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Quel "sistema marcio" di Apricena, ma la gente è col sindaco: "E' incommentabile". Lacci: "Avevamo detto cosa accadeva"

Conferenza stampa dei consiglieri comunali di minoranza di Apricena nella sede del PD a Foggia. Le parole di Michele Lacci, Titti Zecchino e Pasquale Terlizzi

 

"Anni duri per chi ha fatto opposizione ad Apricena". Apre così, Michele Lacci, la conferenza stampa sull'operazione 'Madrepietra' con la quale la Guardia di Finanza ha eseguto tre ordinanze di misure cautelari ai domiciliari all'indirizzo del sindaco Antonio Potenza - accusato di concussione, pecultato e abuso d'ufficio - del consigliere comunale e assessore alla 'Sostenibilità' Ivan Augelli e dell'imprenditore-ingegnere Matteo Bianchi, vicinissimo, secondo gli inquirenti e secondo il PD al primo cittadino.

"Avevamo messo in evidenza quello che accadeva rispetto alla gestione della cosa pubblica. Quanto accaduto in questi giorni è la dimostrazione della politica tutt'altro che trasparente, tutt'altro che sincera, tutt'altro meritrocratica" ha dichiarato l'ex candidato sindaco ed esponente del PD Michele Lacci: "Non gioiamo e non brindiamo, attendiamo gli eventi ma è opportuno definire il confine sano e non della politica, al di là del consenso".

"Strappato il velo delle bugie che Potenza diceva nei nostri confronti, abbiamo dovuto vivere una situazione infamante perché si diceva che erano lettere anonime scritte dall'opposizione, il messaggio che passava è che avevamo paura. E' stato accertato invece che così non era"

Lacci affronta anche l'argomento sugli "opportunisti", quelli che cioè che in questi anni sono passati da un partito all'altro salendo, di fatto, sul carro del vincitore: "Ci auspichiamo che Apricena esca al più presto da questa cappa che oggi ha addosso". Sulla vicinanza della stragrande maggioranza dei cittadini al sindaco, per Lacci "in questa situazione entra in campo il sentimento, credo sia normale è umano, se però le cose dovessero essere confermate sarebbe sbagliato difendere un operato che era sbagliato"

Di diverso avviso Titti Zecchino: "Stigmatizzerei tutti i comportamenti che si stanno verificando in queste ore, il discorso legalità viene trascurato, nessuno si preoccupa se è stata rispettata. E' incommentabile (riferendosi al consenso post-arresto)"

In chiusura, Lacci ha definito imbarazzante l'atteggiamento del segretario regionale della Lega D'Eramo, che poche ore dopo i fatti di Apricena, scaricava di fatto Potenza: "Non è iscritto al partito". Prima, lo sfogo di Pasquale Terlizzi: "Che c'era un sistema marcio lo posso dire, e pensare che il sindaco diceva che eravamo noi delinquenti e gli apricenesi erano lì ad applaudire"

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