera ai due quesiti. Per il capogruppo Udc in Regione quella Di Fonso altro non sarebbe che la reazione scorretta di chi sapeva che il partito lo stava mettendo alla porta.

"L'ultima uscita come sindacalista Usspi ci ha creato non pochi imbarazzi, tant'è che lo stesso segretario nazionale Cesa ci ha chiesto di dirimere la questione del doppio incarico di Di Fonso". Ed è lo stesso Di Fonso a riportarlo nel suo comunicato laddove scrive: "I rapporti con il consigliere regionale-familiare Napoleone Cera si sono interrotti dopo l’articolo stampa sulla De Gennaro della Asl, sua amica".

"Assolutamente, è solo una questione di opportunità: ha mai visto un sindacalista che, al contempo, fa il dirigente politico?" replica Cera. Insomma, da un lato una assunzione in un centro che gode di denaro pubblico, dall'altro la vendetta per l'imminente estromissione politica.

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