Plesso ex Amica, Mainiero duro: "Patrimonio della città non tutelato dal Comune"

Il capogruppo di Fdi-An commenta la cessione all'asta dell'immobile di via Bari: "La previsione dell'investimento per l'acquisizione della sede per 980mila euro, era presente nel piano finanziario Amiu approvato dal Consiglio comunale lo scorso marzo"

“Il primo cittadino pro tempore Franco Landella, parla di comunicazioni telefoniche del Direttore Antonio Di Biase sul deliberato del CdA Amiu spa, dove tra l’altro sedevano e siedono persone da lui nominate. Attraverso dette comunicazioni il sindaco veniva reso edotto circa il deliberato del CdA stesso, col quale si dava formalmente corso alla partecipazione all’asta giudiziaria con un’offerta di 980mila euro, offerta assolutamente inferiore al valore, stimato in circa 2 milioni di euro, addebitando la responsabilità al Sindaco di Bari Decaro, il quale avrebbe impedito la formulazione di un’offerta di 1.5 milioni”.

Il capogruppo di Fdi-An al Consiglio comunale Giuseppe Mainiero commenta l’esito dell’asta giudiziaria nella quale Amiu non è riuscita ad aggiudicarsi l’immobile di via Bari, un tempo di proprietà della Amica Spa. Ed è l’occasione per sferrare un nuovo attacco all’Amministrazione comunale che ha commentato la notizia attraverso “la solita nota dell’ufficio stampa, che con toni propagandistici evidenziava la ‘forte e vibrante’ irritazione di Landella, il quale ha appreso solo telefonicamente il deliberato del CdA AMIU SPA. Peccato che il piano finanziario Amiu Spa (contenete la previsione, al capitolo 4, di un investimento per l’acquisizione della sede di via Bari per 980mila euro) veniva approvato dalla maggioranza agli ordini di Landella nella seduta del Consiglio Comunale del 31/03/ 17”.

“A nulla rileva che su 'controllo e direzione' di Amiu il Comune di Bari abbia la maggioranza del pacchetto azionario, in quanto nei patti para sociali è previsto l’esercizio paritario dei poteri, il così detto controllo analogo. Sul punto l’Ordinamento è chiarissimo, infatti l’art 147-quater (controlli sulle società partecipate non quotate) del TESTO Unico degli Enti Locali al comma 1 recita: ‘L’Ente locale definisce, secondo la propria autonomia organizzativa, un sistema di controlli sulle società non quotate, partecipate dallo stesso Ente locale. Tali controlli sono esercitati dalle strutture proprie dell’Ente locale, che ne sono responsabili’. Medesima disciplina è ampiamente contenuta, tra l’altro, nel d. lgs. N. 175 del 19/08/16 ‘Le società pubbliche nel testo unico’”, evidenzia Mainiero.

Per il consigliere comunale la nota stampa “palesa il grado di assoluta approssimazione amministrativa che governa una città ormai allo sbando, che ha perso la bussola in ragione di un nocchiere non all’altezza del ruolo che riveste”.

Critiche anche alle azioni intraprese per far sì che la sede dell’ex Amica venisse acquisita da Amiu: “L’immobile, stimato per un valore di circa 2 milioni, costruito con le tasse dei foggiani e conferito dal Comune di Foggia, avrebbe preteso, non suggerito, un’iniziativa, come altre ci sono state, tese ad avviare e perfezionare la cessione della storica sede, tutelando altresì un plesso che era, e che per sciatteria amministrativa oggi non lo è più, patrimonio della collettività che serviva ad espletare un servizio pubblico negli interessi della intera comunità”.

Mainiero aggiunge: “Perché l’asta giudiziaria in prima convocazione è andata deserta, per assicurarsi il ribasso del 25% nonostante il valore di stima fosse ampiamente superiore? Per quale ragione AMIU ha preferito giungere ad un’Asta Giudiziaria solo in seconda convocazione, nonostante la folta corrispondenza con la curatela fallimentare?  Se all’uomo della strada venisse il dubbio che vi sia in atto un danno alle casse comunali non si sbaglierebbe di molto, in quanto il bene, realizzato con i soldi dei cittadini foggiani doveva essere alienato ad un valore maggiore”.

Il capogruppo di Fdi-An conclude: “Un capitolo, questo del fallimento AMICA, delle vicende che hanno interessato la curatela, fino all’acquisizione della partecipazione del 20% circa di AMIU SPA da parte del Comune di Foggia, che necessita di un approfondimento in tema di elusione della fattispecie ‘cessione di ramo di azienda’.

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